Superbike: ecco perchè il Mondiale adotterà la benzina unica

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sabato, 01 agosto 2026 alle 10:09
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Nella "road map" che la Superbike ha tracciato per il 2027-2030 c'è anche l'adozione del fornitore unico di benzina. A prima vista page una misura volta al contenimento dei costi, ma c'è ben altro dietro...
L'adozione del controllo del flusso del carburante, introdotto nel 2025, doveva servire nelle intenzioni dei commissari FIM a bilanciare le prestazioni fra modelli che in questa epoca hanno caratteristiche di base e prezzi sul mercato assai diverse. La misura però non ha minimamente funzionato. In questa stagione la Ducati Panigale V4 ha vinto tutte le gare (24 su 24) e anche i piloti privati, con la stessa dotazione tecnica, riescono facilmente a distanziare BMW, Kawasaki, Honda e Yamaha ufficiali. Tutto questo nonostante sulle Ducati sia stato più volte tagliato il flusso di benzina, fino ad arrivare all'attuale limite di 44,5 chili/minuto, sotto il quale non si può più scendere per non pregiudicare la tenuta meccanica dei motori. Yamaha e Honda, per dire, hanno il flussometro regolato su 46,5 chili/ora, eppure prendono sempre distacchi imbarazzanti.

Il segreto Ducati 

Come hanno fatto gli ingegneri Ducati ad aggirare la regola? Il segreto sta nell'utilizzo di carburanti speciali ad altissimo potere energetico, cioè la densità di energia che questo componente rilascia. Quindi, anche con meno flusso, la Panigale V4 R non ha perso prestazione. Anche gli altri Costruttori la usano, ovviamente, ma solo la Ducati ha pescato il jolly. La controindicazione è il costo: queste benzine costano tanto, anche 20-30 euro al litro. In un round del Mondiale ogni singolo pilota, fra prove libere, qualifica e tre gare, percorrere 5-600 chilometri. Il consumo di una Superbike varia molto in base alle caratteristiche dei differenti circuiti e anche da pilota a pilota, ma si può stimare in circa 6 chilometri/litro. Quindi la quantità necessaria per pilota è di circa 80-100 litri da evento. E' un costo relativo per un team Factory, ma di un certo impatto per i privati. Ecco perchè nel paddock il problema del caso benzina è diventato d'attualità, ne ha parlato anche Denis Sacchetti team manager di Go Eleven in una nostra recente intervista (leggi qui)
La Ducati senza rivali nella Superbike 2026

Il costo c'entra poco

L'adozione del fornitore unico di carburante servirà a calmierare i costi, ma la ragione per cui è stata imboccata questa strada è più tecnica. Impedendo, di fatto, l'utilizzo di benzina ad alto potere energetico, i commissari della Federazione Internazionale sono convinti che la regolazione del flusso di carburante servirà davvero a bilanciare le prestazione, limitando le moto più competitive, cioè la Ducati mattatrice del momento.

Guardie e ladri 

Insistere sul bilanciamento delle prestazioni utilizzando due sistemi regole che in passato non hanno funzionato, cioè il tetto massimo dei giri motore imposto d'ufficio e il flussometro, può apparire una strategia bizzarra: ne abbiamo parlato qui. Ma la scommessa della FIM è seguire la stessa identica strada della F1 auto, dove la regolazione del flusso benzina è stabilita in base ai giri. Dal punto di vista tecnico-ingegnieristico è un mix che ha senso e potrebbe funzionare. Però i dubbi restano, perchè anziché semplificare la modalità di bilanciamento delle prestazioni, si sta scatenando una sorta di rincorsa fra Costruttori e autorità sportiva. Chi vincerà la battaglia sul campo lo vedremo a partire dal 2027. Ma la sensazione che sia una strada sbagliata resta a prescindere dall'esito tecnico.
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