In questo momento la Thailandia ha ben altri problemi che pensare alla MotoGP. Tuttavia, lo si voglia o meno, il Gran Premio di scena a Buriram, per il secondo anno consecutivo round d'apertura della stagione, rappresenta una vetrina a tuttotondo per la nazione. Genera indotto, garantisce una visibilità sotto ogni punto di vista. Non da meno, il pubblico è sempre quello delle grandi occasioni. La perdita di un pilota thailandese al via della classe regina,
l'idolo di casa Somkiat Chantra, per questo non rappresenta di per sé un grosso contraccolpo. In Thailandia il motociclismo, inteso come sport, ha già avviato una nuova fase.
DA ZERO ALLA MOTOGP
Il movimento motociclistico thailandese resta uno di quelli in maggior crescita ed espansione del pianeta. Basti pensare che 40 anni or sono non c'era un pilota di livello per poter correre al di fuori dei confini nazionali. Honda Thailand organizzò una sorta di "casting" per individuare dei profili volti a far crescere, formare in un "camp" in Giappone per poi, nel giro di qualche anno, portarli a correre a livello internazionale. Parliamo del 1986: da quella sorta di reality show, in 39 anni si è arrivati ad annoverare un pilota in MotoGP. Quel Somkiat Chantra vincitore anche di gare in Moto2, preceduto da altri successi di rilievo della Thailandia nelle competizioni motociclistiche.
FASE DUE
Somkiat Chantra ha sicuramente talento, ma la MotoGP nel 2025 era qualcosa più grande di lui. La Superbike, oltretutto se schierato ufficialmente dal team interno Honda HRC, non rappresenta pertanto un ripiego. Un'opportunità per lui e per tutto il movimento motociclistico thailandese, considerando che Honda Thailand è di fatto entrata nei piani di HRC.
NON SOLO PILOTI
Se finora, per logiche commerciali (chiaramente in Thailandia gli scooter se ne vendono a milioni), Honda e Yamaha hanno cercato di far crescere piloti thailandesi per l'immagine del brand, adesso l'obiettivo è più ricercato. Honda Thailand con HRC non solo ha affidato due suoi piloti (uno è Chantra, l'altro è il Campione nazionale Motocross che correrà nell'All Japan JMX 2026), ma anche dei tecnici. Qui entra in gioco la fase due: far crescere nell'eccellenza del motociclismo giovani meccanici, tecnici e ingegneri, potendo dimostrare che il motociclismo offre una prospettiva di lavoro e di carriera. Radicare questo sport nel territorio, in sostanza. Come accaduto nel Vecchio Continente nel dopoguerra, all'ordine del giorno oggi in Thailandia.
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