Il Barni Spark Racing Team si sta confermando la migliore squadra indipendente nel Mondiale Superbike 2026. A brillare è soprattutto Yari Montella, che dopo un complicato 2025 da rookie ha messo insieme una serie di risultati molto positivi (8 podi nel 2026) che lo hanno portato al 3° posto nella classifica generale e anche a
firmare il rinnovo del contratto per il 2027.Più difficile la situazione di
Alvaro Bautista, arrivato per essere il leader del box e ritrovatosi alle prese con i soliti problemi riguardanti la zavorra e anche con un infortunio. Il suo futuro è più incerto. Di tutto questo e non solo abbiamo parlato con il team principal Marco Barnabò.
Superbike, Barni Spark Racing Team: Corsedimoto intervista Marco Barnabò
Marco, partiamo dalla recente notizia del rinnovo di Montella. Con lui avete fatto un percorso di crescita e la conferma per il 2027 è diventata scontata, oltre che meritata.
“Yari sta facendo molto bene, dopo che nel 2025 le cose non erano andate come ci aspettavamo. Nonostante l’inesperienza e i momenti negativi, avevamo visto che aveva velocità e abbiamo deciso di dargli fiducia anche per il 2026. La decisione ci ha ripagato e ci dà doppia soddisfazione. Sappiamo che non siamo ancora al massimo di quello che vorremmo, quindi abbiamo deciso di continuare il lavoro e di vedere se con un’altra stagione possiamo fare un altro step di miglioramento. L’obiettivo sarà essere più competitivi sia nelle piste sfavorevoli sia in quelle a nostro favore”.
Qual è stato il punto di svolta con Yari? Sicuramente ha più esperienza rispetto al 2025 e c’è una Ducati ancora più forte, però c’è anche dell’altro che spiega la sua crescita.
“Verso la fine dell’anno scorso, quando le cose andavano male, abbiamo parlato della possibilità di aggiungere un lavoro di tipo mentale alla preparazione fisica. Lui è stato subito positivo rispetto a questa proposta e si è fatto aiutare da una persona che aiuta anche altri piloti nella preparazione mentale. Questa cosa ha certamente influito. Inoltre, devo dire che Yari è un ragazzo molto serio, un lavoratore. In inverno ha lavorato bene, già dai test pre-campionato abbiamo notato un cambiamento. È diventato anche più lucido e consapevole: quando cade, sa la spiegazione, nel 2025 non sapevamo motivare certe cadute. La squadra è rimasta la stessa, la moto è un po’ diversa, però il cambiamento più grosso l’ha fatto Yari”.
Yari Montella: grande crescita nel 2026, rinnovo meritatissimo
Differente la situazione con Bautista. Cosa non sta funzionando con lui?
“C’è un insieme di cose da considerare. Quella gli dà più fastidio è l’extra-peso sulla moto, una situazione che lui vede come una discriminazione, visto che la regola sul peso minimo è stata introdotta dopo le sue numerose vittorie. È stata pensata appositamente per lui e alla fine gli ha rovinato tutto. Mettiamoci poi i test non fatti a causa del maltempo, il cambiamento di team, l’infortunio… Un mix di fattori che non ci ha aiutato. Anche con Petrucci avevamo avuto un inizio difficile, poi quando lui ha preso fiducia con moto, gomme e squadra ha fatto risultati importanti. In questo momento, Alvaro ha un potenziale più alto, però né lui né noi siamo in grado di dimostrarlo. Ci dispiace, ma stiamo lavorando duramente. Abbiamo fatto modifiche al serbatoio e alla sella, abbiamo provato delle forcelle più morbide e delle piastre diverse. Proveremo anche un nuovo forcellone. Anche lui si sta impegnando, è rientrato ad Aragon pur avendo ancora un piede rotto. Purtroppo, anche impegnandosi tutti al massimo, non è scontato ottenere i risultati che ti aspetti e che meriti”.
Per il Barni Spark Racing Team quanto è complicato ritrovarsi a dover gestire i circa 7 chili di zavorra sulla Ducati di Alvaro?
“È un grosso problema. Prima avevamo un pilota molto più pesante come Petrucci e dovevamo trovare il modo di alleggerire la moto. Ora abbiamo dovuto appesantire e rimpicciolire la moto. Con Danilo avevamo una moto piccola, era quella di Alvaro, e abbiamo dovuto intervenire per adattarla alle sue dimensioni. La moto 2026 è nata grande per Bulega e dobbiamo renderla più piccola per Bautista. Il problema più grosso è che abbiamo investito tanti soldi per capire come distribuire efficacemente la zavorra e, onestamente, non siamo riusciti a trovare una soluzione. Stiamo adottando il compromesso migliore possibile, ma mi aspettavo che l’extra-peso avrebbe dato meno fastidio”.
Con Montella avete rinnovato, mentre il futuro di Bautista resta un punto interrogativo. Con Alvaro vi siete dati una scadenza entro la quale prendere una decisione?
“No, di questa cosa non abbiamo ancora parlato con lui e con il suo manager Battistella. Ora faremo il round a Donington Park, poi probabilmente sarà il mese di agosto quello nel quale penseremo con tranquillità al secondo pilota del 2027. In questo momento, non ci stiamo ancora occupando di questa materia”.
Alvaro Bautista correrà in SBK anche nel 2027?
Per il weekend SBK a Donington Park che aspettative avete?
“Secondo me, quella di Donington sarà una pista difficile e dovremmo essere capaci di contenere i danni. A Misano sapevamo che saremmo stati competitivi, lo avevamo capito dal test. Quella di Donington non è mai stata una pista facile per Ducati e dobbiamo cercare di ottenere il massimo possibile, ma dando uno sguardo alla classifica. Bisogna essere intelligenti e ragionare anche in ottica campionato”.
Nel 2025 stavate per conquistare il terzo posto nella classifica generale piloti, poi l’obiettivo è sfumato per i problemi fisici avuti da Petrucci. Nel 2026 sperate di riscattarvi con Montella.
“Non vorrei farmelo sfuggire per il secondo anno di fila.
Danilo lo meritava ampiamente, però sappiamo come sono le gare. Per questo dico
che bisogna essere intelligenti e non rovinare ciò che abbiamo fatto fino ad
oggi”.
Chiudiamo con l’introduzione dei dischi freno carboceramici Brembo nel 2027. Cosa pensi di questa novità che vi è stata imposta?
“Non siamo stati assolutamente coinvolti. Lo scorso anno li avevano fatti provare a Petrucci in un turno o due, poi la cosa era finita lì. Quest’anno non li abbiamo mai visti. Nel test a Misano avrebbero potuto farceli provare, ora non abbiamo nessun dato per parlarne bene o male. Penso li abbiano testati solo i team ufficiali. Ad oggi, non sappiamo quanto costano e non abbiamo ricevuto alcun tipo di comunicazione ufficiale. Posso dire che in questi anni nessuno ha avuto problemi di freni in Superbike. I dischi carboceramici non sono presenti su alcuna moto di serie e quindi ci si allontana anche dall’obiettivo di avere un campionato con moto derivate dalla serie. Altro aspetto: se ci dicono che le moto devono andare più piano, così da avere maggiore sicurezza in pista, perché ci danno dei dischi che consentono di frenare più facilmente? In questo modo i piloti potranno andare ancora più veloci, sapendo di poter fermare più agevolmente la moto. Dovrebbero darci una spiegazione, anche se tra le righe tutti la sappiamo. Ufficialmente non ne abbiamo una. Aggiungo anche che io ho uno sponsor che mi fornisce i dischi posteriori e che nel 2027 avrebbe dovuto fornirmi anche quelli anteriori. Mi sarà vietato, perché avremo un fornitore unico e non ci sarà neppure la possibilità di restare con i dischi in acciaio”.
I team indipendenti continuano a non essere considerati nei processi decisionali.
“Sono sicuro che l’’organizzazione stia lavorando per cercare di migliorare il campionato, però mi piacerebbe essere coinvolto delle decisioni e non venire a sapere le cose quando ormai sono state fatte. Poi io posso comunque non essere d’accordo su determinate scelte, ma almeno ci deve essere un confronto prima. Inoltre, i team privati possono mettere sul tavolo delle idee che potrebbero essere di aiuto alla Superbike. Possiamo fornire un punto di vista diverso rispetto alle squadre ufficiali, alle quali magari sfuggono certi dettagli”.
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