Pedro Acosta corre la sua terza stagione in MotoGP con i colori KTM. Sesto posto finale all'esordio, quarto in classifica nel 2025, quest'anno è provvisoriamente quarto dopo le prime otto gare. Lo Squalo di Mazarron ha centrato la prima vittoria in una Sprint e ora rincorre la prima vittoria in una gara lunga. Solo questione di tempo, l'astro nascente è pronto per il decollo... in attesa di salire sulla Ducati.
Rispetto per Marquez
Il pilota #37 ha dialogato a lungo durante il podcast Gypsy Tales, senza sottrarsi anche alle domande più scomode. La sfida con Marc Marquez sta diventando un copione già scritto, nonostante i due abbiano moto con livelli di prestazioni diverse. La Desmosedici GP26 è sicuramente più veloce della RC16, nonostante non sia più il prototipo dominante della classe MotoGP. Per Acosta è comunque un'occasione per collezionare esperienza, un trampolino di lancio verso le zone di vertice. Con la dovuta riverenza nei confronti del rivale (e futuro compagno di squadra). "Se non è il migliore di tutti i tempi, è allo stesso livello di Valentino. Quello che ha realizzato è molto difficile da superare per chiunque altro".
Secondo Pedro Acosta, il vero valore di Marquez non si misura solo con i nove titoli mondiali vinti. Ma anche nella resilienza dimostrata nel tornare alla vittoria dopo gli infortuni. Anche a costo di passare dalla Casa motociclistica più grande al mondo ad un team satellite. Al momento non ci sono paragoni... "Pensate al suo ritorno in MotoGP, alla vittoria al secondo tentativo e a quanto ha sofferto per ottenerla... Io sono giovane, non ho i soldi che ha lui. In generale non ho niente in confronto a lui. Sì, ok, due titoli in categorie minori, ma questo non è niente se non si chiude il cerchio".
La grandezza del rivale
Ritornare al top della MotoGP non è stato facile, soprattutto con l'arrivo di una nuova generazione di piloti veloci e affamati di vittorie affermatisi negli ultimi anni. Uno di questi è proprio Acosta, che nutre un profondo rispetto per questa lotta interna. "Per me, ciò che rende Marc uno dei più grandi è il prezzo che ha pagato per tornare. Quando hai la corona e la perdi, devi capire che stanno arrivando piloti più giovani come Quartararo, Pecco ai suoi tempi, Martín... Sono ragazzi di grande talento, e tu torni per riprenderti ciò che ti apparteneva. Questo era il suo obiettivo. E ci è riuscito. È qualcosa per cui mi tolgo il cappello; nessuno meritava di raggiungerlo più di lui. Marc merita il rispetto di tutti per quello che ha fatto, anche se sei un suo rivale".
Molti analisti vedono Pedro Acosta come il naturale erede al trono di Marc Marquez. Una pressione mediatica destinata a crescere in proporzione ai risultati del pilota KTM, pur consapevole dei propri limiti. "Se mai dovessi raggiungere il mio obiettivo, non voglio essere paragonato a Marc. Perché lui è qui adesso e io avrò bisogno del mio tempo per arrivarci".
Pedro in Ducati
Nel 2027 vestirà i colori Ducati factory e condividerà il box con il suo idolo. Due spagnoli al comando della Desmosedici, ormai non è più un mistero anche se manca l'annuncio ufficiale. In attesa di condividere moto e dati,
Marc e Pedro già stanno dando vita a duelli spettacolari nel Mondiale MotoGP. "
Sarà una grande sfida. Penso che anche se non dovessi vincere il campionato, se riuscissi a lottare con lui fino alla fine... nella mia mente penserei: 'Ok, sei già dove volevi essere, sei in quella posizione'. Anche se dovessi perdere contro di lui, sarebbe un onore. Ma almeno avrei gli stessi strumenti e le stesse opportunità che ha lui per vincere. Un vero confronto".
Attualmente con la KTM non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale. E Pedro vuole una moto che possa farlo gareggiare senza rimorsi, per giocarsela alla pari con tutti. "Non sono qui solo per vincere. In molti sensi, voglio semplicemente dimostrare a me stesso di non essere io il problema".
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