Siamo ad una svolta epocale e la domanda ricorrente è: come cambieranno la MotoGP e, di riflesso, la sorellina
Superbike?
L'arrivo sul ponte di comando del nuovo gestore Liberty Media, lo stesso promoter della Formula 1, per adesso ha prodotto effetti quasi invisibili. Già dire "nuovo gestore" non è proprio corretto, perchè il controllo operativo della MotoGP è sempre nelle mani di Dorna, e ancora più precisamente in quelle di Carmelo Ezpeleta che dal 1992 comanda le dinamiche del nostro sport a livello globale. Liberty Media per adesso può essere semmai definito "nuovo azionista" di (larga) maggioranza, disponendo di quasi il 90% della proprietà.
Cosa succederà in MotoGP?
A livello sportivo finora non è successo niente. Il regolamento tecnico subirà una svolta radicale nel 2027, con motori 850 cc invece di 1000 cc meno elettronica e con il bando degli ultimi artifizi tecnici, come gli abbassatori e l'aerodinamica più esasperata. Ma era già stato deciso tutto prima dell'arrivo di Liberty Media, a cura dalla MSMA, cioè dai costruttori stessi. In MotoGP infatti le regole se le fanno direttamente i concorrenti, mentre in
Formula 1 ci sono fior di ingegneri (super pagati...) che scrivono le norme tecniche, recependo i desiderata del promotore. Fa tutta la differenza del mondo, ma avremo modo di riparlarne, tanto la pietanza 2027 è già in cottura. Ma qualcosa, sotto sotto, sta cominciando a succedere....
Quanto investono gli sponsor in Formula 1?
E' ovvio che Liberty Media importerà in MotoGP lo stesso modello di sport business che sta andando alla grande in Formula 1.
Ecco gli sponsor principali del Mondiale '25, con la stima di investimento: Aramco, 50 milioni $; Rolex 30 milioni; Pirelli 40 milioni; AWS (Amazon) 25 milioni; Heineken 30 milioni; Lenovo 20 milioni; DHL 20 milioni; MSC 15 milioni. Si stima che l'intera sponsorship veleggi intorno ai 500 milioni, che nel 2026 saliranno a 600-650 milioni. Dunque essere in Formula 1, oggi, costa dieci volte tanto rispetto alla MotoGP.
La rotazione degli sponsor
Avendo già consolidati rapporti commerciali con grandissimi marchi globali, è abbastanza ovvio prevedere che gli americani offriranno la MotoGP come una seconda piattaforma di visibilità mondiale, a costi leggermente più ridotti. Quindi, in un futuro abbastanza prossimo, sponsorizzare la MotoGP costerà assai più caro di oggi. Ecco perchè Motul, giocando d'anticipo e trattando ancora con la vecchia gestione Dorna, si è assicurata la presenza per i prossimi cinque anni, spendendo la stessa cifra di prima ma riducendo considerevolmente spazi ed opportunità. Dunque l'effetto più dirompente potrebbe essere la rotazione fra marchi di settore (costruttori di moto, accessori, ect) con sponsor più generalisti: nella lista di finanziatori Formula 1 che leggete qui sopra solo due (Aramco e Pirelli) sono in qualche modo legati all'automotive. Gli altri sono produttori di ben di consumo di lusso o generalisti, non hanno niente a che fare con le auto.
La fortuna della Superbike
La MotoGP, per forza di cose, diventerà sempre più uno spettacolo generalista. Al grande pubblico della Formula 1 di oggi non importa che i motori siano 1600cc, ci sia o meno il DRS e altre incomprensbili diavolerie tecniche. Vuole unicamente vedere sorpassi, azione, rivalità. La MotoGP è destinata a seguire la stessa strada: diventerà sempre meno "motociclistica" e più show, per piacere a sponsor più ricchi e ad un pubblico più ampio, giovane e globale. La Superbike invece è destinata a restare nel suo alvevo di campionato strutturato per un pubblico meno ampio di appassionati in larga parte consumatori del prodotto specifico: moto, accessori, indotto. Sponsorizzare la Superbike costerà molto meno della MotoGP, per cui i marchi di settore, esclusi dalla top class, troveranno il proprio bacino d'elezione nella serie alternativa.
Il futuro è l'uovo di Colombo che potrebbe piacere se non a tutti, perlomeno a tanti.