Noah Dettwiler è tornato a correre. Il giovane pilota svizzero,
trascorso quasi un anno dal terribile incidente di Sepang, dopo il via libera ottenuto dai medici ha chiuso Gara 1 del CIV Supersport a Vallelunga in quindicesima posizione, conquistando il suo primo punto.
Un risultato che pesa più di qualsiasi cosa se si pensa a come era finita la sua ultima apparizione agonistica. Nel giro di ricognizione del Gran Premio della Malesia del Mondiale Moto3, l'ex Rookies Cup procedeva lentamente a bordo pista per problemi tecnici salvo poi venire tamponato ad altissima velocità da Jose Antonio Rueda, allora neo-Campione del Mondo di categoria. Sbalzato in aria, Dettwiler riportò una frattura esposta alla gamba sinistra e lesioni interne gravissime, tanto da dover essere rianimato.
IL RITORNO DI DETTWILER
Il semaforo verde per il gran finale del CIV Supersport 2026 a Vallelunga è arrivato al quarto tentativo. Nei precedenti round i referti medici rilasciati in Svizzera non erano bastati ai medici di gara. Sul tracciato di Campagnano di Roma, il debutto "pubblico" di Noah Dettwiler con la Ducati Panigale V2 del team Kuja Racing è stato incoraggiante: sesto sul bagnato nella prima sessione di qualifiche, undicesimo nelle Q2 disputatesi in condizioni miste. In una Gara 1 che ha consegnato il titolo a Lorenzo Dalla Porta (Promodriver) con Niccolò Antonelli (Team AltoGo) sul gradino più alto del podio, il classe 2005 ha concluso ai margini della zona punti in piena bagarre con Kevin Sabatucci (convocato da Team Vieri Racing in sostituzione dell'infortunato Andrea Campaci).
LA FELICITÀ
"È stato incredibile dopo quasi un anno", ha raccontato Noah Dettwiler, aspettando Gara 2 in programma più tardi nel pomeriggio. "Con la Ducati non avevo mai potuto provare una partenza sull'asciutto e non avevo mai usato le gomme Dunlop: in tutti i test aveva girato con le Pirelli, quelle usate nel Mondiale. Nonostante questo, il via libera di venerdì mattina è stata la vittoria più grande della mia carriera. Adesso possiamo guardare con più ottimismo e non dobbiamo più preoccuparci del controllo medico".
PLACCA NELLA GAMBA
Lo svizzero attribuisce la sua ripresa ai medici malesi. "Mi avevano già curato in modo esemplare in pista e anche gli interventi in ospedale alla fine mi hanno salvato la vita. In Svizzera i medici hanno dovuto occuparsi solo della gamba. Ho ancora una placca di metallo, ci resterà per almeno sei mesi. La sento, questa lesione non è ancora del tutto guarita. Ho vissuto un periodo molto difficile, dovendo prendere decisioni importanti per il mio futuro. Senza la mia famiglia, mia sorella, il mio manager Daniele Camuso e tutto l'ambiente difficilmente ce l'avrei fatta".
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