La schiacciante vittoria di
Marc Marquez nel Gran Premio d'Ungheria è stata la prova più evidente che è ancora in grado di competere ai vertici della MotoGP. Il fuoriclasse spagnolo non solo ha festeggiato la sua centesima vittoria, ma ha anche ridotto significativamente il distacco
in classifica generale nella lotta per il titolo.
L'ennesimo ritorno trionfale di Marquez
Marc Marquez non smette mai di stupire e regalare colpi di scena. Quando sembra destinato sulla via del tramonto a causa di cadute, infortuni e operazioni che si susseguono, il campione in carica della MotoGP smentisce tutti e ritorna a vincere. La pole e il doppio successo al Balaton Park la dice lunga sulle intenzioni di mettere le mani sul decimo titolo iridato in carriera, nonostante il doppio intervento chirurgico di poche settimane fa. Condizioni estreme che avrebbero messo ko per un'intera stagione qualsiasi pilota, ma non Marc...
È stato un ritorno impressionante per il pilota ufficiale Ducati, a solo un mese dal settimo intervento chirurgico alla spalla destra martoriata. L'impatto dell'infortunio subito in Indonesia nel 2025 è stato così grave che all'inizio della stagione faticava persino nelle curve a sinistra. Non tutti si è risolto, ma la tenacia di Marquez è senza precedenti nella storia della MotoGP. La mancanza di forza muscolare continuerà ad essere un ostacolo nelle prossime gare a Brno e Assen, eppure resta il favorito. Con grande stupore non solo dei tifosi, ma anche dei tecnici ai box che seguono passo passo il suo iter in campionato.
Il racconto del capotecnico
Il capotecnico Marco Rigamonti sta vivendo montagne russe emotive e sportive al fianco del pluricampione. Ed evidenzia anche una certa saggezza nel calibrare le forze durante un weekend di Gran Premio. Come successo in Ungheria la settimana scorsa: "Nelle FP1 e FP2 ha fatto 20 giri, ma ha spinto solo per 4-6 giri - spiega l'ingegnere italiano ad 'Autosport' -. E forse in un giro ha spinto solo in alcune curve per capire il limite della moto".
In questo momento Marc Marquez non può spingere al 100% come ci ha abituati finora o nei momenti migliori. Eppure continua a fare la differenza rispetto agli avversari, riuscendo a tenere testa ad un'Aprilia al momento uno step più avanti rispetto alla Ducati GP26. Gli ultimi otto mesi non sono stati facili per il fenomeno di Cervera. Appena una settimana dopo aver conquistato il suo nono titolo mondiale e aver completato un'epica rimonta dagli infortuni subiti a Jerez nel 2020, si è ritrovato di nuovo in sala operatoria per un'altra frattura alla spalla. Tutto doveva risolversi entro l'inizio della stagione MotoGP 2026. Invece è dovuto rientrare in sala operatoria in seguito ad una caduta a Le Mans, ha saltato il GP di Catalunya per poi rientrare al Mugello e vincere in Ungheria.
Qual è il 100% di Marc?
In tutti questi alti e bassi, Marco Rigamonti ha affiancato Marc Marquez senza mai scoraggiarsi. "All'inizio dell'anno, si è accorto di non essere in grado di mantenere una forza costante", ha raccontato il capotecnico. "A Jerez si è reso conto che qualcosa non andava... Così ha deciso di andare dal medico e ha capito qual era il problema al braccio".
Rientrato al GP d'Italia, il #93 ha subito dimostrato che quella vita spezzata all'interno del braccio causava non pochi problemi. Una volta rimossa ha dato sfoggio del suo intramontabile talento, su una pista molto impegnativa dal punto di vista fisico. Al Balaton Park ha sfruttato al meglio la dominanza di curve a sinistra per ritornare in testa al gruppo. Il problema non è ancora risolto definitivamente, servirà tempo per ritornare nella migliore condizione.
Forse dopo la pausa estiva, con il condizionale che resta d'obbligo. "È difficile saperlo perché anche lui dice che dopo ogni infortunio non si conosce mai il nuovo 100% e come sia rispetto al 100% precedente", ha aggiunto Rigamonti. "Non sappiamo se, dopo tre o quattro mesi di allenamento completo e di recupero completo, sarà nelle stesse condizioni dell'anno scorso oppure no. E non sappiamo se riuscirà a vincere 14 gare di fila come l'anno scorso, perché i nostri avversari migliorano".
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