“
Michael Schumacher c’è la fatta, sì
Michael Schumacher è Campione del Mondo, riporta il titolo iridato a Maranello
21 anni dopo Jody Scheckter. Campione del Mondo, Michael Schumacher e la
Ferrari, i colori dell’arcobaleno sulle insegne del Cavallino Rampante. Campione
del Mondo, Michael Schumacher è Campione del Mondo”. Ore 09:03 italiane
dell’8 ottobre
2000, Gianfranco Mazzoni commentatore RAI non si trattiene. La
Ferrari dopo due decadi di digiuno torna sul tetto del Mondo. Quando chiedete
ad un ferrista quale sia la sua gara e il suo momento più epico, risponderà
sempre con il GP del Giappone del 2000. Il giorno in cui Schumacher e la
Ferrari riuscirono nella loro missione di riportare a Maranello, il Titolo piloti
di Formula 1.
Quel
GP del Giappone tra fantasie e realtà
Le nubi che avvolgevano
Suzuka quel giorno parevano mettere dinanzi alla
Ferrari un’altra giornata
amara. Michael però ci credeva come a crederci era il popolo rosso e tutti gli
uomini di Maranello. La partenza mise davanti il grande rivale Mika Hakkinen grazie
ad un sistema che aiutava le McLaren negli start di Formula 1. I giri passavano e Mika,
tuttavia, non fuggiva e le speranze restavano intatte. Schumacher controllava
il rivale, era lì a due secondi ma prima della seconda sosta il tedesco capì
che era il momento. Al 37esimo giro Hakkinen rientrò, mentre il teutonico
rimase in pista e per tre giri diede il meglio di sé. La
F1-2000 pareva una
ballerina di danza classica al massimo della sua forma alla Scala di Milano.
Ross Brown aveva vinto la battaglia contro
Adrian Newey, la Ferrari era un
raggio di sole tra le nubi del Sol Levante.
Schumacher rientrò al pit
dopo quelle tre tornate e i meccanici andavano il doppio, era tutto nelle loro
mani. La rossa del tedesco ripartì e Mika era ancora all’inizio del rettilineo. Era fatta, Schumacher era in testa! L’immagine dei meccanici festanti sulla
piazzola del pit fecero il giro del pianeta, ora era tutto nelle mani del
pilota. I 16 giri restanti sono i più importanti nella carriera di Schumacher
che vedeva il traguardo vicino ma l’ansia saliva. L’ansia saliva anche dalle
TV, l’Italia era ferma e congelata. Tutti avevano paura che qualcosa potesse capitare.
Ogni tornata che passava l’unica cosa a cui si pensava era all’esposizione
della bandiera a scacchi. Che giunge poco dopo le 9 di mattino di un 8 ottobre
che resterà per sempre nella memoria collettiva.
Il mito di Schumacher nacque così
Una volta tagliato il traguardo la gioia
era incontenibile ed anche un signore come Schumacher non si trattenne. I pugni
contro il volante, il team radio dove diceva che era fatta, la missione era
compiuta. La Ferrari era tornata Campione del Mondo! Quel giro d’onore per
Michael fu la consacrazione di una scelta fatta nel 1995. Quando decise di
andare via dalla Benetton che vinceva per andare in una Ferrari messa male ma pur
sempre il simbolo della Formula 1. Voleva dimostrare a tutti che lui poteva
riportare l’iride a Maranello e così fece. Durante quel giro festoso gli
rivennero in mente tre momenti precisi della sua vita. Jerez 1997 dove combinò
il pasticcio con Jacques Villeneuve, Suzuka 1998 dove pianse quando la sua
rossa lo abbandono e perse il titolo contro Hakkinen e Silverstone 1999 dove
s’infortuno e disse addio ai sogni di gloria.
Quel giorno di 25 anni fa iniziò il mito
di Schumacher che entrò per sempre nella storia del Cavallino Rampante. Oggi se chiedete ad un tifoso chi è il suo preferito risponderà col nome del tedesco, anche se non lo ha mai visto correre. Il tedesco aveva riportato il sole nel piccolo
comune di Modena. Michael aveva riportato il sole ai tanti tifosi che non sapevano
nemmeno più come si festeggiava. La maledizione fu spezzata, quella che pareva
non terminare mai. Di colpo il nome di Jody Scheckter non era più visto con i
brividi ma divenne un normale Campione di Formula 1 con la rossa. Michael aveva
mantenuto fede alla parola data, perché lui stesso ci credeva più di chiunque
altro.
La
Ferrari aprì il suo grande ciclo in Formula 1
Quella gara dell’8 ottobre di 25 anni fa
è ricordata come la più bella per i tifosi Ferrari. Luca Cordero di Montezemolo
ai tempi Presidente della Ferrari raccontò di come la gente scese nelle
piazze per festeggiare. Maranello era un fiume rosso ma lo era tutta l’Italia.
Iniziava così l’epoca d’oro del Cavallino Rampante in Formula 1 con Schumacher
che riscrisse tutti i record e con Jean Todt e Ross Brown che divennero figure
iconiche tra i tifosi. L’8 ottobre pare proprio il giorno di Schumacher e la
Ferrari perché poi in quella data nel 2006 sancì la fine di un momento
idilliaco. Il racconto di quella giornata triste arriverà, ma non oggi, perché
oggi ci si ricorda di quanto sia bello sognare qualcosa ed aspettare che essa
si realizzi, per riviverla nell’eternità e ricordare ogni momento vissuto dall’inferno
al paradiso.
FOTO: Formula 1