Augusto Fernandez ha disputato un GP di sopravvivenza a Jerez per un guaio non da poco al 2° giro.
Una gara senza freni. E non stiamo parlando per metafore, ma è letteralmente quello che ha vissuto
Augusto Fernandez nella gara lunga disputata domenica a Jerez. Il collaudatore
Yamaha, alla prima wild card nel Mondiale MotoGP 2026, s'è visto nei guai al secondo giro per un contatto proprio con un compagno di marca, Jack Miller, che ha provocato la rottura del freno posteriore. Da quel momento, quindi per 23 giri sui 25 totali, lo spagnolo ha stretto i denti e fatto miracoli per portare la M1 V4 al traguardo, testardo e con il chiaro obiettivo di portare a casa più dati possibili per un progetto ancora acerbo e portato in MotoGP troppo presto. Un grosso rischio che non sta pagando, parlano le classifiche...
"Pronto per la prossima wild card"
Come detto, una domenica piuttosto complicata per il tester del marchio di Iwata. "Il freno posteriore si è rotto nel secondo giro dopo il contatto con Jack" ha infatti raccontato Augusto Fernandez. "È quasi impossibile completare una gara così, ma ho cercato di fare tutti e 25 i giri, anche se non siamo stati così veloci. Mi sono anche allenato per essere pronto per la prossima wild card". Anche se ammette che "Non è facile fare un confronto, visto che il feeling in moto e i dati dipendono da questo problema". Nonostante tutto però è riuscito a tagliare il traguardo, pur ultimo ed a 20 secondi da Razgatlioglu 19°, quindi una vera gara di sopravvivenza per il povero tester Yamaha.
Come se non ci fossero già abbastanza problemi... Ma è stato comunque un primo weekend di gara in cui ha potuto raccogliere informazioni su svariate novità da passare poi ai piloti ufficiali: telaio, forcellone, elettronica, aerodinamica, cose poi provate appunto da Quartararo, Rins, Miller e Razgatlioglu nel corso della giornata di
test ufficiali che è seguita al GP. Ripetiamo sempre le stesse cose, ma ahimè la situazione è quella: Yamaha rimane lontanissima dagli altri marchi e la luce in fondo al tunnel non sembra ancora minimamente visibile.
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