Questa nuova Formula 1 apre una nuova era, ma ad oggi, sono più i dubbi che si prospettano. 25 anni fa era diverso...
Avete notato cos'è successo nella gara di Formula E a Città del Messico? La vittoria di Nicky Cassidy ha fatto
molto riflettere perché la Citroen ha vinto alla seconda gara in assoluto
nel mondiale elettrico. La casa francese è entrata quest’anno ed utilizza un
propulsore elettrico proprio come tanti altri marchi famosi. Nella odierna
Formula 1 i motoristi sono solo 5cinqueeppure, 25 anni fa, la stagione 2001 partiva
con ben 8 fornitori. Qualcosa è cambiato, i prezzi sono aumentati o forse il
massimo campionato non è più appetibile?
L’epoca
d’oro dei V10
Nel 2001 la Formula 1 viveva
l’era d’oro della
Ferrari che era accompagnata dal suono melodico dei
V10. Un motore che come oggi, la Ferrari continua a costruirsi per gareggiare
in Formula 1, ma 25 anni ruggiva nella massima serie anche un motore progettato dalla... Asiatech. Li aveva in dotazione gratuita la Arrows e derivavano dai vecchi
motori Peugeot. Il marchio asiatico aveva rilevato i progetti del gruppo francese
e aveva deciso di testarli, quindi iniziò la collaborazione col team
britannico. Il tutto si rilevò un fallimento e il gruppo asiatico si ritirò l’anno seguente. Minardi optò per un vecchio motore Ford che per
via di sponsorizzazioni fu rinominato European. Un marchio appartenente sempre
alla famiglia Ford con sede anch’essa a Detroit nello Stato del Michigan.
Nel 2001 la Formula 1 poteva
contare ancora su motori BMW. La casa di Monaco di Baviera
collaborava con la Williams e mise in campo uno dei V10 più potenti di sempre.
Nulla poté contro lo strapotere
Ferrari, ma di certo gli appassionati lo
ricordano ancora con gioia. I motori Cosworth non erano più come un tempo, ma
alla Jaguar andavano benissimo. Honda e Mercedes c’erano come oggi anche se la
casa nipponica come sappiamo è uscita anni dopo, mentre quella teutonica è
rimasta. Un capitolo importante fu Renault che in quella stagione entrò nel team Benetton con il suo propulsore. Dall’anno seguente divenne
proprietaria del team al 100%. Qualcuno ricorda la Prost AP04 di quell’anno? O
la Sauber C20? Entrambe montavano il V10 di Maranello del 2000, ma per
sponsorizzazioni i propulsori avevano nomi di due marchi diversi. La Prost montava
un motore Acer, la marca di computer con sede a Taiwan, mentre la
Sauber
aveva scelto la denominazione Petronas, la marca petrolifera malese.
La F1 ha perso dei pezzi?
Nel corso di quasi mezzo secolo alcuni
marchi motoristici si sono messi in stand by mentre altri sono andati via. La Ford,
ad esempio, è tornata per equipaggiare la Red Bull. Rimasti
dentro come abbiamo detto prima sono solo quelli
Ferrari e Mercedes con la
Renault che si è tirata indietro. Tanto che Alpine, il marchio sportivo del gruppo francese, userà i propulsori Mercedes Uno smacco, insomma. C'è poi la
Honda che è entrata ed uscita dalla Formula 1. Dopo la parentesi non
felice in McLaren ha stretto un matrimonio vincente con Red Bull e adesso si appresta a vivere dal 2026
la sua nuova avventura con Aston Martin.
In questa nuova era di motori
al 50% endotermici e 50% elettrici la vera novità è Audi. Il marchio a 4 cerchi farà
il suo esordio in Formula 1 e possiamo dire che proverà ad essere la BMW di 25
anni fa. Capite però che un vuoto c’è, perché il numero di fornitori si è
quasi dimezzato ed è come se la Formula 1 non sapesse fare regole
appetibili. Chi entra lo fa per mettere in mostra il
prodotto e poi venderlo. Il WEC ha fatto regole migliori e lo stesso la Formula E su questo punto di vista. Le gare elettriche paiono più più videogiochi alla Mario Kart, ma questo è un altro problema. Il vero
punto è: perché sembra così vuoto il nostro amato campionato?
Il problema
non è la presenza dell’elettrico
I nuovi V6 che vedremo in azione
riporteranno un po’ di sound, ma è evidente che non è quello a fare la differenza.Difficile a. pensare ad un mondiale con 11 scuderie con altrettanti motoristi, ma trovare un
compromesso non sarebbe possibile? Nel 2001 vi erano lo stesso numero di scuderie, ma dall’anno
successivo sarebbe entrata anche Toyota con un proprio motore. Sarebbe bello
riavere i marchi storici, perché questa Formula 1 pare quasi piatta, come se tutti fossero dei garagisti. Tanti paiono più team B.
Qualcosa abbiamo perso, un po’ come è
capitato nel Rally dove tanti marchi sono spariti. Quindi chissà se un giorno
la Formula 1 tornerà appetibile a tante case motoristiche. Per il momento meglio godersi quello che c’è.
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FOTO: Formula 1