Formula 1 : L’alba rossa più bella di sempre

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mercoledì, 08 ottobre 2025 alle 19:47
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Michael Schumacher c’è la fatta, sì Michael Schumacher è Campione del Mondo, riporta il titolo iridato a Maranello 21 anni dopo Jody Scheckter. Campione del Mondo, Michael Schumacher e la Ferrari, i colori dell’arcobaleno sulle insegne del Cavallino Rampante. Campione del Mondo, Michael Schumacher è Campione del Mondo”. Ore 09:03 italiane dell’8 ottobre 2000, Gianfranco Mazzoni commentatore RAI non si trattiene. La Ferrari dopo due decadi di digiuno torna sul tetto del Mondo. Quando chiedete ad un ferrista quale sia la sua gara e il suo momento più epico, risponderà sempre con il GP del Giappone del 2000. Il giorno in cui Schumacher e la Ferrari riuscirono nella loro missione di riportare a Maranello, il Titolo piloti di Formula 1.

Quel GP del Giappone tra fantasie e realtà

Le nubi che avvolgevano Suzuka quel giorno parevano mettere dinanzi alla Ferrari un’altra giornata amara. Michael però ci credeva come a crederci era il popolo rosso e tutti gli uomini di Maranello. La partenza mise davanti il grande rivale Mika Hakkinen grazie ad un sistema che aiutava le McLaren negli start di Formula 1. I giri passavano e Mika, tuttavia, non fuggiva e le speranze restavano intatte. Schumacher controllava il rivale, era lì a due secondi ma prima della seconda sosta il tedesco capì che era il momento. Al 37esimo giro Hakkinen rientrò, mentre il teutonico rimase in pista e per tre giri diede il meglio di sé. La F1-2000 pareva una ballerina di danza classica al massimo della sua forma alla Scala di Milano. Ross Brown aveva vinto la battaglia contro Adrian Newey, la Ferrari era un raggio di sole tra le nubi del Sol Levante.
Schumacher rientrò al pit dopo quelle tre tornate e i meccanici andavano il doppio, era tutto nelle loro mani. La rossa del tedesco ripartì e Mika era ancora all’inizio del rettilineo. Era fatta, Schumacher era in testa! L’immagine dei meccanici festanti sulla piazzola del pit fecero il giro del pianeta, ora era tutto nelle mani del pilota. I 16 giri restanti sono i più importanti nella carriera di Schumacher che vedeva il traguardo vicino ma l’ansia saliva. L’ansia saliva anche dalle TV, l’Italia era ferma e congelata. Tutti avevano paura che qualcosa potesse capitare. Ogni tornata che passava l’unica cosa a cui si pensava era all’esposizione della bandiera a scacchi. Che giunge poco dopo le 9 di mattino di un 8 ottobre che resterà per sempre nella memoria collettiva.

Il mito di Schumacher nacque così 

Una volta tagliato il traguardo la gioia era incontenibile ed anche un signore come Schumacher non si trattenne. I pugni contro il volante, il team radio dove diceva che era fatta, la missione era compiuta. La Ferrari era tornata Campione del Mondo! Quel giro d’onore per Michael fu la consacrazione di una scelta fatta nel 1995. Quando decise di andare via dalla Benetton che vinceva per andare in una Ferrari messa male ma pur sempre il simbolo della Formula 1. Voleva dimostrare a tutti che lui poteva riportare l’iride a Maranello e così fece. Durante quel giro festoso gli rivennero in mente tre momenti precisi della sua vita. Jerez 1997 dove combinò il pasticcio con Jacques Villeneuve, Suzuka 1998 dove pianse quando la sua rossa lo abbandono e perse il titolo contro Hakkinen e Silverstone 1999 dove s’infortuno e disse addio ai sogni di gloria.
Quel giorno di 25 anni fa iniziò il mito di Schumacher che entrò per sempre nella storia del Cavallino Rampante. Oggi se chiedete ad un tifoso chi è il suo preferito risponderà col nome del tedesco, anche se non lo ha mai visto correre. Il tedesco aveva riportato il sole nel piccolo comune di Modena. Michael aveva riportato il sole ai tanti tifosi che non sapevano nemmeno più come si festeggiava. La maledizione fu spezzata, quella che pareva non terminare mai. Di colpo il nome di Jody Scheckter non era più visto con i brividi ma divenne un normale Campione di Formula 1 con la rossa. Michael aveva mantenuto fede alla parola data, perché lui stesso ci credeva più di chiunque altro.

La Ferrari aprì il suo grande ciclo in Formula 1

Quella gara dell’8 ottobre di 25 anni fa è ricordata come la più bella per i tifosi Ferrari. Luca Cordero di Montezemolo ai tempi Presidente della Ferrari raccontò di come la gente scese nelle piazze per festeggiare. Maranello era un fiume rosso ma lo era tutta l’Italia. Iniziava così l’epoca d’oro del Cavallino Rampante in Formula 1 con Schumacher che riscrisse tutti i record e con Jean Todt e Ross Brown che divennero figure iconiche tra i tifosi. L’8 ottobre pare proprio il giorno di Schumacher e la Ferrari perché poi in quella data nel 2006 sancì la fine di un momento idilliaco. Il racconto di quella giornata triste arriverà, ma non oggi, perché oggi ci si ricorda di quanto sia bello sognare qualcosa ed aspettare che essa si realizzi, per riviverla nell’eternità e ricordare ogni momento vissuto dall’inferno al paradiso.
FOTO: Formula 1

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