Nicolò Bulega e
Stefano Manzi: un passato simile ed un presente agli antipodi in classifica mondiale. Entrambi sono nati nel 1999, sono cresciuti in Romagna ed hanno un passato alla VR46 Academy. Chiusa la parentesi nel Motomondiale sono approdati in Supersport e si sono laureati Campioni del Mondo. Dopo il titolo sono approdati in Superbike ma Bulega sulla Ducati del team Aruba e Manzi sulla Yamaha del team GRT.
Così mentre
Bulega aveva debuttato nel Mondiale con una vittoria e due quinti posti terminando poi la stagione 2024 al secondo posto, Manzi è tornato a casa dal suo primo round del Mondiale Superbike con due miseri punticini, frutto del quattordicesimo posto in gara-2. La Yamaha R1 appare sempre più come una nobile decaduta. Neppure un fuoriclasse quale Jonathan Rea l'anno scorso riusciva a brillare con quella moto.
In Supersport nel 2023 e 2024 Stefano Manzi collezionava vittorie podi anche con una Yamaha R6 da quasi da museo e si sperava che con il suo talento riuscisse anche questa volta a supplire in parte ai limiti della moto ma in Superbike è diverso. Qui solo un extraterrestre della categoria quale Toprak Razgatlioglu è riuscito a primeggiare senza avere a disposizione la moto migliore, tutti gli altri no.
Il Mondiale di Stefano Manzi appare dunque tutto in salita. Melanconico il suo commento post Phillip Island.
"Sabato il feeling con la gomma da qualifica non era dei migliori e costruire un giro veloce si è rivelato complicato, quindi siamo partiti dalla 18esima posizione in griglia. Abbiamo provato ad apportare alcune modifiche per la gara, ma purtroppo non hanno dato i risultati sperati e, per circostanze sfortunate, sono stato costretto al ritiro. La domenica è stata particolarmente pazza a causa del meteo, già incerto fin dalla mattina. Per fortuna siamo riusciti a completare alcuni giri sull’asciutto durante il warm-up e a disputare una Superpole Race asciutta. Il feeling è migliorato molto rispetto a sabato e mi sono divertito nelle battaglie in pista. Purtroppo, gara 2 è stata molto più complicata. Dopo il test di Jerez ero fiducioso per la gara sul bagnato, ma il feeling non è stato positivo e non sono riuscito a guidare come avrei voluto. Continueremo a lavorare per migliorare e spero di poter fare un passo avanti".
"Se sei incerto...tieni aperto!" l'emozionante biografia del grande Giovanni Di Pillo. Disponibile in libreria e su
Amazon Libri