Honda appare più concentrata sul futuro che sul Mondiale MotoGP 2026. L'anno della rivoluzione e delle incertezze è una grossa occasione per tornare subito grandi.
Honda si è fermata nello sviluppo per la RC-V 2026, l'ultima 1000? È la sensazione dei test MotoGP appena conclusi a Jerez, in cui l'Ala Dorata è stato l'unico costruttore a non presentare nessuna novità, come invece s'è visto per tutte le altre case. "Non nuove parti, ma nuovi set up, molto interessanti dal punto di vista meccanico ed elettronico" ha dichiarato ad esempio Romano Albesiano in merito a motogp.com. Sono stati molto più diretti i piloti del team factory e Johann Zarco di LCR, la cui opinione è che appunto il lavoro si sia fermato, e Alberto Puig ha infine sottolineato come Honda stia cercando di trovare un compromesso tra lo sviluppo di quest'anno e quello dell'anno prossimo. Appare quindi già una direzione precisa, che come tutte le cose presenta vantaggi e svantaggi. Il messaggio è forte e chiaro: cominciare la nuova era da grandi protagonisti, con un progetto vincente, ritrovando così i fasti di un tempo. Ce la faranno?
Un 2026 di transizione
A quanto pare Honda valuta così questa stagione del Mondiale MotoGP, l'ultima dell'era delle 1000 e la prima senza le concessioni, un cambiamento non da poco (
ne abbiamo parlato qui). Siamo appena all'inizio, con soli quattro Gran Premi in archivio, eppure sembra che la strada sia già tracciata. Non che il lavoro però sia rimasto totalmente fermo nella giornata di lunedì, ma s'è lavorato molto su alcuni "cambi" per quanto riguarda qualche dettaglio della moto attuale, come elettronica oppure distribuzione dei pesi, ma appunto a Jerez non è arrivata nessuna novità per i quattro piloti HRC tra squadra ufficiale e team satellite LCR. Ciò significa che Mir, Marini, Zarco e Moreira dovranno dare il massimo con quello che hanno fino a fine stagione, forse con qualche aggiornamento che arriverà però più avanti. Il potenziale attuale dichiarato è da 7°-8° posto, da rivedere però col passare dei GP se gli altri continueranno a migliorare. Nei test intanto, più dei piazzamenti finali, ricordiamo che il divario dal vertice, con una top 3 tutta Aprilia è stato tra i 9 decimi (Moreira, Marini) e un secondo (Mir, Zarco).
Massima attenzione al progetto 850cc
Un colosso come Honda, pluridecorato nel Motomondiale, chiaramente non digerisce per niente il fatto di essere ancora nelle retrovie invece di stare nelle zone in cui ci si gioca la corona iridata. Il grande cambiamento previsto per il 2027 è un'occasione d'oro per la casa giapponese, che vuole quindi sfruttarla appieno. Nessuno sa di preciso cosa aspettarsi nell'anno della rivoluzione MotoGP, è un grosso salto nel buio e una scommessa per tutti i costruttori (e per i piloti che devono scegliere dove andare). Honda vuole archiviare il periodo nero iniziato con l'infortunio del suo asso dell'era moderna, Marc Marquez, e rilanciare la sua candidatura per le posizioni di vertice. Il grave infortunio di Aleix Espargaro è una tegola non da poco, ma c'è Takaaki Nakagami per continuare comunque il lavoro di sviluppo, oltre alle risorse impiegate in fabbrica. Insomma, occhi già puntati su un 2027 che sicuramente sarà davvero ricco di sorprese.
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