In un giorno solo ha distrutto il record assoluto di Toprak Razgatlioglu, migliorato il primato in gara e raggiunto Alvaro Bautista a quota 27 vittorie in un'unica stagione. Ma soprattutto
Nicolò Bulega è tornato a vincere, quello che gli premeva di più dopo il digiuno di Cremona.
"All'Estoril ho ritrovato la mia moto, a Cremona non funzionava niente, sono anche caduto due volte" commenta il neo campione del Mondo Superbike. La considero la mia pista peggiore (ma l'anno scorso ci aveva vinto tre volte, ndr), e dopo tutto sono arrivato secondo, non in fondo. Inoltre avevo una pressione tremenda perchè volevo assolutamente vincere il Mondiale a Cremona. C'erano i miei amici, i responsabili della Ducati. Ovviamente è stata una bella festa, ero felice, ma non per la mia prestazione. Lì pensavo a troppe cose, sono tornato a guidare con la mente libera."
La fame non passa
Chi si aspettava un Nicolò Bulega appagato e ormai rivolto alla prossima sfida che si chiama MotoGP, ha dovuto cambiare idea. L'assalto ai record continuerà: restano cinque gare, le ultime tre a Jerez che è uno dei suoi giardini di casa. Questo ragazzo può scrivere numeri nell'albo d'oro Superbike che resteranno come scolpiti nella pietra. "Si, voglio lasciare questo paddock con altre vittorie". Il concetto è molto chiaro.
Il conto aperto con Toprak
Un anno fa all'Estoril Bulega si era giocato contro
Toprak Razgatlioglu punti preziosissimi: vincendo due gare su tre il turco aveva cementato il primato, difeso con le unghie nello scontro senza domani a Jerez. "
Qui dentro Toprak guidava benissimo, era molto difficile da battere, ma io ci sono riuscito". Nicolò allude al successo in gara 2, quando dopo aver sistemato al meglio la Panigale vecchia versione, quella con forcellone monobraccio, ebbe ragione del fuoriclasse BMW.
Vedo Rosso
I campioni sono speciali perchè sanno cercarsi ogni volta un limite da superare. Per Nicolò Bulega all'Estoril l'obiettivo vero era scendere sotto il muro di 1'34", là dove neanche Toprak era riuscito a spingersi. In qualifica, nel confronto a distanza, ha limato il primato di mezzo secondo, un delta impressionante su un tracciato come Estoril. "La qualifica è la parte del week end che preferisco: con un giro a disposizione fisicamente ti spremi al massimo, ti puoi sfinire. Quando abbasso la visiera, io vedo tutto rosso."
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