Abbiamo provato la Cremona Shock Experience su invito della BMR Noleggi. La sensazione è stata quella di vivere una giornata da vero pilota.
Nessun carrello, nessuna tanica da scaricare. Moto e termocoperte già al loro posto. Setup già effettuato. È questo il punto di partenza della Cremona Shock Experience organizzata da BMR Noleggi. Un pacchetto rivolto a diverse tipologie di amatori, dal pistaiolo saltuario a chi vuole testare una moto prima di acquistarla.
Un format "pronti-via" per sentirsi piloti veri
Appena arrivati nel box di BMR, l’impatto è di quelli che fanno brillare gli occhi: lo staff ti accoglie, ma lo sguardo va oltre, alle moto allineate davanti alla saracinesca.
Entrare nel box del Cremona Circuit, circuito presente sulla mappa del Mondiale, ha sempre il suo fascino. Farlo arrivando con le sole chiavi dell’auto in mano e la tuta sotto il braccio ha un sapore ancora diverso. Il tempo di cambiarsi ed è subito briefing con un pilota esperto su regole del circuito, caratteristiche del tracciato, bandiere. Insomma, tutto ciò che, unito ai consigli pratici di buona guida, fa da base conoscitiva per divertirsi in sicurezza.
Tre turni, quattro moto: come cambia la guida tra i cordoli del Cremona Circuit
La Cremona Shock Experience prevede l’uso di quattro moto in tre turni: Aprilia RS 660 Trofeo, Ducati Panigale V2 MY25, KTM RC 990 R Track, Ducati Panigale V4 MY25.
Si scende in pista divisi in due gruppi per turni da quindici minuti, preceduti da un pilota dello staff BMR che fa da apripista. Con un occhio sempre a ciò che accade dietro, supporta i partecipanti uno ad uno, adattandosi ai loro ritmi, anche se molto diversi.
Rientrati ai box, spazio a una rapida analisi per correggere i difetti, impostare le traiettorie correttamente e raccogliere preziosi consigli, prima di saltare nuovamente in sella.
La rapida successione dei turni (bandiere rosse permettendo) rende immediato e naturale il confronto tra i diversi motori e le differenti ciclistiche delle quattro moto. Dal “piccolo” 660 da 105 CV della Casa di Noale si passa agli oltre 120 CV di KTM e Ducati. Poi, il gran finale: la
Panigale V4, con i suoi 216 CV a 13.500 giri/min (228 CV in configurazione Akrapovič). Una moto a cui dare del “lei” per la riverenza che incute, anche se – al contrario – lei ti dà subito confidenza. Anche a parità (o quasi) di cilindrata, le filosofie tra KTM e Ducati sono diverse, a partire dalla posizione in sella e dall’impostazione di guida che richiedono. La prima più aggressiva e caricata sull’anteriore, con la seduta inclinata e i semimanubri bassi; la seconda più “comoda”, per quanto possano esserlo superbike dalle prestazioni così estreme.
Al termine della giornata, l'impressione è quella di aver vissuto un'esperienza immersiva. Di aver testato le moto più belle in circolazione, e anche quelle che in circolazione non si trovano. Quelle da vero pilota.
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