Da cigno a brutto anatroccolo? Forse è un paragone è troppo spinto ma ad oggi sembrerebbe proprio così. Dominique Argerter quando gareggiava in Supersport rappresentava la perfezione assoluta. A parte Most 2022, era stato sempre impeccabile. I numeri erano eloquenti: 2 titoli mondiali in 2 anni, 44 gare e 35 podi impreziositi da 27 vittorie. Ora è tornato in Supersport dopo la parentesi in Superbike e nella prima gara scatterà dalla 23esima posizione in griglia.
E chissà quanti rimpianti vedendo invece
Lorenzo Baldassarri quinto nelle FP2 della Superbike. Non è un mistero che Aegerter era il candidato numero uno a sostituire Andrea Iannone sulla Ducati di Go Eleven ma la trattativa non era andata in porto ed il team aveva poi deciso di puntare su Baldassarri. Sfumata quella possibilità, Aegerter aveva poi deciso di tornare in Supersport.
Le
Kawasaki ZX-6R 636 faticano notevolmente quest'anno, non è un mistero. Fa specie però che Aegerter sia stato più lento del suo compagno di squadra Jeremy Alcoba che è sì alla sua seconda stagione con il team di Manuel Puccetti ma non ha certo il palmares del pilota svizzero.
Già nei test erano emerse delle difficoltà. Aegerter e la squadra non avevano
mai avuto l’opportunità di provare sull’asciutto durante l’inverno accumulando così un ritardo nella preparazione. Il cambio di moto, unito alla necessità di riadattarsi alla
Supersport e a un programma di gara diverso, ha complicato ulteriormente il lavoro
del pilota svizzero. Aegerter ha concluso
le prove libere al 22° posto, lontano dai primi. In Superpole è riuscito
a limare appena un decimo, fermando il cronometro a 1’33.408, con un distacco di 1,293 secondi dalla
vetta. Questo risultato rappresenta un chiaro flop per un pilota che era tornato in Supersport per vincere.
Nonostante la delusione, Dominique Aegerter resta fiducioso.
"Finalmente è iniziata la stagione - commenta - Purtroppo non abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato.
Il lato positivo è che ci stiamo avvicinando ai primi: 1,2 secondi non sono
tanti. Il 23esimo posto però è difficile da accettare. Ho bisogno di più tempo e
chilometri sulla Kawasaki. Dobbiamo lavorare con il team per perfezionare l'assetto, ottimizzare l'elettronica e il freno motore e migliorare la risposta dell'acceleratore. Dopo un inverno difficile stiamo lavorando intensamente su questi aspetti. Stiamo facendo dei piccoli progressi in ogni sessione ed ho piena fiducia nel team".
La strada per tornare
protagonista oggi appare in salita ma in passato Aegerter ha già dimostrato di saper trasformare le difficoltà iniziali in successi.
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