E' proprio vero che il tempo delle scelte nella vita non finisce mai.
Danilo Petrucci ha quasi 36 anni e corre praticamente da sempre. Adesso è di fronte ad iun bivio impegnativo, perchè è una scelta di vita: smettere o andare avanti? E nel caso: dove e con chi?
Petrux vinto in Superstock e poi ha trionfato in MotoGP da pilota ufficiale Ducati, vivendo l'emozione irripetibile della folla al Mugello sotto al podio, per festeggiare una vittoria strappata con le unghie a due colossi come Marc Marquez e Andrea Dovizioso. E' andato per gioco alla Dakar, e ha vinto una tappa pure lì. Per non parlare del MotoAmerica, dove nel 2022 sfiorò il titolo aggiudicandosi cinque gare. Ciliegina sulla torta: ha battuto fior di piloti ufficiali anche nel Mondiale Superbike, con la fantasmagorica tripletta di Cremona.
BMW capolinea dorato
"Sapevo che andare in BMW sarebbe stato un all-in, ma lo rifarei" ripete Danilo ogni volta che gli viene posta la domanda fatidica: è valsa la pena prendere in mano la stessa M1000RR che solo Toprak Razgatlioglu sapeva far volare? I risultati gli stanno dando torto. A Portimao ha chiuso il venerdi in sedicesima posizione, ad un secondo dalla vetta ma soprattutto lontano sette decimi dal compagno di squadra Miguel Oliveira, che in FP2 è balzato in coda alle Ducati e sulla pista di casa è in odore di podio. In mezzo a questa stagione avara, anche il serio incidente di Most che lo ha tenuto fermo a lungo e avrebbe potuto avere conseguenze molto più serie. Il rovescio della medaglia è l'ingaggio: Petrucci ha incassato seicentomila euro, poco meno di Nicolò Bulega e quattro volte lo stipendio annuale di Iker Lecuona. Quindi da questo punto di vista c'è poco da recriminare.
Il MotoAmerica, che fatica
Per il 2027 Danilo Petrucci avrebbe la porta spalancata per tornare nel
MotoAmerica con la BMW di una squadra satellite, ma magari sempre con il contratto diretto con la casa madre. "
Mi stanno trattando da re" dice il ternano, alludendo anche all'accoglienza che la stessa squadra gli ha tributato durante la sua visita al paddock in occasione del round di Austin, in Texas. Ma il Motoamerica non è tutto rose e fiori. Si corre su piste lontane dagli standard europei, quindi il rischio è alto, e Danilo già nel 2022 incappò in un paio di incidenti spaventosi. Inoltre comporta dover stare a lungo via da casa, continui viaggi transatlantici. Non parliamo esattamente di una passeggiata, ma di un impegno gravoso. L'alternativa potrebbe essere la secnda Ducati di Go Eleven, che però ha come prima opzione Alex Delbianco.
C'è vita fuori dal paddock
Non lo dice apertamente, ma Danilo Petrucci sta pensando che forse ne ha già viste abbastanza di moto, circuiti, team e avversari. Che, a 36 anni ma soprattutto dopo gli incidenti dai quali è risorto lui, dire basta potrebbe essere la scelta più coraggiosa. Forse anche la più saggia. Nel venerdi di Portimao si è lasciato andare ad una confidenza con il collega Ivo Schutzbach di Speedweek. "Ho molti interessi fuori dalle corse: vorrei prendere il brevetto di volo e la patente nautica. E inoltre sono propritario di tre ristoranti."
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