Fondazione Luca Salvadori: il ricordo diventa solidarietà

In Pista
lunedì, 15 settembre 2025 alle 11:21
476179246 18481032232041566 473274066454884005 n
Il dolore si trasforma in speranza. Ad un anno dalla tragica scomparsa di Luca Salvadori, il suo nome torna a vivere attraverso un progetto che vuole custodirne lo spirito: la Fondazione Luca Salvadori.
Non si tratta soltanto di un’iniziativa, ma di un atto d’amore voluto da mamma Monica e papà Maurizio che vogliono in qualche modo aiutare, abbracciare, chi si trova ad affrontare un dolore simile.
La Fondazione nasce per essere vicina ai motociclisti e alle loro famiglie dopo un incidente, con aiuti concreti nei percorsi di cura e riabilitazione, con un sostegno psicologico e legale, e con un impegno costante a diffondere la cultura della sicurezza. Il padre di Luca, Maurizio, ha creato un fondo iniziale per dare vita al progetto. Si sono uniti a lui imprenditori e amici del motorsport che hanno voluto sostenere questa missione, riconoscendo nella Fondazione un modo autentico di continuare la storia di Luca.
Accanto a loro, anche aziende ed istituzioni. AGV, insieme al designer Nicolas Casadei, ha realizzato 23 caschi replica di Luca, identici a quelli che lo hanno accompagnato in pista. Ogni casco, numerato e messo in vendita sul sito ufficiale della Fondazione, diventa un simbolo di memoria e solidarietà, con l’intero ricavato destinato alle attività benefiche. EICMA ha concesso il suo patrocinio riconoscendo il valore di questo progetto. A dare ulteriore forza e serietà al percorso anche la nascita di un Comitato Tecnico Scientifico. La Fondazione racconterà la propria storia anche nel mondo digitale, lo stesso dove Luca aveva condiviso sogni, passioni e sorrisi.

La mamma di Luca Salvadori ha pubblicato un post che arriva dritto al cuore.

Le sue parole.
"È passato un anno per tutti, ma non per me. È come se fossi rimasta ferma davanti ad uno schermo che proiettava i giorni che passavano...e io lì immobile a guardare i giorni che non passavano più. Perché è una vita senza te. Ferma a quel maledetto giorno in cui tuo padre mi chiamò e in un millesimo di secondo tutto cambiò.
Ogni giorno mi alzo e lotto tra la pulsione della vita e la voglia di lasciarmi andare. Non riesco a contenere nella mente questa verità terribile che mai accetterò: è impensabile, sovrumana, contro natura. Dopo un gara nel 2021 mi dedicasti la vittoria dicendo che ti avevo insegnato a non molare mai. Potrei farlo adesso tradendo il suo insegnamento? No. Forse è proprio questo che mi tiene in piedi. Voglio che tu sia orgoglioso di me. Ripenso a quando mi dicevi "C'è concesso cadere ma rialzarsi è obbligatorio". E so che, se fossi qui, mi sgrideresti come quando entravo nelle infermerie e con lo sguardo un po' scocciato mi rassicuravi. "Ma' sto bene...tutto bene". Come a voler sempre sminuire il pericolo per tranquillizzarmi.
Omero diceva che gli eroi erano coloro che, spinti dall'eros, si avventuravano nel mondo per compiere il loro destino. Per vincere la morte bisogna essere ricordati, rendere la propria identità luminosa durante e dopo la vita. Un catalizzatore di energie ed ammirazione. È la memoria e l'amore a vincere la morte. Sì, in questo sento che tu sei un EROE. [...] Io ho la neve in fondo al cuore...aiutami a trovare un po' di primavera. Con tutto l'amore che posso. Mamma".

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading