Finalmente aria nuova, quanto saran belle le corse in città!

Paolo Gozzi Blog
venerdì, 20 febbraio 2026 alle 11:39
La MotoGP sui circuiti cittadini: ecco perchè è un trend inevitabile
La MotoGP lascia Phillip Island e dal 2027 correrà il GP d'Australia su un tracciato allestito dentro la città di Adelaide, che sarà come vedete nella foto d'apertura. Che ci trovate di tanto strano?
E' una scelta perfettamente in linea con gli obiettivi della nuova gestione del Motomondiale. Non si capisce perchè abbia sollevato così tanto sdegno: le novità sono eccitanti e anche necessarie. Cambiano i gusti, le tendenze, le passioni: lo sport segue semplicemente il corso del cambiamento radicale delle nostre vite.

La sicurezza non è la discussione

Diamo per scontato che ad Adelaide verrà allestito un tracciato modello, con ampie vie di fuga e tutti i dispositivi di sicurezza da anni imprescindibili. La fronda dei nostalgici ha tirato fuori le immagini degli stradali di un tempo. Ad Imatra, in Finlandia, si correva sui viali della periferia: girando intorno alle rotonde i piloti superavano il passaggio a livello i piloti dopo essersi fiondati a trecento all'ora sul rettilineo: da una parte gli alberi, dall'altra il lago. Oppure Brno, dodici chilometri fra guard rail e paesini attraversati percorrendo curvoni a velocità impressionanti, fra le case. Forse la più terribile era Abbazia, un toboga affacciato sul mare Adriatico, fra rocce e strapiombi. Fino al 1976 la 500 ha gareggiato al Tourist Trophy e abbiamo detto tutto. Storie affascinanti e tragiche, ma cosa c'entrano con oggi? Niente.

Phillip Island è super, ma è anacronistica 

Liberty Media ha rilanciato la F1 e farà lo stesso con la MotoGP, cambiando completamente identità, pubblico e posizionamento marketing. Il cambio di sede del GP d'Australia è simbolico, perchè andranno in centro ad Adelaide abbandonando Phillip Island, una pietra miliare della nostra tradizione, perchè è uno dei circuiti più veloci e più belli mai costruiti. Ma chi contesta aspramente la decisione, probabilmente non c'è mai stato. Phillip Island è esattamente il circuito più inadatto al nuovo corso. Lasciamo stare la collocazione, su un'isola che è parco naturale a 150 chilometri dal Downtown di Melbourne. Il problema è che non ci sono strutture. I box sono piccolissimi e spartani, sopra ci sono una sala stampa mignon e qualche piccola saletta. Mancano completamente le hospitality da vendere agli ospiti dagli sponsor. E non le possono costruire, perchè tutta l'Isola è sottoposta a regole urbanistiche severissime. E' per questo che non ci andranno più.

La MotoGP avrà una nuova identità 

Mettiamocelo bene in mente: a Liberty Media dello "zoccolo duro" di appassionati, quelli che si ritrovano a discettare dei minimi sistemi sui social, importa quasi zero. Gli americani porteranno grossi sponsor generalisti, com'è successo in Formula 1, dove gli investitori maggiori c'entrano poco o niente con l'automotive. E punteranno soprattutto ad un nuovo pubblico, in particolare giovane. Il 99% dei 400 mila spettatori di Miami non conosce il passato della F1, neanche è interessato alla tecnica. Ci vanno, pagando biglietti carissimi, perchè l'evento è glamour, c'è casino, fascino. I ragazzi di oggi che vanno ai concerti non sanno chi era Luigi Tenco, seguono le mode e trend contemporanei. Anche il motorismo sta diventando pop. Fatevene una ragione.

Cammino accidentato?

Qualcosa può andare storto, ovviamente, come in ogni rivoluzione. Ma non bisogna dimenticare un fattore decisivo: i soldi. Liberty Media ha la visione, le capacità e il budget per riscrivere da zero l'identità del nostro sport. Non farà come Dorna, che è arrivata nel 1992 e, in tutti questi anni, ha portato cambiamenti ma sempre dando un colpo al cerchio e un altro alla botte. Gli americani in pochi anni hanno riscritto l'identità della Formula 1, nel motociclismo avranno gioco ancora più facile.
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