Di fronte al mare di folla di Le Mans (302 mila spettatori) la
MotoGP ha preso slancio proponendoci una serie di temi che potrebbero segnare questo campionato.
1) Bezzecchi: un compagno di box scomodissimo
Siamo appena al quinto GP su ventidue, ma il trend comincia ad emergere. Il toboga francese era stato terreno di caccia di Jorge Martin anche due anni fa con la Ducati Pramac, ma questa doppietta è stata ben più significativa. Non solo perchè segna il ritorno al successo dopo 588 giorni e una lunga serie di infortuni, ma perchè ci restituisce il fuoriclasse che abbiamo temuto di perdere. Jorge ha vinto la Sprint comandando dalla prima all'ultima curva, grazie ad una partenza formidabile dalla terza fila. Nel GP invece è risalito come una furia sorpassando come birilli talenti come Fabio Quartararo (in casa...) e Pedro Acosta. Neanche Marco Bezzecchi ha fatto resistenza: Jorge gli è piombato addosso ed è andato. In classifica balla un solo punto, si ricomincia da capo. L'Aprilia RS-GP ha sbaragliato il podio anche su un tracciato che sulla carta era poco congeniale, quindi se va avanti così il Mondiale è una questione in famiglia. Martin, a pari moto, due anni fa fece piangere Pecco Bagnaia. Per il Bez la resurrezione del compagno di box non è rassicurante.
2) Ducati è crisi vera: aggrappati al separato in casa
La Rossa che vinceva a raffica e rischiava quasi di annoiare, in pochi mesi è diventata un ricordo. Il sorpasso Aprilia, di cui si erano viste le avvisaglie già in coda alla passata stagione, sta assumendo proporzioni sconvolgenti. La Ducati ora rincorre e perde i pezzi:
Marc Marquez seriamente infortunato nella Sprint e assente (almeno) nel prossimo GP a Barcellona, Pecco Bagnaia caduto mentre tentava disperatamente di ricucire il gap da Bezzecchi e resistere all'incalzare di Martin. Anche Alex Marquez, che a Jerez aveva mischiato le carte mettendoci tanto del suo, è volato via. Luigi Dall'Igna e l'intero reparto corse hanno conoscenze tecniche e risorse enormi, per cui reagiranno. Però c'è un però: se e qualora gli ingegneri riuscissero a ricucire il divario di prestazioni, la Ducati avrebbe un pilota in grado di tenere in piedi le speranze Mondiali contro lo scatenato binomio Aprilia Bez-Martin? Con MM93 fuori dai giochi, la Ducati è costretta ad aggrapparsi a Pecco Bagnaia, da tempo separato in casa. Quando MM93 vinceva tutto il piemontese era finito in secondo piano, tanto da salutare la compagnia firmando per l'Aprilia '27. Ma ora è tornata ad essere l'unica chance, almeno fin quando Marc non tornerà lui. Sempre che succeda.
4) Anche Diggia abbandona la nave
Da settimane si vociferava sulla possibilità che Fabio Di Giannantonio andasse in KTM rinunciando alla Ducati ufficiale che guida adesso e avrebbe continuato a disporre in VR46. Certo, sulla scelta pesa la differenza d'ingaggio. Dopo aver rischiato di finire fuori dal giro, meno di due anni fa, adesso Fabio è uno dei top rider, quindi è comprensibile che abbia deciso di monetizzare il momento magico della carriera. Fra l'altro nel 2027, con la nuova configurazione tecnica, gli equilibri fra Costruttori sono tutti da scrivere. Quindi è una scelta comprensibilissima. La domanda è: se oggi la Ducati fosse ancora il rullo comprossore che è stata fino a pochi mesi fa, Di Giannantonio avrebbe firmato comunque per KTM?
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