Determinazione e velocità: Gabriel Tesini protagonista nel Trofeo
Aprilia RS660, assieme alle sfide Moto4 MotoJunior. La nostra intervista.
Senza sella a fine 2025, poi le nuove sfide, e ora è il leader del Trofeo Aprilia RS660. Gabriel Tesini sta vivendo una stagione 2026 con ancora maggiore determinazione a brillare, per cancellare definitivamente un anno complicato, e ci sta riuscendo. S'è ritrovato presto con la possibilità di disputare tutta la stagione del Trofeo, ha disputato la prima delle tre wild card programmate nella Moto4 del MotoJunior con Bucci Moto (
"padrone" della categoria nel CIV), e ha messo a referto anche una partecipazione nel CNV, classe Moto 190 GP, prima di decidere assieme a Claudio Bucci di concentrarsi esclusivamente sugli altri campionati. Abbiamo fatto il punto col pilota sammarinese, ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo dal Trofeo Aprilia: inizio da wild card, poi tutta la stagione. Ci racconti il tuo 2026 finora?
Il 2026 è iniziato in modo un po’ inaspettato, perché in realtà mi ero fermato dopo tutto quello che era successo l’anno scorso. La stagione era iniziata con un test, poi mi è stata proposta la prima gara e, da lì, è nata la possibilità di disputare l’intera stagione nel Trofeo Aprilia RS 660. Mi sono trovato immediatamente bene con la moto e con il team Racing 52, che mi conosce da quando avevo 11 anni, ho un gran feeling con tutti loro e li considero delle persone speciali. Siamo riusciti a essere competitivi fin dal primo istante e questo mi ha dato tanta fiducia. È un anno abbastanza intenso perché, oltre al Trofeo Aprilia Rs660, ho anche un altro impegno: le wild card con Bucci Moto nella Moto4 del MotoJunior World Championship (Jerez, Valencia, Misano).
Sei il leader provvisorio del campionato, te lo saresti mai aspettato?
Sinceramente, senza passare da sborone, sono consapevole del lavoro che ho fatto negli anni e, soprattutto, dei risultati che ho ottenuto. Quindi no, non mi sorprende più di tanto. La cosa che mi ha sorpreso davvero è stata vincere quattro gare consecutive e, soprattutto, Gara 1 al Mugello, dove sono riuscito a costruire un vantaggio di più di quattro secondi dopo dieci giri sull’asciutto.
Quello che non mi sarei mai aspettato, invece, è stato ritrovarmi da un giorno all’altro senza una moto, dopo sei stagioni di altissimo livello e una passata tra ospedali, riabilitazione ma comunque con risultati, considerando che quando sono rientrato ero ancora mezzo rotto e ho finito di riprendermi completamente a febbraio del 2026. Però ormai è acqua passata, preferisco guardare avanti e lasciare che siano il lavoro e i risultati a parlare per me.
Come ti stai trovando con la RS 660?
È una moto più grande e più potente rispetto a tutte quelle che ho guidato in passato, ma alla fine ha sempre un motore, un telaio e due ruote come tutte le altre, alcune le capisci subito e altre bisogna prenderci la mano. In questo caso l’Aprilia Rs660 anche se è una moto stradale è come guidare i prototipi che ho sempre e solo guidato, è rigida, devi essere molto preciso nella guida, per questo mi sono ritrovato subito e la considero una grande moto.
Come detto, essere in testa al campionato è una soddisfazione, però la stagione è ancora lunga e ci vuole calma. Le esperienze passate, quando mi sono trovato a lottare per campionati, sia quelli che ho vinto sia quelli che ho perso, mi hanno insegnato a non andare sempre a fuoco ma anche gestire quando bisogna farlo. Cerco di rimanere concentrato, affrontando una gara alla volta, ragionando ed evitando di prendere rischi inutili, come ho fatto a Misano sul bagnato. Lì, dopo aver conquistato la Pole Position con il giro record del trofeo, bastava davvero un attimo per fare uno zero e passare da leader del campionato a pollo!
C’è stato anche un brutto momento. Come si riparte dopo un weekend come quello di Brno? Per un pilota non sono situazioni facili…
Brno è stato un weekend da una parte incredibile. Non avevo mai girato su quella pista ne tantomeno mai provata e riuscire a vincere è stato qualcosa di speciale. Oggi la considero una delle piste più belle sulle quali abbia mai corso. Dall’altra parte, però, è stato un weekend davvero triste, perché quando succedono tragedie come quelle che sono successe, l’euforia, la gioia e tutto il resto passa in ultimo piano. Mi dispiace veramente tanto per i due piloti e le loro famiglie.
Ti abbiamo visto finora anche a Jerez nella Moto4 del MotoJunior. Ci racconti quell’evento?
È stato molto bello, importante e duro perché tornavo sulla Moto4 dopo diverso tempo, con una squadra al debutto nel MotoJunior World Championship e dove tutti gli altri erano alla loro terza gara di campionato senza considerare i test pre-stagionali che hanno fatto. Durante l’inverno Claudio Bucci, Chiara Bucci e tutti i loro collaboratori hanno svolto un grandissimo lavoro per preparare la moto. Siamo rimasti sempre in contatto per organizzare tutto nei minimi dettagli, fino al primo test di Cremona, che è stato davvero entusiasmante. A Jerez, siamo stati competitivi fin dalle prime sessioni.
Mi sono qualificato secondo nel mio gruppo, in Gara 2, ero in seconda posizione e in piena lotta per la vittoria, ma purtroppo un mio errore mi è costato la caduta. Onestamente però sono tornato a casa con il sorriso: la pressione che avevo sulle spalle per guidare la squadra al suo debutto internazionale mi ha dato un’energia incredibile, infatti abbiamo dimostrato di poter essere molto competitivi fin dall’inizio. Claudio e il suo team sono dei fuoriclasse! Sono davvero orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto. Adesso ci riproveremo a Valencia e poi anche a Misano. In questa categoria, essendo solo wild card, non ho nulla da perdere… quindi fuoco, controllato, ma fuoco!
Aspettative da qui a fine stagione 2026?
L’obiettivo, come sempre, è quello di cercare di concretizzare e continuerò a lavorare a testa bassa fino alla fine.
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