INTERVISTA - A tu per tu con Alessandro Delbianco, alla sfida finale per riconfermarsi Campione CIV
Superbike.
Sembra già tutto scritto. Se non fosse che lo sport, motociclismo compreso, non funziona propriamente così. Non si può sapere quando l’imponderabile si sveglia e decide di venire a far visita. Un concetto che vale anche per Alessandro Delbianco, atteso ad un weekend con la storia a Vallelunga. Se riuscirà a confermarsi Campione CIV Superbike,
“DB52” diventerà il primo pilota Yamaha a conquistare
due titoli consecutivi a distanza di 33 anni dalla doppietta di Fabrizio Pirovano nel lontano biennio 1992-1993.
"Ci ho pensato diverse volte. Ed io mai come quest'anno ho badato più alla sostanza che alla forma", sostiene il riminese in una lunga settimana decisiva per il suo futuro, iniziata a Misano al seguito di Alessia Tonini nel CIV Femminile ed alimentata delle voci insistenti di un possibile accordo con il Team Go Eleven per il Mondiale Superbike 2027.
Alessandro, nei giorni scorsi ti abbiamo visto a Misano: Area 52 Racing è una realtà ormai consolidata.
"Sono molto felice. La mia nuova vita è fatta anche di lavoro, essere pilota è un privilegio... Area 52 Racing è un'associazione sportiva. Supportiamo piloti promettenti e, recentemente, abbiamo persino vinto una gara con Cristian D'Arliano e il team MC Racing (nella Pirelli Cup 1000 al Mugello, ndr). L'adrenalina di correre in moto è impagabile, ma anche l'attività di coach mi appassiona. Non organizziamo corsi di guida tradizionali: mi piace girare con i ragazzi di Area 52. Fungo da apripista, mostrando le traiettorie ideali e cercando di trasmettere ad ognuno di loro il mio sapere. Così che si riconoscano in ciò che fanno e si divertano il più possibile".
A Misano hai scortato anche la tua compagna Alessia, com'è andato il suo ritorno nel CIV Femminile?
"Alessia è brava, talentuosa, deve semplicemente acquisire maggiore esperienza. Quando ci siamo conosciuti, toccava a malapena il ginocchio sull'asfalto: in pochi anni la sua crescita è stata netta ed evidente. Purtroppo si ostina a paragonarsi alle migliori della classe. La capisco, ambiziosa com'è vuole spostare l'asticella sempre più in alto, ma... deve considerare che ci sono pilote che corrono da una vita, mentre lei a 18 anni prendeva la patente per la moto. Ultimare questo processo richiede tempo e sacrifici che bisogna accettare. Alessia, per quanto metodica e scrupolosa nei weekend di gara, potrebbe impegnarsi di più a casa".
Alessandro Delbianco in modalità "ombrellino" con Alessia Tonini a Misano (photo courtesy: Daniele Guazzetti)
Che ruolo gioca la forza mentale in tutto questo?
“Si collega al discorso che stavo facendo. Il salto di qualità non arriva in pista, almeno non direttamente, bensì a casa. Nelle proprie abitudini, lavorando duramente sia sul fisico che sullo stile di guida, abituandosi alla fatica, non smettere di allenarsi. Alessia magari mi vede vincere pur senza girare in pista per settimane, finendo per lasciarsi condizionare. Deve portare pazienza".
Tu invece come stai? Sei sereno per questo weekend?
“Si. Posso contare su un grande pacchetto moto-team. Conosco come funzionano certe dinamiche, ci sono già passato. C’è stato un momento in cui l'ho vissuta male, commettendo qualche errore di troppo. A Cremona fortunatamente mi sono ripreso, guardo con fiducia a Vallelunga. La scorsa settimana abbiamo effettuato una due-giorni di test con buone sensazioni. Adesso tocca a me!”.
Le due scivolate tra Imola e Misano hanno rischiato di far vacillare le tue certezze…
“Sai, la Yamaha è cambiata tanto rispetto alla passata stagione. Con il nuovo regolamento tutti sono al limite, noi più di altri. In questa stagione abbiamo sofferto caldo ed alte temperature: ci ho messo una pezza, ma non è un caso che quelle cadute sono arrivate proprio negli appuntamenti estivi. Il margine di errore è minimo e, in quanto Campione in carica, sono obbligato a vincere. Tutti si aspettano il massimo e, pertanto, la pressione su di me aumenta”.
Delbianco in azione con la Yamaha R1 di DMR Racing (photo courtesy: Daniele Guazzetti)
Sei il miglior rappresentante del ricambio generazionale in atto nel CIV Superbike, ti piace la nuova alternanza di protagonisti dopo gli anni di dominio di Pirro?
“Molto. Al via ci sono piloti di enorme talento, mi vengono in mente in primis Bernardi e Giannini. Luca non ha bisogno di presentazioni, mentre di Gabriele mi piace la determinazione sebbene in carriera abbia raccolto meno di altri. Sfidare piloti affamati mi stimola”.
Tutti e tre condividete un simil percorso di carriera, non credi?
“Quando si viene catapultati in un Mondiale ci vuole del tempo per ambientarsi. Ci sono casi di piloti che soltanto alla seconda stagione sono riusciti a dimostrare il proprio reale valore. Il punto è che il motociclismo corre velocissimo: c'è la ricerca spasmodica del risultato, bastano un paio di gare negative per essere rimandati a casa, Come me, Bernardi e Giannini sono ripartiti dal CIV con tante sete di riscatto dopo le avventure iridate. Per certi versi, mi rivedo in loro".
A proposito di Giannini, quanto ti sei divertito nel corpo-a-corpo di Cremona?
"Tantissimo. Il paradosso è che fino a quel giorno non c'era mai stata occasione di ingaggiare un duello ravvicinato tra noi. Gabriele si è affacciato un po' più tardi al CIV Superbike, non ero abituato a battagliare con lui”.
Giannini ha affermato che “Delbianco è superiore a tutti”, sei d’accordo?
"Lo ringrazio per le belle parole, ma non penso di esserlo. In passato ho imparato tanto da Pirro, cercando di raccoglierne il testimone e imparare il mestiere. Col passare degli anni ho capito che il segreto sta tutto nell’imparare a gestire le gare “brevi” del CIV. Approccio le gare nel modo giusto, Gabriele deve ancora acquisire quella sorta di abitudine mentale. Sono certo che la sua prima vittoria arriverà... magari il più tardi possibile (ride, ndr)”.
Ci tieni ai numeri?
“Eccome. Ogni notte prima di addormentarmi leggo una marea di statistiche. Pole position, vittorie, albi d'oro. Anche dei campionati più improbabili: sono un abaco umano! Dopo la scivolata di Gara 2 a Misano il mio primo pensiero è stato: "Cavolo, rovino la mia media stagionale!".
Delbianco il matematico!
“Sono orgoglioso di ciò che ho costruito negli ultimi anni con Yamaha, a maggior ragione da quando sono tornato al team DMR Racing. Insieme stiamo collezionando numeri straordinari”.
Hai fatto il conto? Sentiamo…
“Una vittoria ogni tre gare con l’82% di podi. Tranquilli, quando mi soffermo sul palmares di Pirro torno subito con i piedi per terra... “.
Le previsioni per Vallelunga non escludono la pioggia: vantaggio o svantaggio?
“Sicuramente scombinerebbe i piani, aumenterebbe i rischi. Preferirei di no, ma non faccio drammi: lavoro per essere competitivo in ogni condizione. Mi presento con 48 punti di vantaggio e il pronostico è dalla mia parte. Quasi chiunque può vincere il titolo, in pochi riescono a riconfermarsi. Sono sereno, ma neanche così tranquillo. Giannini sa andare forte a Vallelunga, inoltre corre in casa...".
Mettiti nei panni dei tuoi rivali: che cosa penseresti se ti ritrovassi contro... Alessandro Delbianco?
"Gli romperei le scatole, infastidirlo, non farlo rilassare, com'è capitato a me nei confronti di Pirro".
E sulle chiacchiere di mercato?
"Pensiamo prima al titolo...".
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