Formula 1 tra guerra e silenzi: FIA e Liberty senza piano mentre il calendario vacilla

Formula 1
martedì, 03 marzo 2026 alle 21:00
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La Formula 1 scatterà nel fine di questa settimana, ma ad oggi a tenere testa nel Mondo non è purtroppo lo sport, ma lo scoppio di una nuova Guerra nel Golfo Persico.
Una delle domande che più ci poniamo è, esistono gli alieni? Senza però pensare a chi vive nel nostro Mondo e si trova in situazioni disperate. Il Medio Oriente è tornato ad infuocarsi più che mai e di mezzo ci è finito sport e di conseguenza anche la Formula 1. La FIA dice che sta monitorando la situazione e che al momento non ci sono problemi, anche perché la prima parte del calendario sarà tra l’Oceania e la Asia Orientale. Un tema però emerge.

Il caos regna tra i team di Formula 1

Il ritorno ad un conflitto su larga scala nella zona del Golfo Persico ha portato la Formula 1 a rivedere i propri piani. Le scuderie che erano in partenza dal Bahrain, dove si sono svolti gli ultimi test, si sono ritrovati con voli cancellati e hanno dovuto fare diverse deviazioni per arrivare a Melbourne. Bahrain che tra l’altro è stato colpito. Questa situazione, inoltre, si fa grave per i piloti e i team di Formula 2 e Formula 3 che non hanno la stessa valenza di chi lavora in top class e quindi sono costretti a veri salti mortali per raggiungere il continente Oceanico. La FIA per tutto questo cosa sta facendo? Sta cercando vere soluzioni?
Quello che emerge è che ad oggi sia la Federazione Internazionale che Liberty Media non si stanno occupando realmente del problema. Ora si correrà in zone tranquille dove gli spostamenti sono liberi, ma poi ad aprile si dovrebbe andare a correre a Sakhir e in Arabia Saudita. Nessuno sa che soluzione intendono prendere. Forse gli organizzatori sperano che la situazione tornerà tranquilla in Medio Oriente entro un mese, ma vedendo come da sempre si muovono i Paesi in conflitto in quell’aria geografica è meglio trovare una risposta che metta le squadre a riparo. Certo che così a breve scadenza trovare alternative sarebbe ai limiti del possibile: la vecchia, cara Europa ha tanti circuiti che la F1 ha dimenticato presto. Come Imola...

La guerra riguarda tutti 

La FIA poteva intervenire a gamba tesa, poteva già farlo nel 2022 quando fu colpito un impianto petrolifero a 20 chilometri dal circuito di Jedda mentre vi era il weekend di gara da parte dei ribelli dello Yemen. Lì si riuscì a far finta di niente: il GP si corse che come se nulla fosse accaduto. Un nulla che emerge anche ora, perché si parla del problema guerra ma non lo si vuole analizzare. Lo sport muove persone non solo a livello lavorativo ma anche passionale e a volte dovrebbe aprire gli occhi sull’orrore della guerra. Dovrebbe far capire perché è una sciocchezza e magari fermare tutto e dire:” Signori, a questo gioco tra folli padroni del mondo, noi non giochiamo”:

Lo Sport può fare di più

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il mondo voleva solo ripartire e lo sport fu uno dei motori di questa rinascita. I mondiali di calcio erano una festa tra popoli, la Formula 1 nasceva e portava lo spettacolo in tutto il Pianeta: dopo tante tragedie, lo sport era l'occasione per unire. Lo scopo delle Olimpiadi, insomma, unire i popoli attraverso lo sport. Negli ultimi anni, tuttavia, questo si è perso sempre di più, da Nazioni escluse perché provocavano conflitti ed altre ammesse anche se in guerra. Servirebbe lì il vero cambiamento più che al calendario di Formula 1. Ma domenica all'alba saremo comunque davanti alle TV lo stesso, facendo noi stessi finta di niente. Poi cambieremo canale vedendo missili partire e seminare morte e distruzione. Pensiamo tutti che la guerra faccia, ma qui nessuno muove mai un dito.
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FOTO: Formula 1

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