L'entusiasmo suscitato dall'arrivo di un nuovo talento come Kimi Antonelli, il primato italiano nel Mondiale come non succedeva da tanti non deve farci dimenticare un altro aspetto. In Giappone la Formula 1 ha riscoperto la paura.
L’incidente di Oliver Bearman in avvicinamento alla curva Spoon poteva avere conseguenze molto serie. Il pilota è uscito sofferente dalla sua Haas, anche se poi si è appurato che le conseguenze non erano state gravi. Ma potevano esserlo. Perchè il britannico ha dovuto uscire di pista per non prendere in pieno la vettura di Colapinto che aveva rallentato per il coast and lift, cioè per l'operazione di ricarica della batteria. Il botto è avvenuto in uno dei tratti più veloci e insidiosi del tracciato di Suzuka. Non a caso, in quello specifico punto, per le gare di moto come la celebre 8 ore di Suzuka è stata inserita una chicane di rallentamento.
Il
brutto incidente occorso a Bearman
A provocare l'incidente è stata l'enorme differenza di velocità fra la Haas, con Beaman che stava facendo la sua gara, e la Alpine di Franco Colapinto che invece stava ricaricando, con il pilota fra l'altro intento a manovrare la miriade di comandi sul volante. Colapinto ha allargato la traiettoria, non è chiaro se per un attimo di distrazione o per difendersi dall'attacco. Fatto è che Bearman è dovuto uscire fuori pista, impossibilitato a rallentare per impostare la Spoon. La Haas ha attraversato la pista ed è finita contro le barriere con un'energia di impatto di 50G. Bearman se l'è cavata, uscendo quasi indenne, solo grazie alla sicurezza che hanno raggiunto
le vetture di Formula 1. Ma adesso c'è questo grave problema delle operazioni di ricarica, in pieno GP, che possono mettere a repentaglio l'incolumità dei piloti.
I
piloti avevano avvertito già la FIA
Colapinto si è detto dispiaciuto per quello
che è successo e quando ha saputo che Bearman stava bene ha fatto un bel
sospiro di sollievo. L’alfiere dell’Alpine non è stato penalizzato, anche perché
se è vero che si è spostato a sinistra, nessuna regola lo vieta, perchè il regolamento non prescrive, almeno al momento, che quando si è in fase di ricarica non si possa comunque difendere la posizione. Gli stessi piloti e lo stesso Olivier non hanno detto nulla sulla manovra
difensiva, ma hanno soltanto spiegato che non vengono ascoltati dalla
Federazione su queste questioni di sicurezza.
Adesso che è successo un incidente, come ogni volta, la FIA dovrà per forza aprire gli occhi e il mese di pausa, causa la cancellazione dei due GP medio orientali, cade a proposito. Il nuovo regolamento della Formula 1 ha aumentato i sorpassi, ma la svolta tecnica è stata così ampia che chi l'ha interpretata meglio, cioè la La Mercedes, adesso vanta un vantaggio consistente. In fin dei conti ogni ciclo tecnico ha sempre originato queste problematiche che richiedono un certo tempo di adattamento.
Serve una soluzione
Un mese di pausa tra il GP del Giappone
e il GP degli Stati Uniti d’America deve servire alla FIA per cercare una soluzione. La prima cosa da fare sarebbe quella di parlare con i
piloti e coinvolgerli per migliorare queste tematiche legate alla sicurezza.
Loro avevano avvertito che sarebbe potuto capire, ma la sirena d’allarme non è
stata recepita. Questa ottusità della FIA non fa altro che allontanare le parti
in causa ed allora poi non si può biasimare
Max Verstappen se vuole abbandonare
la Formula 1. Quando un quattro volte Campione del Mondo dice che non si diverte
più, dovrebbe spronare la Federazione e
Liberty Media a capire cosa non va. E' vero che il campionato sta riscuotendo sempre più successo, e anche in Giappone c'è stato un record di presenze clamoroso. Ma la sicurezza dovrebbe venire prima di tutto.
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FOTO: Formula 1