Formula 1: 8 ottobre 2006, quella maledetta ferita che non si rimarginerà mai

Formula 1
Suzuka 2006
Alcune storie hanno un inizio e una fine che combaciano perfettamente. L'8 ottobre 2000 a Suzuka fu un tripudio rosso, l'inizio della grande epopea. Sei anni dopo, lo stesso identico 8 ottobre fu la fine dei sogni.
Oggi sono 20 anni da quella maledetta gara che doveva finire in un altro modo." Signori e Signore siamo alla fine e i finali sono tutti tristi, perché questa è la vita non un film". Tutti ricordiamo quel fumo che usciva dalla Ferrari #1 ferma a bordopista.

Pareva una vigilia di festa

Il Mondiale del 2006 fu assurdo. Fernando Alonso e la Renault stavano dominando ma improvvisamente la Ferrari e Michael Schumacher recuperarono tutto. Vincendo il GP di Cina la coppia del secondo riuscì a riagguantare lo spagnolo. Il tedesco pareva lanciato verso l'ottavo iride, e poteva succedere proprio a Suzuka proprio dove nel 2000 era cominciata l'epopea dei Mondiali in rosso. La qualifica premiò la scuderia di Maranello con Felipe Massa davanti a Michael, soltanto in terza fila le due Renault, con Alonso quinto e Giancarlo Fisichella sesto, nel mezzo le due Toyota di Ralf Schumacher e Jarno Trulli. La partenza fu impeccabile per i due del Cavallino, mentre lo spagnolo superò la Toyota dell'italiano e alla terza tornata Massa fece passare in testa Michael e si mise a protezione. Fernando rimontò fino alla terza piazza e le sue gomme Michelin parevano alla pari delle Bridgestone del rivale. L'iberico iniziò a ridurre il gap. L'alfiere Renault passò grazie al pit-stop la Ferrari di Massa, mettendosi a caccia di Schumi. La sfida era apertissima e molto romantica. Si stravano affrontando epoche diverse di Formula 1, due vetture diverse, due case di pneumatico diverse.

Al 37esimo giro la fine del sogno

L'esito era in bilico, come fosse cristalizzato. Fernando ci provò ma Michael rimase saldamente al comando. Gli altri erano ormai indietro. Tutto faceva presagire che il teutonico sarebbe giunto in testa al gran finale che era previsto ad Interlagos al comando del Mondiale, con due punti di vantaggio. Ma al 37? giro dopo la Ferrari accusò un problema al motore. Erano parecchi anni che non succedeva. il propulsore della 248 F1 ebbe un problema alla Curva Degner ed emise una fumata color bianco che è diventata storia. Schumacher parcheggiò la sua vettura. Alonso andò in testa e gli ultimi 17 del GP per lui furono il Paradiso. Battezzando quel trionfo allungò a +10 sul rivale ad una gara dalla fine. L'epilogo in Brasile non cambiò le cose e i ferraristi se lo ricordano solo per l'addio a Schumi.

Un giorno triste

Il cerchio più vincente della storia del Cavallino rampante e del suo alfiere teutonico si chiuse così, da Suzuka 2000 a Suzuka 2006. Nel frattempo erano passato cinque titoli vinti e ben 72 GP vinti successi insieme. Quella mattina di vent'anni fa mi crollò il Mondo addoss quando Schumi si fermò. Avevo solo 12 anni e per me era impensabile vedere una Ferrari ritirarsi per problemi d'affidabilità: noi bimbi di quell'epoca l'avevamo sempre e solo vista vincere. Michael appena rientrò ai box salutò tutti i meccanici e li ringraziò, Quel ritiro rappresentava anche per lui la fine di un idillio che aveva segnato un'epoca. E' passato tanto., eppure quella ferita fa ancora male. E' vero che nel 2007 la Ferrari vinse il titolo Piloti e nel 2008 quello Costruttori, ma qualcosa si era spezzato dopo quell'8 ottobre 2006. E' come se il tracollo fosse cominciato quel giorno, E dura ancora oggi.
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FOTO: Formula 1

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