Di Giannantonio e Morbidelli: come l'Aprilia ha sorpassato Ducati

MotoGP
sabato, 13 giugno 2026 alle 9:28
Fabio Di Giannantonio
Il duello tra Aprilia e Ducati sta plasmando la stagione 2026 della MotoGP. Il dominio pluriennale della Casa di Borgo Panigale si è interrotto alla fine dell'anno scorso, in coincidenza con l'infortunio di Marc Marquez a Mandalika. Aprilia ha vinto cinque dei primi otto Gran Premi, Ducati tre. Fabio Di Giannantonio, il miglior pilota Ducati, è terzo in campionato. Il compagno di box Franco Morbidelli è quello con più difficoltà (e meno possibilità di continuare in classe regina).

Il vero problema è l'anteriore

Da circa un anno 'Diggia' e i colleghi di marca hanno messo in evidenza il punto debole della Desmosedici GP: l'avantreno. Il team VR46 può contare su una moto con specifiche ufficiali, affidata al pilota capitolino. Nelle prime otto gare ha collezionato due podi (Goiania e Jerez) e una vittoria (al Montmelò), conosce bene il tallone d'Achille della Rossa. "Dobbiamo migliorare l'anteriore perché è la chiave per massimizzare le prestazioni. Penso che Aprilia sia incredibilmente brava in curva al momento. Ciò che le aiuta a preservare le gomme fino alla fine è che fanno quello che si dovrebbe fare con la gomma anteriore in ingresso curva... Non si ha mai la possibilità di guidare in modo così aggressivo e preciso con la ruota anteriore come fa Aprilia al momento".
Una differenza cruciale per Di Giannantonio, che in questo momento rappresenta il vero gap tra Ducati e la RS-GP. Ed è la chiave del successo di Bezzecchi e Martin, entrambi in testa alla classifica generale della MotoGP. Il problema all'anteriore adesso è diventato estremamente urgente, in quanto la concorrenza ha fatto passi da gigante. Tanto da aver effettuato il sorpasso sulla Ducati già verso la fine della stagione 2025. "Mentre Aprilia frena più energicamente con la ruota anteriore e usa la ruota posteriore in uscita di curva, noi facciamo tutto con la ruota posteriore".
Marc Marquez

La reazione di Bagnaia e Marquez

Le numerose cadute e le prestazioni deludenti di Pecco Bagnaia sono da far risalire proprio al feeling precario con l'anteriore. Molte le modifiche all'assetto della Desmosedici, ma finora senza una soluzione definitiva. Per Marc Marquez, invece, subentra il suo talento, che a volte riesce a contenere l'avanzata delle Aprilia. Come al Balaton Park, dove ha firmato pole position, Sprint e successo nella gara domenicale. "Non posso dire con precisione quanto sia migliorata l'Aprilia, perché la nostra moto funziona bene, ma non riesco a sfruttarla al massimo".
Franco Morbidelli

La frustrazione di Morbidelli

Discorso leggermente diverso per Franco Morbidelli, dotato di una GP24 rivisitata. Ma finora ha centrato un ottavo posto come miglior risultato, nel primo Gran Premio in Thailandia. Poi la top-10 è diventata un obiettivo difficile da raggiungere, generando una certa frustrazione. In Ungheria l'allievo della VR46 Academy ha conquistato la sua prima Q2 stagionale. Tuttavia, allo spegnimento dei semafori, l'euforia è svanita rapidamente. Una partenza disastrosa, aggravata da una serie di problemi tecnici e di assetto, ha infranto ogni sogno di podio.
La posta in gioco per Morbidelli è altissima. Un tempo acclamato come futuro campione della MotoGP, le sue ultime stagioni sono state un susseguirsi di battaglie fisiche, cambi di squadra e problemi tecnici. Il 2026 doveva essere l'anno del riscatto, invece rischia di essere il suo ultimo anno in Top Class. L'italo-brasiliano non riesce a trovare la famigerata "finestra di prestazione".
Basta un minimo errore e la Ducati si trasforma da predatore in preda, incapace di scatenare tutto il suo arsenale sulla griglia di partenza. La vera sfida sta nel trovare il miglior set-up per la sua GP24. "Molte cose sono difficili su questa moto. Il problema è riuscire a portarla nella giusta finestra di accelerazione... Se tutto funziona alla perfezione, si può essere molto veloci. Ma far combaciare tutti i pezzi è complicato".
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