Ferrari e l’occasione mancata: l’incontro a Monza tra Todt e Senna che poteva riscrivere la F1

Formula 1
giovedì, 16 aprile 2026 alle 22:15
Senna poteva andare alla Ferrari: il destino poteva essere diverso
Jean Todt ha raccontato gli anni gloriosi vissuti con la Ferrari, rivelando che ci furono dei contatti per portare Ayrton Senna a Maranello, ma poi non si fece nulla.
Il grande intuito di portare il francese Jean Todt alla Ferrari fu di Luca Cordero di Montezemolo, nell’ormai lontano 1993, quando era il presidente della Ferrari. L’obiettivo era scritto, tornare a vincere il Titolo piloti di Formula 1 che mancava dal 1979 con Jody Scheckter. Nella realtà sappiamo che solo nel 2000 si mise fine alla maledizione che era iniziata dopo il trionfo del sudafricano, ma quello che è emerso, fa pensare che la storia poteva andare diversamente. L’attesa poteva essere la stessa, ma il destino Ferrari e della F1 sarebbe cambiato radicalmente.

La chiamata 

L’inizio degli anni ’90 per Luca Montezemolo furono davvero importanti: era il direttore generale del comitato organizzativo del mondiale di calcio organizzato in Italia e subito dopo divenne vicepresidente della Juventus. Nel 1991 tuttavia, inizia la storia che più ci interessa: Montezemolo torna a Maranello e diventa il Presidente della Ferrari. Era una scoperta di Enzo Ferrari, colui che avrebbe guidato il Cavallino rampante a tornare a vincere in Formula 1. Nel ’93chiamò Todt per cercare di comporre un puzzle vincente. Si fidò cecamente del transalpino. Quell’anno Jean doveva decidere cosa fare della scuderia, doveva capire i piloti del futuro, ma questi piloti non potevano cambiare a breve. Un pilota però, voleva quella tuta, e la voleva f già nel 1994. Qualcosa andò storto, o meglio, il team principal della Ferrari ha spiegato bene com'è andata.

Senna vicino alla Ferrari

Todt spiega bene che già nel ’93 ci furono dei contatti tra lui e l’asso brasiliano e il tutto inziò a Monza, durante il GP d’Italia. Ayrton Senna era ormai lontano dalla McLaren che non riusciva più a battagliare contro la Williams, che nel frattempo era diventata la dominatrice di quel momento. Senna voleva vestire in rosso e s'incontrava con il francese per capire come poter arrivare ad un accordo. Erano alloggiati nello stesso hotel. La voglia c’era da entrambe le parti: Ayrton sapeva che la Ferrari ai tempi non era la miglior vettura ma vestire quella tuta è il sogno di ogni pilota di Formula 1. Alla squadra italiana serviva un gran pilota per avviare il nuovo corso.
Il problema fu che il pilota voleva vestire la divisa di Maranello già nel '94 ma per Todt questo non era possibile. I sedili erano già stati garantiti a Gerhard Berger e Jean Alesi, questo perché la rivoluzione a Maranello doveva partire dal ’95. Jean spiega come loro puntavano ad essere pronti per battagliare dal 1996 e quindi portare Senna nel ’94 poteva significare che rischiavano di bruciare un potenziale binomio vincente. L’accordo, dunque, non si raggiunse tanto che Ayrton andò in Williams e la Ferrari tenne anche nel ’95 Berger ed Alesi. Nel ’96 ci fu l’arrivo in Ferrari di Michael Schumacher e di Eddie Irvine. Purtroppo Senna sarebbe mancato quel maledetto primo maggio 1994 a Imola, schiantandosi al Tamburello al volante della Williams.

Un bivio del destino

Oggi potremmo dire che se le cose fossero andate diversamente, magari Ayrton sarebbe ancora fra noi. La storia poteva andare diversamente, ma va detto che il 1994 fu davvero un anno strano. Senna era sicuro che con la casa di Grove sarebbe ritornato a vincere il titolo di Formula 1 ma la FIA bloccò la Williams ed uscì fuori la Benetton che vinse il titolo con Schumacher. La verità è che se fosse andato subito in Ferrari forse nel ’97 Senna avrebbe vinto il Titolo. Magari quella molla che l'ha ucciso, poteva rimbalzare più in basso nell'abitacolo della Williams, e il matrimonio con la Ferrari si sarebbe potuto celebrare l'anno dopo. Tutte supposizioni che nemmeno un gioco manageriale ci può svelare. Al posto di Senna in Ferrari finì andò Michael Schumacher in Ferrari, dando vita ad un ciclo di trionfi incredibile. Michael al volante e Todt ai box: una coppia formidabile.
Ayrton Senna è diventato l'eroe sfortunato della Formula 1. Sarebbe potuta andare molto diversamente.
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FOTO: Formula 1

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