Samuel Di Sora, il pilota dei tre Paesi ci crede nel CIV Sportbike: "Bianchi? Non è imbattibile"

Storie di Moto
domenica, 26 luglio 2026 alle 12:00
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INTERVISTA - A tu per tu con Samuel Di Sora, il pilota multietnico di BBR Corse nel CIV Sportbike: francese di origini italiane con residenza spagnola.
Il suo personaggio sembra uscito da un film, invece è tutto vero. "Sono nato a Bayonne da madre francese e padre italiano: ho la doppia nazionalità. Ben presto mi sono trasferito in Spagna per coronare il sogno di diventare pilota di moto". Da oltre 20 anni, Samuel Di Sora vive ad Alicante, cuore della Comunità Valenciana. Una scelta di vita che, da piccolo, lo ha portato a salutare la sua terra d'origine per avvicinarsi ai campionati propedeutici della penisola iberica. Campione spagnolo Supersport 300 nel 2017, correndo rigorosamente sotto bandiera francese, da quel momento ha alternato stagioni da protagonista ad annate da comprimario. Un bottino di 2 vittorie e 12 podi complessivi tra 2020 e 2024 nel Mondiale Supersport 300 non gli è bastato per garantirsi la permanenza nella classe d'acceso al circus del WorldSBK, ritrovandosi costretto a fine 2024 a ripiegare sul CIV Supersport. Anche nel Bel Paese, la sua seconda (terza) casa, non sono mancati i momenti di difficoltà. Un problematico adattamento alla categoria ha spinto Di Sora a ripartire quest'anno dal CIV Sportbike, sposando la causa del team BBR Corse con la disponibilità di una Aprilia RS 660. Un avvio di stagione in crescendo impreziosito da due secondi posti nel round di Imola, riportando la Francia sul podio della serie tricolore. L'ultimo suo connazionale è riuscirci era stato Andy Verdoia nell'agosto 2021 al Mugello nel CIV Supersport, ma definirlo francese suona quasi riduttivo...

Samuel, la domanda sorge spontanea: per chi hai tifato ai Mondiali di Calcio 2026?

(Risata, ndr)
"Ho vissuto la semifinale tra Francia e Spagna con sentimenti contrastanti. Sarei stato felice in entrambi i casi: per me stesso se vinceva la Francia, per i miei amici spagnoli se a trionfare fosse stata la Spagna. Alla fine hanno vinto loro, in tutti i sensi. In semifinale e, subito dopo, in finale (vittoria per 1-0 contro l'Argentina, ndr). Va bene così. Ovviamente mi è disputato per la mancata qualificazione dell'Italia".

Segui il calcio oltre alle moto o c'è dell'altro?

"Mi piace la Coppa del Mondo perché si tratta di un evento trasversale, riunisce i popoli. Per il resto non sono un grande appassionato di calcio. Preferisco sport individuali, per certi versi estremi ed adrenalinici. Mi piace andare in bici e fare surf. Inoltre, di recente ho iniziato a praticare snowboard. Sono discipline che mi ricordano il motociclismo per le emozioni che trasmettono. Con gli amici mi capita anche di giocare a padel e basket, ma non fanno per me!".

Che rapporto hai con l'Italia?

"Provo un senso di grande appartenenza verso questo Paese, un amore sconfinato. Mio padre è romano di otto generazioni, è stato a lui a spingermi verso il motociclismo. Da piccolo trascorrevo le mie estati a Roma da mia nonna. Purtroppo, crescendo non ho potuto più vederla con la stessa frequenza. Ho dovuto investire tutte le mie risorse nelle gare".

Quanto ti senti italiano?

"Molto. In primis nel modo di pensare, che dire poi della cucina. Mi piace pensare che in Italia si ricerca ancora la bellezza nelle cose. Senza secondi scopi, bensì per il semplice gusto di farlo".

La Francia non saliva sul podio del CIV dal 2021, lo sapevi?

"No! Sai, negli ultimi anni il CIV sta subendo un processo di internazionalizzazione con sempre più piloti "non italiani" in gara. Ho articolato gran parte della mia carriera fuori dai miei confini nazionali, ormai sono abituato a correre all'estero".
Samuel Di Sora in azione con la Aprilia RS 660 di BBR Corse
Samuel Di Sora in azione con la Aprilia RS 660 di BBR Corse

Hai dichiarato che il doppio podio di Imola vale quanto una vittoria perché la tua stagione è partita in ritardo, ci puoi spiegare meglio?

"Rispetto ai miei avversari mi sono presentato al via al buio, senza disputare i test pre-campionato. Venivo da un anno e mezzo nel CIV Supersport (con MRT Corse Kawasaki, ndr) non all'altezza delle aspettative. Per un motivo o per l'altro, anche per errori miei, i risultati non sono arrivati. Per questo ho passato un inverno difficile. Malgrado le poche offerte ricevute, mi sono preso del tempo per cercare un giusto compromesso. A 25 anni non posso permettermi di sprecare altre chance".

In che senso?

"Per gli standard del motociclismo inizio ad avere una certa età... giunto a questo punto della carriera ho bisogno di esprimermi al massimo delle mie capacità per dimostrare che ci so ancora fare".

Hai trovato la sistemazione ideale nel team BBR Corse.

"Volevo una squadra competente, affidabile ed ambiziosa. Una scommessa vinta? Non proprio. Conoscevo alcuni componenti di BBR Corse, sapevo con chi sarei andato a correre. Tornare a giocarmi le posizioni che contano mi ha dato tanta soddisfazione".

Sei secondo in campionato, dove puoi arrivare?

"È presto per dirlo. Mancano ancora diverse gare, inoltre a Cremona disputeremo la Superpole Race. Il nostro obiettivo è stare il più in alto possibile. Sappiamo che non sarà semplice: il livello del CIV Sportbike è alto, ci sono altri 37 piloti che inseguono la vittoria. Ecco, se proprio devo sbilanciarmi, punto a vincere almeno una gara da qui a fine stagione".

Filippo Bianchi mattatore del CIV Sportbike: ti sta impressionando?

"Insieme alla sua squadra (il Team MMP Velocità, ndr) hanno lavorato alacremente nel corso dell'inverno. Filippo è un gran manico, un pilota davvero forte, avete visto la sua wild card nel Mondiale? Sin qui è stato protagonista di una stagione pressoché impeccabile".

Pensi di poterlo battere?

"Nessuno è imbattibile. Dobbiamo continuare a spingere in questa direzione, sono fiducioso".

Che cosa ti senti di chiedere al motociclismo?

"Beh, un'ultima opportunità nel Mondiale. Sono sempre stato consapevole del mio potenziale. In passato, quando il pacchetto mi ha assistito, mi sono sempre giocato le mie carte vincendo delle gare. Posso dare ancora qualcosa al motociclismo".
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