I dati
Brembo per l'appuntamento all'Autodromo Ayrton Senna, attesissimo e inedito teatro del secondo round del Mondiale MotoGP 2026.
Tra costruttori, team, piloti e marchi al lavoro per affrontare al meglio la grande novità, non dimentichiamo anche
Brembo, azienda bergamasca leader dei sistemi frenanti, come gli altri pronto per l'attesissimo ritorno in Brasile della MotoGP. Fin dall'annuncio, l'adrenalina è alle stelle ed i tifosi sono pronti a fare grande festa per accogliere nuovamente il Motomondiale. Appuntamento sullo storico Autodromo Ayrton Senna, inaugurato nel luglio 1974 e che ha accolto il Campionato del Mondo negli anni '80 (
qui la sua storia), ma che è radicalmente cambiato da allora, a seguito di una ristrutturazione iniziata nel 2013 e costata l'equivalente di 40 milioni di euro. Una curiosità è che, assieme ai tracciati di Caruaru e Londrina, è uno dei tre circuiti brasiliani intitolati ad Ayrton Senna, indimenticato campione di F1 tragicamente scomparso durante il GP di San Marino a Imola nel 1994.
Dati del GP Brasile
Secondo i tecnici Brembo, che per l'undicesimo anno consecutivo collaborano a stretto contatto con tutti i piloti della MotoGP, l'Autodromo Internacional de Goiania – Ayrton Senna, lungo 3.835 km, rientra nella categoria dei circuiti più impegnativi per i freni. Su una scala da 1 a 6, ha ottenuto un indice di difficoltà pari a 4, nonostante presenti solo 7 punti di frenata per giro: 3 classificati come Alti, 3 come Medi e 1 come Basso. Ad eccezione di uno, tutti gli altri presentano decelerazioni di almeno 1,3 g. Nel corso di un giro, i freni vengono utilizzati per circa venti secondi.
La curva più difficile
La curva più difficile dell'Autodromo Internacional de Goiania – Ayrton Senna per l'impianto frenante è la prima, dove la velocità scende da 337 km/h a 117 km/h, a causa di una frenata di 4,4 secondi. Durante questo lasso di tempo, le moto della MotoGP percorrono 259 metri mentre i piloti applicano un carico di 5,6 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione di 1,5 g. La pressione dell'impianto frenante raggiunge i 12 bar.
Il re brasiliano
Lo scorso novembre, a Valencia, l'eroe di casa Diogo Moreira ha conquistato il Campionato del Mondo Moto2, diventando il primo pilota brasiliano a vincere un Campionato del Mondo sotto l'egida della FIM. Ha raggiunto questo traguardo in sella alla KALEX dell'Italtrans Racing Team, equipaggiata con un motore Triumph e pinze freno Brembo a paletta, derivate da quelle della MotoGP. Da diversi anni, infatti, tutti i team di Moto3 e Moto2 (
qui le scelte Pirelli per il GP Brasile) utilizzano pinze Brembo.
Gamma di dischi
Prendendo sempre ad esempio il beniamino del pubblico, Diogo Moreira ha fatto il suo debutto in MotoGP con un 13° posto in sella alla Honda del team LCR. Ci sono numerose differenze rispetto alla KALEX che usava in Moto2, a cominciare dai dischi: in acciaio con un diametro di 300 mm per la classe intermedia, in carbonio con diametri di 320, 340 e 355 mm per la classe regina. I dischi da 320 mm vengono utilizzati solo su circuiti non particolarmente impegnativi per i freni, mentre i dischi da 355 mm sono consigliati per i tracciati più difficili. I dischi Brembo da 340 mm sono disponibili nelle varianti Ultra Light, Standard Mass, High Mass e Finned.
Quando 320 mm erano sufficienti
I freni Brembo fecero il loro debutto nella classe regina nel 1976, ma la prima vittoria in Brasile risale al 1988: Eddie Lawson trionfò con 13 secondi di vantaggio in sella alla Yamaha del
team di Giacomo Agostini, equipaggiata con dischi Brembo da 320 mm e pinze Brembo a 4 pistoncini. Nel 1986, la YZR500 OW81 dell'americano fu la prima a utilizzare la pompa freno radiale Brembo, che nel giro di pochi anni divenne lo standard per le moto da corsa ed è ora utilizzata su tutte le moto stradali ad alte prestazioni.
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