Oltre il limite: come un incidente mi ha insegnato la vera resilienza (dentro e fuori dalla pista)

Storie di Moto
Storie di Moto: Nicolas Quaquarini
Corsedimoto ospita periodicamente i racconti e le storie di moto e di vita dei ragazzi che gravitano intorno alle attività sportive e sociali di Diversamente Abili. Stavolta è Nicolas Quaquarini che si racconta. Se fai il personal trainer, passi la vita in palestra per migliorare il tuo fisico e soprattutto quello degli altri, che scherzo peggiore può combinarti il destino lasciandoti una menomazione fisica permanente dopo un incidente? Eppure, anche questa volta, alla notte è seguito il giorno. Forse più luminoso di prima. Parola di Nicolas. (PG)
Ci sono giorni che dividono la vita in un “prima” e in un “dopo”. Per me, quel giorno è stato nel 2021. Un incidente in moto mi ha portato via la spensieratezza di alcuni movimenti, lasciandomi con una disabilità. Niente di estremo se confrontato con tragedie peggiori, ma abbastanza da stravolgere la mia quotidianità, il mio modo di guidare una moto e persino il mio lavoro.
Lavoro con il corpo: sono un personal trainer e gestisco due palestre. Quando ti capita un evento del genere, la prima domanda che ti fai è: “E adesso come faccio?”. Ma fermarmi non è mai stata un’opzione. La determinazione ha preso il sopravvento sulla paura. Ho studiato, adattato e riorganizzato tutti i miei allenamenti per permettermi di continuare a muovermi, lavorare e vivere senza dolori. Il fisico risponde se la testa guida bene.
Ma la passione per le due ruote... quella resta appiccicata addosso.
Mentre ero ancora in un letto d’ospedale, a fare da “carburante” per il morale c’erano i video di Luca Salvadori. A lui va un grazie enorme: le sue storie e la sua energia mi hanno dato la spinta e la voglia matta di non mollare, di tornare in sella e riprendermi tutte quelle emozioni che pensavo di aver perso per sempre.
Poi è arrivata la svolta: ho scoperto l’associazione dei Di.Di. (Diversamente Disabili). Grazie a loro ho capito che tornare in sella non solo era possibile, ma poteva accadere proprio lì dove la passione brucia di più: in pista. Partecipare ai loro campionati mi ha fatto riscoprire la sensazione dell’asfalto che scorre, l'odore di benzina e l'adrenalina della griglia di partenza.
Nicolas Quaquarini in pista
La disabilità è una condizione che limita, certo, ma influisce solo in parte su chi siamo davvero. E soprattutto, ho imparato che a volte bisogna anche saperla prendere un po’ meno sul serio.
Vi racconto un aneddoto. Avendo problemi ad utilizzare il piede sinistro, un giorno ero insieme ad alcuni amici che stavano giocando a calcio. Mosso dalla curiosità di testare le mie capacità e capire come fossi cambiato, decido di entrare in campo. Risultato? Dimenticandomi completamente della mia limitazione, ho provato a tirare un calcio d'impatto proprio con il piede sinistro... non vi dico cosa ne è uscito fuori! Un disastro comico, ma ci siamo fatti delle risate enormi.
Questo per dirvi che, nonostante gli ostacoli, continuare a fare ciò che ci piace è la chiave per stare bene. Circondarsi di persone positive, capaci di regalarti un sorriso quando ne hai bisogno, cambia drasticamente la prospettiva e rende tutto più bello.
Se dovessi riassumere tutto questo in un’unica parola, sceglierei la mia preferita di sempre: RESILIENZA. Non significa non cadere mai, ma trovare sempre il modo di rialzarsi, adattarsi e piegare di nuovo, con il sorriso sotto il casco.
Ci vediamo in pista!

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