Ecco il nuovo che avanza: questa MotoGP è già un altro sport

Paolo Gozzi Blog
sabato, 28 febbraio 2026 alle 16:55
L'opinione di Paolo Gozzi: questa MotoGP non è più sport
Si comincia bene: il risultato della gara Sprint del GP Thailandia è stato deciso a tavolino. Marc Marquez aveva vinto in pista, ma per chi decide è stato meglio far vincere un altro. E' lo spettacolo ad ogni costo, bellezza.
Da quando gli americani di Liberty Media hanno comprato la MotoGP, non abbiamo fatto altro che chiederci: cosa faranno per far crescere lo sport che amiamo? Si sono presi qualche mese di rodaggio ma adesso, nel breve volgere di dieci giorni, ci hanno mandato due segnali che fanno capire bene il trend. Nel 2027 in Australia si correrà sul circuito cittadino ad Adelaide, invece che sul tradizionale, bellissimo, saliscendi di Phillip Island. E, pronti-via, hanno ribaltato con una decisione farsesca l'esito sportivo della prima sfida di stagione.

Marc Marquez, non ne discutiamo nemmeno 

Entrare nel merito della questione, cioè se il sorpasso del campione del Mondo in carica su Pedro Acosta fosse da punire o meno, è un esercizio che lasciamo volentieri a chi ha cominciato a guardare le gare di moto l'altra domenica. La regolarità della manovra che il campione del Mondo ha compiuto al penultimo dei tredici giri in programma è solare: non ha toccato l'avversario, e non l'ha portato fuori linea. E' stato un sorpasso al limite, perfettamente lecito. Se così fosse vietato, quasi tutti i finali concitati delle corse che ho seguito per quarant'anni sarebbero stati da riscrivere.

Perfino Pedro Acosta preferiva perdere

La situazione è stata incredibile e l'hanno sottolineato i piloti stessi. Marc Marquez, ovviamente, c'è rimasto male e quando sul cruscotto della Ducati ha visto lampeggiare "drop 1 position" (ridai la posizione) ha vistosamente rallentato per far capire in mondovisione che l'esito di questa sfida sarebbe stato falsato. Ma ancora più bella è stata la posizione assunta da chi ci ha guadagnato. "Meglio arrivare secondo che vincere così" ha chiosato Pedro Acosta. Ha solo 21 anni, ma è già personaggio, aldilà del talento immenso: la Ducati ha pescato proprio bene per l'anno prossimo.

E allora perchè hanno deciso così?

Il verdetto è stato fulminea: di solito la Race Direction impiega lungo tempo per rivedere le immagini, e magari pensarci un pò sù, stavolta hanno deciso in pochi secondi che il sorpasso che avrebbe deciso la corsa non andava bene. Una decisione così priva di senso logico che è assai difficile non vederci dietro la deliberata volontà di creare ad arte discussioni, polemiche, pathos. Avesse vinto Marc Marquez staremmo qui a commentare l'ennesima perla del fuoriclasse vincitutto di questa epoca. Invece i giudici hanno ribaltato completamente lo storytelling: la prima vittoria di Pedro Acosta insieme al campione troppo audace e poi penalizzato, ha fatto impennare l'interesse.

Il nuovo che avanza

"Non è più sport" è il commento che gira in queste ore sui social. L'affermazione è un pò troppo radicale: la MotoGP è semmai uno sport in repentino cambiamento. Ai nuovi padroni, gli stessi della Formula 1, non basta che la massima espressione del motociclismo continui a piacere allo "zoccolo duro", agli appassionati di lunga data e di provata fedeltà. Loro cercano un pubblico nuovo, più giovane, meno esperto, quindi non in grado di fare paragoni con il passato. L'audience del futuro cerca "spettacolo", colpi di scena, racconto. La MotoGP del futuro sembrerà un videogioco, dove quando vince l'avatar sbagliato cancelli la partita, oppure gli metti l'handicap perchè sopravviva quello che ti sta più simpatico.
Ecco, questa è la nuova frontiera. Che vi piaccia, o meno.
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