Nel paddock della MotoGP è ancora in auge il braccio di ferro tra i team e Liberty Media, in merito alla ripartizione dei ricavi. Il nuovo "patto della concordia" non è ancora stato sancito, tutto ruota intorno al denaro e intanto i costruttori evitano di annunciare i nuovi contratti in forma di protesta. Ducati, ad esempio, ha vinto gli ultimi quattro titoli mondiali, ma le casse di Borgo Panigale non vivono lo stesso momento d'oro.
MotoGP in chiaro o a pagamento?
Si è tanto parlato di pay-Tv e della possibilità di trasmettere in chiaro, sulle reti pubbliche, il Motomondiale. Un'idea che non piace agli organizzatori e forse neanche ai team, visto che buona parte degli introiti deriva proprio dalle tv con abbonamento. D'altronde il mondo dei media è cambiato drasticamente negli ultimi anni, ogni famiglia si concede almeno un abbonamento a servizi di streaming o canali pay-TV. Ma uno Sport come la MotoGP rischia di scomparire se trasmesso solo a pagamento, lontano dalla visione pubblica, non direttamente al servizio dei tifosi occasionali che non sono disposti a pagare per guardare un Gran Premio.
Su questo punto è intervenuto di recente Carmelo Ezpeleta, CEO di MotoGP Sports Entertainment Group, secondo cui l'attuale costo del Motomondiale rende necessario mantenere il modello tv a pagamento. "L'idea che la televisione fosse gratuita una volta non è vera. Non era lo Stato a pagarla; siamo noi, i cittadini, a pagarla. Ora, a pagarla sono i tifosi... Quello che costa un abbonamento a DAZN in Spagna è quello che una persona spende per un drink al bar. Se non amate le motociclette al punto da pagare 9,90 euro, allora questo servizio non fa per voi". In ogni caso bisogna trovare il giusto equilibrio tra sport a pagamento e sport in chiaro, tant'è che i GP più importanti spesso vengono trasmessi sulle tv pubbliche per avvicinare il pubblico alla MotoGP.
Il punto di vista Ducati
Il team manager di Ducati Corse,
Davide Tardozzi, ha analizzato questa situazione con Speedweek. "
Negli ultimi anni abbiamo perso quote di mercato in Italia", ha ammesso il manager italiano. "
Non posso dire nulla sugli altri Paesi. Il fatto che non abbiamo più Valentino Rossi è un problema. Valentino Rossi era una stella, un eroe anche per le nonne. Si assicurava che guardassero MotoGP. D'altra parte, Pecco Bagnaia è molto conosciuta in Italia da qualche anno, e ovviamente lo sono anche Ducati e Aprilia".
Nonostante tutto siamo lontani da un vero e proprio exploit di questo sport in Italia. Colpa delle pay-TV? "Sicuramente non aiuta", ha aggiunto Tardozzi. "Ma questo mondo deve sopravvivere e le emittenti pay-TV pagano bene, quindi gli organizzatori tendono in quella direzione. Non so come si evolverà con i nuovi proprietari, come vogliono promuovere il campionato. Credo che non si possa tornare indietro quando si tratta di pay-TV".
Liberty Media ha fatto sicuramente un ottimo lavoro con la Formula 1. Ma sbaglia chi pensa che accadrà pedissequamente anche con la MotoGP. Sono due show geneticamente diversi, con caratteristiche e necessità differenti. "
Sono stupito quando guardo i prezzi dei biglietti in Formula 1, e le tribune sono tutte piene da venerdì mattina", ha fatto notare Davide Tardozzi. "
Questo mi fa pensare al fatto che da qualche parte commettiamo errori. Ma è anche ovvio che il MotoGP non può andare a Las Vegas, Dubai o Monte-Carlo. Per noi, alcune cose sono completamente diverse e dobbiamo pensare molto di più alla sicurezza. Questo fa una grande differenza".
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