Racing Night c'era una volta e ancora c'è: la trasgressione funziona sempre

Storie di Moto
domenica, 26 luglio 2026 alle 19:15
La Racing Night è il fiore all'occhiello del CIV
C'era una volta la Racing Night: erano i ruggenti anni '90 della Superbike e a Misano si correva il sabato sera, in piena estate balneare. Le tribune erano stracolme, in pista i campionissimi dell'epoca facevano faville, letteralmente.
Allora al campionato italiano partecipavano anche i team del Mondiale e si portavano appresso, insieme ai migliori italiani, anche la crema straniera. Sulla griglia c'erano Davide Tardozzi, Stephane Mertens, l'iridato Fred Merkel, la stella Marco Lucchinelli, i funambolici Fabrizio Pirovano e Giancarlo Falappa. Andava tutto in diretta TV su Rai 2. In sala stampa c'era le principali testate rappresentate da nomi mitici del giornalismo di allora, che gli over 50 ricorderanno bene: Ezio Pirazzini, GB Marchegiani, Lino Pizzo, solo per citare i totem.
Erano un'altra epoca e un altro motociclismo, adesso è cambiato tutto. Ma la Racing Night c'è ancora e fa il pieno di gente: 22 mila spettatori nel week end, il 95% concentrati il sabato sera dall'ora dell'aperitivo a tarda notte.

Ripescando nel passato

Il CIV, schiacciato mediaticamente dai Mondiali di velocità, in questi tempi moderni è un campionato quasi esclusivamente autorerefenziale, nel senso che i sei round sono seguiti da un manipolo di super appassionati. Cinque anni fa il promoter, cioè la Federazione Motociclistica Italiana stessa, ha trovato l'uovo di Colombo: restaurare il mito delle corse di sera, ripescando un'idea di successo degli anni '90. Una mossa mirabile, che ha avuto subito successo e, a forza di passaparola e investimenti, adesso è diventata un fiore all'occhiello della FMI, del CIV e anche dal Misano World Circuit, un'azienda sempre più orientata alla multifunzionalità dell'impianto. La Racing Night dura tre-quattro ore, ma fa più pubblico dell'intera stagione CIV. Ma soprattutto a livello marketing trascina un intero campionato, visto che in questa circostanza può offrire al pubblico e agli sponsor una piattaforma spettacolare da grande evento.

La trasgressione paga

La Racing Night ormai è più costume che sport. Il fascino del tramonto di una bella giornata di luglio in Riviera, il sapore d'estate, l'emozione di calcare la pit lane e farsi il selfie sullo schieramento di partenza, fra luci, flash e rumore di motori di oggi e anche di ieri, sono un richiamo molto più forte dell'evento sportivo in sè. Le Superbike coi fari e i fuochi artificiali all'arrivo a noi appassionati richiamano alla mente l'adrenalina del gran finale della 8 Ore di Suzuka, ma per le numerossisime famiglie presenti è unicamente un bel momento di vita. Sembra di essere ad un concerto, e chi suona alla fine è quasi secondario. Conta esserci, e viverlo da vicino. La Racing Night, pescando nel passato, ha evidentemente colmato un vuoto: rendere le corse, anche quelle di livello nazionale, un evento da grande pubblico generalista. Se ci pensate, è lo stesso obiettivo che si propone Liberty Media in Formula 1 e MotoGP. A Misano è bastato pescare nel passato, restaurando la meravigliosa follia degli anni '90. Trasgredire paga, anche nell'ambiente ingessato del motociclismo.
Una suggestiva immagine della Racing Night 2026

Potrebbe diventare Mondiale?

Nel paddock di Misano, fra uno Sprint e l'altro, la suggestione è venuta naturale: perchè anche il Mondiale Superbike qui non corre di sera? L'idea, in effetti, sarebbe fantastica e servirebbe a riportare il campionato delle derivate dalla serie nel proprio alveo di ricerca ossessiva della novità. Il WorldSBK è diventato mito sovvertendo le regole ferree del Motomondiale: la qualifica con i piloti da soli in pista, il monogomma, gli eventi ospitati in autodromi vicinissimi ai centri delle metropoli come Monza e Brands Hatch.
Peccato che questa idea specifica, sia pressoché irrealizzabile e il primo ente a tirare i freni è proprio il MWC, cioè quello che in veste di organizzatore del round Mondiale Superbike ne trarrebbe i più diretti vantaggi. Al momento Misano non ha un impianto di illuminazione totale come il Qatar, qui bisogna correre coi fari. Quindi farli partire con buio non rispetterebbe i severi protocolli di sicurezza del Mondiale. Per lo stesso motivo, cioè l'illuminazione precaria, ci sarebbero anche problematiche relative alla produzione TV. Sarebbe bello, ma non si può fare. Ma che importa, c'è la Racing Night del CIV.
Foto: Salvatore Annarumma
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