Phillip Island è il giardino di casa per
Nicolò Bulega: l'avvio del Mondiale '26 è stato senza storia, quarta vittoria consecutiva su questo tracciato con la Ducati che si è mangiata tutto sparando sul podio anche i fantastici privati Yari Montella e Lorenzo Baldassarri.
Toprak Razgatlioglu l'anno scorso aveva tuonato per contestare la superiorità della vecchia Panigale su questo tracciato. Chissà come si sarebbe incazzato di fronte alla supremazia della nuova versione. Con il forcellone bibraccio, pur con pochi test invernali, questa Rossa ha fatto anche meglio, approfittando anche dell'assenza del turco che dopo aver vinto il titolo è salto in top class.
Fenomeno Bulega
I detrattori diranno che vince contro nessuno, ma ll palmares di Nicolò Bulega parla per lui: in 73 gare Superbike è finito 57 volte sul podio. In assenza di Toprak, onestamente non si vede all'orizzonte chi potrebbe creargli qualche grattacapo, da qui a Jerez, l'ottobre prossimo. L'apertura di campionato è andata liscia come l'olio: la numero 11 è partita a razzo dalla Superpole e gli avversari l'hanno rivista solo in parco chiuso.
Montella e Balda, la gioia vera
Un anno fa si era steso, vanificando l'effetto sorpresa. Questa volta Yari Montella è stato perfetto, regalando il sorriso al team Barni. Qui dentro il campano è sempre andato forte anche ai tempi della Supersport, ma la crescita, anche mentale, è esponenziale: questo è un secondo posto stellare. E che dire dell'impresa di Lorenzo Baldassarri? Ci credevano in pochi, invece il romagnolo è salito sulla Ducati ex Andrea Iannone e senza test, o quasi, in Australia ha fatto faville. Il podio al debutto è una cosa da grandi. Go Eleven ha archiviato due anni di tensioni con Iannone come meglio non poteva: chi l'avrebbe detto?
Bassani bene, Bimota non basta
La Bimota era andata forte nei test e anche nelle prove della corsa, ma a conti fatti è mancata velocità e potenziale per reggere l'urto delle Panigale, anche quelle satellite. Axel Bassani però è stato bravissimo, il veneto ha ritrovato lo smalto che aveva ai tempi della Ducati, sfiorando il podio per millesimi. A Phillip Island fare meglio del compagno Alex Lowes, un ex vincitore, è un bellissimo segnale, in prospettiva.
Quante bocciature: BMW e Yamaha a picco
Questa non è la pista BMW, ma il dopo Razgatlioglu è partito troppo male per essere vero. Miguel Oliveira, partito dal fondo, è risalto in ottava posizione, ma ha beccato venti secondi dal vincitore. Peggio ancora
Danilo Petrucci, che ancora non ha trovato il bandolo della matassa. Yamaha, nonostante le concessioni tecniche, è sprofondata con Andrea Locatelli solo tredicesimo. Xavi Vierge stava andando un pò meglio, ma si è sparato fuori alla velocissima curva tre, rischiando l'impatto con la lontanissima postazione dei commissari della curva successiva. Pilota illeso, ma che fortuna. Cartellino rosso per Alvaro Bautista, caduto in avvio, e giallo per Iker Lecuona, che ha sostituito il connazionale in Ducati ufficiale. E' finito sesto, ma dodici secondi da Bulega sono un passivo molto pesante.
Tripletta in vista a Phillip Island?
La brutta notizia per gli avversari: il week end australiano è appena cominciato, Nicolò Bulega ha ancora due assi da calare sul tavolo per l'obiettivo bottino pieno. La Superpole Race (10 giri) si correrà domenica 22 febbraio alle 13 locali, le 3 di notte in Italia. Gara 2 scatterà alle 16, le 6 del mattino nel nostro Paese.
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