MotoGP, da Bagnaia a Vinales: 6 piloti che stanno deludendo nel Mondiale 2026

MotoGP
venerdì, 31 luglio 2026 alle 20:50
Piloti alla partenza di una gara MotoGP 2026
MotoGP: 6 piloti che hanno deluso nel campionato mondiale 2026
Abbiamo indicato alcuni nomi che hanno reso al di sotto delle aspettative nei primi undici gran premi del calendario. Ci sono anche degli italiani.
Non si può dire che la stagione MotoGP 2026 sia noiosa, dato che in questo momento ci sono almeno cinque piloti che possono giocarsi la vittoria del titolo mondiale. Jorge Martin, Ai Ogura, Marc Marquez, Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio sono racchiusi in 24 punti. Con altri undici gran premi da disputare i giochi sono apertissimi e teoricamente non si possono ancora tagliare fuori neppure Raul Fernandez (-49), Pedro Acosta (-60) e Pecco Bagnaia (-65).
Poi ci sono piloti che in questo momento hanno ben altri pensieri rispetto alla lotta iridata e che devono cercare di alzare il livello di prestazioni e risultati nella seconda metà del campionato. Abbiamo indicato i sei nomi che finora hanno maggiormente deluso le aspettative.

Maverick Vinales (22°, 10 punti): preparazione con Lorenzo, guai fisici e tensioni con KTM

Verso la fine dello scorso Mondiale MotoGP era stata annunciata una collaborazione tra Maverick Vinales e Jorge Lorenzo, con il cinque volte campione del mondo diventato performance coach del pilota KTM Tech3. I due hanno cominciato ad allenarsi assieme, pubblicando spesso foto e video degli allenamenti sui social network. C’era grande attesa di vedere se Top Gun avrebbe beneficiato del lavoro svolto con il connazionale, però non è andata secondo i piani.
Maverick Vinales pilota KTM Tech3 MotoGP
Maverick Vinales: un altro anno travagliato
I primi due gran premi del calendario 2026 sono stati deludenti, con tante difficoltà ad essere competitivo con la KTM RC16. Ad Austin il suo weekend è terminato anticipatamente con l’annuncio di una nuova operazione alla spalla sinistra, quella infortunata e già operata dopo l’incidente al Sachsenring nel 2025. Vinales non ha corso al meglio della condizione fisica e questo lo ha sicuramente condizionato. Dopo aver saltato anche Jerez e Le Mans, è tornato nel GP a Barcellona. Ha continuato a faticare, un po’ per questioni fisiche e un po’ per questioni tecniche.
Inoltre, si è generato un clima molto teso tra lui e KTM. Maverick ha svelato che gli era stato assicurato un posto (nel team ufficiale) per il 2027, però la casa di Mattighofen ha smentito di avergli dato tale garanzia, avendo dubbi sul suo pieno recupero fisico. Il pilota spagnolo ha lanciato accuse pesanti a KTM e in questo momento è senza una sella per la prossima stagione MotoGP: rischia di restare a casa, visto che non sembra aperto a considerare il Mondiale Superbike o un altro campionato.

Joan Mir (18°, 26 punti): troppe cadute con la Honda

Dietro a Joan Mir in classifica ci sono anche Alex Rins, Jack Miller e Toprak Razgatlioglu, ma considerando il livello della M1 e che il turco è un rookie, non si può dire che siano i piloti a deludere, bensì Yamaha. Invece, il due volte campione del mondo ha tra le mani una Honda RC213V che a volte permette di fare qualche buon risultato, pur essendo comunque distante da Aprilia e Ducati in termini di competitività.
Joan Mir pilota Honda HRC MotoGP
Joan Mir: troppe cadute con la Honda
Mir è il peggiore pilota Honda in termini di punti: il compagno Luca Marini ne ha 79, Diogo Moreira 48 e Johann Zarco 34. Da considerare che il francese ha saltato gli ultimi cinque gran premi dopo il brutto incidente a Barcellona. Il maiorchino poteva raccogliere molto di più, però è incappato in tante cadute, anche evitabili. Il suo miglior risultato del 2026 è il quinto posto nella gara lunga a Brno. A Barcellona un podio gli era stato tolto a causa di una penalità dovuta a una irregolarità sulla pressione gomme, un vero peccato.
Il campione MotoGP 2020 dovrebbe cercare di cadere meno, evitando di andare oltre il limite di una RC213V che non gli consente di battagliare per le posizioni che desidera. Legittimo avere l’ambizione di voler fare di più e di non volersi accontentare, però il team HRC vorrebbe vederlo più volte al traguardo, ottenendo il massimo possibile dal pacchetto a disposizione. Poi dal 2027, quando sarà sulla Ducati del team BK8 Gresini, magari potrà tornare a giocarsi risultati più pesanti. Non è scontato, visto che ci saranno un nuovo regolamento tecnico e nuove gomme (Pirelli).

Franco Morbidelli (16°, 46 punti): problemi con la Ducati Desmosedici GP25

Nel 2025 Franco Morbidelli ha avuto l’opportunità di correre per il secondo anno di fila con la Ducati Desmosedici GP24 e ha concluso con il settimo posto nella classifica generale, il suo secondo miglior piazzamento finale da quando è in MotoGP. Passare alla GP25 ha comportato un processo di adattamento molto complicato. L’unico exploit stagionale è stato il terzo posto ottenuto nella Sprint a Jerez con una rimonta spettacolare. Ci si aspettava qualcosa di più.
Franco Morbidelli pilota Pertamina VR46 MotoGP
Franco Morbidelli: dalla MotoGP alla Superbike?
Purtroppo, Morbidelli si è anche reso protagonista di qualche episodio negativo in pista. In alcune occasioni ha guidato troppo lentamente in traiettoria, ostacolando altri piloti e ritrovandosi anche ad essere penalizzato. Poteva gestire in maniera più attenta alcune situazioni, uno esperto come lui non dovrebbe commettere più volte lo stesso errore. Ad ogni modo, è soprattutto la competitività a mancare al pilota del team Pertamina Enduro VR46 e ciò gli ha fatto anche perdere il posto sulla griglia MotoGP 2027.
Si parla di un possibile approdo nel Mondiale Superbike, con il team Aruba Ducati come destinazione. Ma non c’è ancora nulla di definito, la sella che verrà lasciata libera da Nicolò Bulega (destinato proprio al team VR46) fa gola a più piloti, compreso Manu Gonzalez, leader del Mondiale Moto2 che probabilmente non avrà una chance in MotoGP.

Enea Bastianini (12°, 76 punti) e Brad Binder (13°, 64 punti) suonati da Pedro Acosta

Finora non l’ha mai detto e forse non lo dirà mai, però siamo abbastanza sicuri che Enea Bastianini farebbe un viaggio indietro nel tempo per dire a sé stesso di scegliere Aprilia e non KTM nel 2024. Con la RC16 non è mai sbocciato l’amore, anche se qualche risultato buono c’è stato e sarebbe sbagliato buttare via tutto. Ma nel 2026 è salito sul podio solamente in occasione della Sprint ad Austin. In generale, ha incassato una pesante sconfitta nel confronto con il collega di marchio Pedro Acosta, ci sono 72 punti a separarli in classifica.
Enea Bastianini pilota KTM Tech3 MotoGP
KTM, Enea Bastianini: tanta distanza da Pedro Acosta
Chiaramente, un discorso simile si può fare anche per Brad Binder, che di Acosta è compagno di squadra e che ha più esperienza di tutti sulla KTM: proprio per questo, lui è più deludente del riminese. A differenza di Bastianini, il sudafricano non sarà più in MotoGP nel 2027. Il suo futuro dovrebbe essere nel Mondiale Superbike con il team ROKiT BMW Motorrad: ritroverà Miguel Oliveira, suo compagno già nel box KTM MotoGP. Enea, invece, guiderà l’Aprilia del team SuperFile Trackhouse.
Prima di chiudere l’esperienza con i colori KTM Tech3, il campione Moto2 2020 vuole comunque cercare di alzare il suo livello con la RC16. La qualifica rimane un grosso problema, visto che partire indietro poi lo condanna a complicate rimonte che non sempre si possono realizzare. Tutti conosciamo il suo talento, speriamo che una svolta definitiva arrivi, anche se in ritardo.

Pecco Bagnaia (8° 143 punti): problemi anche con la Ducati GP26

Abbiamo scritto che potrebbe ancora rientrare nella lotta iridata, però ci si aspettava di vedere un Bagnaia più forte nel 2026. Dopo un 2025 molto complicato alla guida di una Desmosedici GP25 che non gli è mai piaciuta, Ducati ha lavorato per venirgli incontro e dargli una GP26 che potesse consentirgli di tornare ai livelli del triennio 2022-2024, però non è andata così.
Pecco Bagnaia pilota Ducati MotoGP
Pecco Bagnaia: i problemi continuano con la Ducati GP26
Anche se il feeling con l'anteriore è migliorato, Pecco continua a denunciare di avere un grosso problema di grip posteriore, un aspetto che lo limita sia in inserimento sia in uscita dalle curve. Non riesce ancora a guidare come vorrebbe, deve adattare tanto quello che sarebbe il suo stile naturale. Marc Marquez è più bravo a fare la differenza anche in condizioni non ideali, non è un segreto, ma anche Fabio Di Giannantonio è davanti a Bagnaia con la GP26 del team VR46.
Ha firmato un contratto di quattro anni con Aprilia e prima di approdare nel team di Noale vuole chiudere in bellezza con Ducati una storia iniziata nel 2019. Ci riuscirà?

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