La notizia che la MotoGP correrà sulle strade di Adelaide ha suscitato un certo scalpore. Sembra assurdo e pericoloso vedere sfrecciare prototipi a 340 km/h per le vie di città. D'altronde il pubblico affezionato al Motomondiale non digerisce l'esclusione di Phillip Island dal campionato. Ma c'è una voce controcorrente, quella di Aleix Espargaró.
Phillip Island troppo pericoloso?
Il collaudatore della Honda si dice favorevole all'abolizione del tracciato australiano dal campionato MotoGP. Per molti prevalgono nostalgia e ricordi, per lui si tratta di un pericolo da evitare. "È divertentissimo, ma allo stesso tempo, per tanti motivi, è uno dei circuiti più pericolosi del calendario. Ogni anno la situazione peggiora", ha dichiarato Aleix Espargaró sul suo account X.
In Commissione Sicurezza i piloti hanno affrontato più volte questo argomento. Non solo per la morfologia della pista, ma anche per le raffiche di vento che compromettono le prestazioni (e l'incolumità) degli atleti. Naturalmente, tutti ora si chiedono come può un circuito cittadino essere davvero sicuro?
La MotoGP per le strade di città
Abbiamo l'esempio delle gare di Formula 1 a Monaco o Singapore, dove i muri sono a breve distanza dalle ruote. Ma secondo Aleix i responsabili della MotoGP hanno le idee ben chiare e non commetteranno errori. "Non è un circuito cittadino come quello che tutti immaginiamo, come Monaco in F1. Ho piena fiducia che la MotoGP abbia studiato Adelaide e sia certa di poter offrire vie di fuga altrettanto sicure (o addirittura più sicure) come l'ultima curva di Phillip Island".
Il maggiore dei fratelli Espargaró invita tutti alla pazienza, certo che
il circuito di Adelaide non sarà quello che oggi vediamo alle prese con le V8 Supercars. "
Chi ha detto che si correrà su questa pista esattamente così com'è? Sono sicuro che ci saranno vie di fuga grandi quanto quelle di un circuito normale, o addirittura più grandi! È qualcosa di completamente nuovo e dobbiamo dare tempo alla MotoGP".
La sicurezza dei piloti
Da sempre il numero 41 si è prodigato per la sicurezza dei piloti, quindi la sua opinione può sembrare controcorrente. Ma chiarisce: "La MotoGP sa che noi piloti non scenderemo in pista se non ci saranno adeguate vie di fuga, come su un circuito normale. Con qualcosa di così innovativo come un circuito cittadino, per la prima volta nella storia, esamineremo tutto con molta attenzione".
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