Il GP di San Marino del 2001 viene ricordato con piacere dai tifosi della Williams perché quel giorno Ralf Schumacher spezzò una maledizione, che oggi è tornata viva.
Il 15 aprile del 2001 si correva ad
Imola la quarta tappa del mondiale di Formula 1. E' un GP che viene
ricordato ancora oggi dai tifosi della scuderia di Grove. Fu una vera liberazione per la Wlliams riaccese il Mondiale che si sarebbe assegnato solo all'ultimo. Ma segnò l'ultima volta di un pilota argentino in pista in quell'epoca: abbiamo dovuto attendere vent'anni per rivedere un ragazzo del paese sudamericano in griglia.
Il GP dei nuovi motori
Quella gara fu segnata da tante
novità che riguardarono i
propulsori V10, quando ancora cantavano e soprattutto
potevano essere modificati nel corso dell’anno liberamente. Oggi ai nuovi
appassionati di Formula 1 tutto questo sembra assurdo, eppure, nemmeno trent’anni
fa, era la normalità. La Mercedes aveva portato delle evoluzioni formidabili per
aiutare la McLaren che veniva dalla vittoria in Brasile grazie a David Coulthard.
La Ferrari a sua volta aveva lavorato sul V10 ma soprattutto portò dei nuovi alettoni.
La BAR giunse ad Imola con una vettura tutta nuova per cercare di svoltare la
stagione, ma già dalla qualifica questo non i avvenne. La Pole Position andò a Coulthard
davanti al compagno Mika Hakkinen, mentre la seconda fila era un affare di famiglia Schumacher con Ralf davanti a Michael.
Il giorno
di Ralf Schumacher
La gara scattò con un Ralf che con la sua
FW23 fu più lesto delle McLaren e si portò in testa sin dall’inizio. La partenza andò alla perfezione anche per Jarno Trulli che infilò la sua Jordan tra la MP4-16 di
Hakkinen e la rossa di Michael piazzandosi terzo. La domenica del tedesco fu un
vero disastro, tanto che al terzo giro perse posizioni in Variante Bassa per problemi al cambio. Al
diciottesimo giro la Ferrari lo richiamò al box. Dopo la sosta i tecnici si accorsero
che il cerchio della ruota era danneggiato, decidendo così di ritirare il Campione
in carica. Il gelo cadde su Imola, di colpo delle nubi nere scese un acquazzone
che si abbattè sugli spalti colorati di rosso.
La prova sanmarinese non subì grossi
scossoni: le gare noiose c'erano anche a quei tempi. Gli spettatori si divertirono meno di Ralf che inseguiva la sua prima
vittoria. Una volta effettuata la prima sosta, il teutonico aveva preso margine
su David e vedeva i giri diminuire e il suo cuore batteva sempre più forte. Dopo
62 tornate passate al comando, Ralf passò per primo sotto la bandiera a scacchi
con la Williams, regalandosi così il suo primo acuto in Formula 1, davanti a
Coulthard e a Rubens Barrichello. Giunto al parco chiuso, Ralf era al settimo
cielo ma più felice di lui lo era Michael che non si trattenne e lo andò ad abbracciare. Nulla importava se lo scozzese grazie al secondo posto lo aveva raggiunto in
cima alla classifica mondiale: la gioia per il primo successo del fratello era impossibile
da trattenere.
La Williams
spezzò un digiuno
La scuderia di Frank grazie a quel successo
di 25 anni fa ad Imola interruppe una maledizione che era iniziata dopo il GP di Lussemburgo '97.
Quella gara vinta al Nurburgring (che per l’occasione era denominata GP di Lussemburgo)
fu vinta da Jacques Villeneuve con la Williams ma da lì in poi, la casa
britannica non vinse più una gara anche si alla fine di quell’anno giunse il Titolo
piloti proprio del canadese. Una striscia, ritornando a quella dei GP vinti, che
all’epoca pareva quasi un’ossessione da spezzare e fa riflettere pensando che oggi la scuderia d’oltremanica non
vince da ben 14 anni. L'ultima volta è di Pastor Maldonato nel 2012. Quell’evento
ad Imola, inoltre, segnò l’ultima gara di Gaston Mazzacane, perché Alain Prost
lo sollevò subito dopo il GP dal suo team. I soldi che l’argentino portava
non erano abbastanza per coprire l’acquisto di un sedile, viste le sue carenze di guida.
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FOTO: Formula 1