Iker Lecuona è sbarcato a Misano con il morale a mille dopo il settimo posto nella MotoGP in Ungheria. Un risultato formidabile da sostituto dell'infortunato Alex Marquez, tre anni dopo l'ultima volta in top class e senza conoscere a fondo la Ducati Gresini. L'entusiasmo però si è già smorzato nelle due sessioni del venerdi letteralmente dominate da
Nicolò Bulega.
Qui dentro, dove ha mosso i primi passi da pilota, il mattatore Superbike non ha ancora mai vinto nella massima serie delle derivate. La pista di casa del rivale sembrava terreno adatto per il contropiede di
Iker Lecuona. Che invece si deve di nuovo inchinare alla supremazia della punta Ducati. Nicolò ha archiviato la giornata con un supersonico 1'32"235, quattro decimi sotto il record ufficiale di Toprak Razgatlioglu. Un tampone arrivato in barba alle alte temperature del pomeriggio, più o meno nell'orario delle due gare lunghe. Il settimo round del Mondiale ha già preso la direzione. La solita da molto tempo a questa parte.
Iker Lecuona sul filo
Lo spagnolo, per la verità, alla fine ha pagato appena 144 millesimi. La competitività dunque è eccellente, ma Iker sembra sul filo del rasoio. Infatti a dieci minuti dalla fine ha perso l'anteriore in percorrenza alla Quercia, rialzandosi subito senza danni, a parte l'aletta di sinistra volava via. Bulega vince da ventidue gare, quest'anno non ha perso un colpo mentre Iker viene da quindici secondi posti di fila. Bisogna dare che lo sfidante ha una capacità di incassare veramente invidiabile. Nicolò attacca, Lecuona resiste. Ma dopo quanto emerso questo venerdi non pare disporre del potenziale per sparare nel colpaccio.
Yari Montella velocissimo
Anche l'emergente campano è entrato nel club dei piloti capaci di scendere sotto il muro di 1'33", così come il britannico Sam Lowes che nelle ultime uscite è stato spesso "The Best of the Rest", cioè il miglior indipendente. La lista delle Ducati davanti stavolta si esaurisce qui, mentre al mattino erano sei in fila indiana. Merito di Axel Bassani che ha infilato la Bimota motorizzata Kawasaki in quinta posizione, davanti alla moto gemella di Alex Lowes. Dopo una mattinata in sordina, la marca riminese sembra aver imboccato la strada giusta. "L'obiettivo è arrivare dietro alla Ducati, che però ha un vantaggio abissale su tutte le altre" osserva sconsolato Pere Riba, il capo tecnico del britannico.
BMW sul fondo
Ducati leader e Bimota di rincorsa, la varietà tecnica della Superbike odierna è tutta qui. La Yamaha si consola (si fa per dire...) con il decimo posto di Xavi Vierge, mentre Andrea Locatelli chiude la giornata in quindicesima posizione. Incredibile lo sprofondo BMW, che qui veniva da due anni di dominio con Toprak Razgatlioglu. Adesso Miguel Oliveira è a mezzo servizio per l'infurtunio di un mese fa, il tester Michael van der Mark non ci ha ancora messo mano. E la Honda HRC? Meglio stendere il velo pietoso...
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Foto: Silvio Tosseghini