La Federazione e
Liberty Media sono a lavoro per salvare le gare in Arabia Saudita e Bahrain, ma i dubbi sono molti.
I due GP che dovevano corrersi l'aprile scorso sono stati sospesi per la guerra in Medio Oriente. La situazione non permetteva la disputa di eventi du questo genere in Nazioni comunque coinvolte nel conflitto cominciato per l'attacco Usa all'Iran. Adesso in Formula 1 tanto stanno parlando di avere comunque un calendario con
24 tappe in questa stagione, per non compromettere i contratti con le TV e sponsor. Ma pare un progetto assai difficoltoso.
Gli arabi minimizzano
Il Principe Saudita ha
espressamente detto che vuole a tutti i costi veder correre la Formula 1 a Gedda, sostenendo che altri eventi sportivi top level in Arabia Saudita si stanno svolgendo regolarmente. Stesse precisazioni arrivano dal Bahrain. Questi due GP potrebbero tornare in calendario, magari a dicembre, cioè in coda alla stagione? Al momento pare fantascienza, perchè la guerra è ancora in corso e, nell'immediato, non si vede una fine.
Il piano B
Il presidente della FIA sostiene che i due GP si potrebbero correre in altre sedi. Un'opzione è la Turchia, che tornerà in calendario in pianta stabile dal 2027. L'idea sarebbe organizzare un GP di recupero già quest'anno. L'impianto alle porte di Istambul già ospitò un GP di recupero anni fa ai tempi del Covid: potrebbe risuccedere adesso per altro tipo di emergenza? L'altra opzione è ancora più suggestiva: organizzare un doppio GP a Silverstone, tracciato storico della Formula 1. Qui i punti a favore sono due: la semplicità logistica, visto che quasi tutti i reparti corse hanno sede nel Northamptonshire, cioè nel raggio di un centinaio di chilometri dal circuito. Inoltre si tratta di uno dei GP con il più alto numero di spettatori. L'affare c'è.
I problemi sono finiti qui?
La situazione di crisi internazionale non fa dormire sonni tranquilli ai gestori della F1. Potrebbe essere a forte rischio cancellazione anche l'atto finale di questo Mondiale 2026 ad Abu Dhabi, città più volte attaccata dai droni iraniani in queste ultime settimane, per via delle basi americane che ospita. Anche l’Azerbaigian, pur non coinvolto direttamente nel conflitto, non è proprio zona tranquilla visto che confina con l'Iran. La speranza è che la guerra finisca molto presto. Non solo per il bene della Formula 1, ma anche di tutti noi.
“Come ho progettato il mio sogno” la
biografia di Adrian Newey il “mago” dei tecnici di Formula 1. In vendita su
Amazon e in tutte le librerie.
FOTO: Formula 1