Marc Marquez tra coraggio e dolore: la spalla continua a preoccupare

MotoGP
lunedì, 01 giugno 2026 alle 9:33
Marc Marquez
Marc Marquez cala il sipario sul GP del Mugello con un quinto posto nella MotoGP Sprint del sabato e il settimo in gara. Un bottino alquanto magro per il campione di Cervera, ancora alle prese con i postumi dell'ultimo infortunio subito a Le Mans. Per il nove volte iridato si tratta dell'ottavo ritorno in pista dopo il grave incidente di Jerez nel 2020.

Il duello con Pedro Acosta

Ancora una volta sul primo gradino del podio sale Marco Bezzecchi con la sua Aprilia. Il pilota romagnolo, con la quarta vittoria stagionale su sette GP, diventa un vero candidato per il titolo mondiale 2026 e per Marc Marquez sarà difficile recuperare il gap in classifica lievitato a 102 punti. L'asso del team Lenovo Ducati è ancora alle prese con una condizione fisica non perfetta.
Eppure, su un circuito molto ostico e difficile come il Mugello, il risultato del weekend è da considerarsi quasi eccellente. Regala uno spettacolare duello in pista con Pedro Acosta, futuro compagno di squadra, con l'alfiere KTM che ha la meglio. Ma è solo un antipasto di quello che vedremo nella prossima stagione MotoGP, quando i due spagnoli vestiranno gli stessi colori e avranno la stessa moto.

La vera sfida con se stesso

Il Gran Premio d'Italia ha rappresentato una vera sfida per Marc Marquez. Molti al posto suo avrebbero preferito attendere il prossimo circuito per ritornare a seguito di un'operazione chirurgica. "La decisione di correre qui al Mugello è stata coraggiosa, perché è un circuito in cui non ti senti a tuo agio se sei già infortunato, soprattutto dopo un intervento chirurgico. Ma ho deciso di venire e penso che abbiamo fatto molto bene questo fine settimana", ha detto il campione in carica della MotoGP. Nelle fasi iniziali ha spinto al limite, prima di rallentare nel finale, quando le forze sono andate in riserva.
La lotta per il sesto posto ha infiammato il pubblico, ma alla fine ha dovuto darla vinta al giovane Pedro. "Nella sfida con Acosta avevo una moto superiore, quindi mi sono affidato alla mia esperienza. Sapevo che se mi avesse superato nella parte finale del circuito, lo avrei superato di nuovo sul rettilineo. Ho giocato bene le mie carte lì, finché non sono arrivati ​​Ogura e Di Giannantonio, che erano molto più veloci, ed è lì che le mie possibilità sono finite". Massima concentrazione e prudenza, queste le parole d'ordine per Marquez sul tracciato toscano. "Le due curve dell'Arrabbiata non sono più il mio punto forte, ho perso più tempo del solito, perché le cadute qui costano care".

Finale in calo fisico

Il finale di gara è stato davvero difficile per Marc, ma fa parte del processo di recupero. I muscoli hanno iniziato a tirare e a fare male. "Bisogna respirare. Ovviamente, l'improvvisa accelerazione arriva in quelle due o tre curve, ma, beh, ho visto che alla fine della gara era molto più veloce di noi. Ero completamente fuori forma sulla moto e anche con un piccolo movimento non sarei riuscito a evitare la caduta. È stato allora che ho deciso di gettare la spugna e finire dove scapitava. Se ci fosse stato qualcuno dietro di me mi avrebbe sicuramente superato".
Quanto tempo ci vorrà per recuperare definitivamente? Difficile dare una risposta, ma fra qualche giorno il Mondiale MotoGP torna in azione in Ungheria. Il circuito si preannuncia meno arduo rispetto al Mugello, vedremo come reagirà la spalla di Marc Marquez. Intanto sorgono dubbi sul pieno recupero del campione che, dopo la caduta a Mandalika dell'anno scorso, non è più lo stesso in sella alla Ducati Desmosedici.
"Per me, la cosa più importante e fondamentale è che non ho avuto alcun formicolio alla mano. Avevo piena sensibilità, ero stanco, ma con sensibilità, e questa è stata la cosa più importante. L'obiettivo primario dell'operazione era migliorare l'aspetto neurologico. E questo è migliorato. Ora, logicamente, dovremo capire dove si trova il 100%... Sento ancora di essere lontano da dove vorrei essere. La vera incognita è se riuscirò a raggiungere quel livello. Ci proveremo e poi vedremo se è possibile o no".
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