Ducati sta vivendo una stagione MotoGP particolarmente difficile. La Desmosedici GP non è più quella moto invincibile che ha dimostrato fino a pochi mesi fa. Durante la pausa invernale l'Aprilia ha compiuto il soprasso tecnico, grazie soprattutto a nuove soluzioni aerodinamiche. Ma i vertici di Borgo Panigale hanno forse compiuto qualche passo falso per ritrovarsi in questa situazione?
Marc Marquez il 'catalizzatore'
Marc Marquez è un pilota "scomodo" in qualunque box si trovi. In Honda ha messo subito in ombra Dani Pedrosa prima, Jorge Lorenzo poi, calamitando l'interesse massimo degli ingegneri e condizionando lo sviluppo della moto. Il pilota di Cervera diventa l'epicentro di ogni progetto in cui si ritrova coinvolto, guadagnandosi spazio a suon' di risultati e titoli mondiali. E' un contesto normale, nel motorsport succede sempre così quando si parla di fuoriclasse assoluti. Pensiamo a Max Vertappen: è scontato che tutti gli sforzi Red Bull gravitino sul numero 1. Ma nel caso Ducati, la serie di infortuni di Marc Marquez innescata dall'incidente con Bezzecchi a novembre scorso in Indonesia, ha scatenato un effetto collaterale non di secondo piano. In sua assenza lascia una moto che i suoi compagni di team non riescono a spingere al limite e le vittorie diventano un miraggio. E' successo in HRC, entrata in profonda crisi dopo l'incidente di Jerez nel 2020, che ha tenuto fuori Marc Marquez per molto tempo, e da cui la Casa giapponese deve ancora uscirne.
Durante l'estate 2023 il fenomeno di Cervera ha deciso di lasciare il marchio nipponico per salire in sella alla Ducati, la moto del momento, per riscoprire la strada verso la vittoria. Corre la prima stagione sulla Desmosedici non ufficiale del team Gresini, si guadagna un posto nel team factory per il 2025 e al primo colpo in rosso mette le mani sul settimo titolo MotoGP in carriera, tornando ad essere il dominatore assoluto. Anche in questo caso ha messo in ombra il collega Pecco Bagnaia (due volte campione del mondo) e spostato il baricentro dell'evoluzione della moto verso di sé. Non poteva essere altrimenti. Con l'arrivo nel team ufficiale del pilota più vincente di questa epoca anche la eventuale riconferma di Jorge Martin non è stata più una priorità. Tanto che il campione '24 ha dovuto, suo malgrado, trovarsi un posto in Aprilia.
Marc al centro del progetto Ducati
Entrato quasi in punta di piedi, MM93 è diventato padrone del box in rosso in poco tempo. Tanto da diventare il pupillo di Gigi Dall'Igna, che lo vorrebbe addirittura come ambasciatore Ducati al termine della sua carriera. Anche qui è tutto normale: gli ingegneri si innamorano sempre di piloti così speciali. Per il numero uno delle corse Ducati vincere con Marquez dà più gusto che con qualunque altro: una moto speciale guidata da un pilota speciale, questo non è solo l'obiettivo di Dal'Igna, ma di tutti gli ingegneri. Nel paddock è voce comune che Ducati puntando tutto (o quasi) su Marc Marquez abbia lasciato per strada Jorge Martin, Pecco Bagnaia (Aprilia '27), oltre ad Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, che fra un anno saranno in KTM. La marca italiana, alla firma del biennale 25-26, non poteva immaginare che Marc Marquez avrebbe sofferto un altro incidente dalle conseguenze gravi. Ma non si può dire che sia stata una mossa azzardata: intanto nel 2025 ha sbaragliato la MotoGP, e per proteggersi da eventuali ulteriori incertezze si è accaparrata Pedro Acosta, cioè un due volte iridato nelle serie minori colui che viene indicato come l'erede di Marquez.
Quale futuro per Marc e Ducati?
A questo punto Ducati si ritrova con un fuoriclasse ai box, ma nuovamente infortunato, oltre che reduce da un lungo calvario clinico. Ci sono tanti dubbi sui tempi del rientro e se mai lo rivedremo al meglio della forma. In sua assenza la GP26 sembra una moto come altre, incapace di lottare per la vittoria. Il primo posto di Alex Marquez a Jerez sembra solo un fuoco di paglia, Pecco è in crisi da oltre un anno, Diggia è al momento il più costante, ma non basta per salire sul gradino più alto del podio. Nel futuro a breve termine c'è
Pedro Acosta. Lo Squalo di Mazarron rischia anche lui di essere "divorato" dal gigante fagocitante Marc Marquez? E' un rischio accettabile, perchè significherebbe che il campionissimo è tornato vincente. In caso contrario, Acosta rappresenterà l'alternativa. Adesso, fra passato glorioso e futuro promettente, c'è da salvare questa stagione 2026.
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