Vicente Pérez Selfa, Campione divisivo del CIV: "Ecco perché sono rimasto in Moto3"

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Vicente Pérez Selfa si è laureato Campione CIV Moto3 2026: secondo titolo tricolore tra scelte impopolari e un futuro tutto da scrivere.
La gara probabilmente più combattuta della stagione ha incoronato il pilota più atteso e facilmente pronosticatile alla vigilia. Come Alessandro Delbianco nella top class Superbike, Vicente Pérez Selfa ha vinto in un sol colpo Gara 1 di Vallelunga e il titolo 2026, il personale secondo in carriera in sella all'originale 2WheelsPoliTo del team 2WP GP Project dopo la precedente affermazione del 2023. In un'avvincente lotta colpo-su-colpo con un Mirko Gennai (PoliMi Motorcycle Factory) in stato di grazia, lo spagnolo non si è accontentato del secondo posto, sferrando l'attacco decisivo soltanto nel finale. Modalità un po' insolita per l'originario di Valencia, impegnato occasionalmente nel Mondiale Moto3 nell'ultimo triennio, abituato a fare il vuoto dietro di sé forte di una netta supremazia tecnica e velocistica. In determinate situazioni, si può fare uno strappo alla regola, ma ciò che conta è la sostanza. Vanificato il primo match point con la scivolata in Gara 2 di Cremona, al secondo tentativo Vicente non ha mancato il colpo. Garantendosi il nono hurrà stagionale e la tabella tricolore, entrando sempre più nella storia di una categoria alla ricerca di una nuova dimensione nel circus del CIV.

Vicente, obiettivo raggiunto non senza sudare le sette camicie...

"È stata la gara in cui mi sono divertito di più e, al tempo stesso, quella in cui ho sofferto maggiormente. Non riesci a sfruttare al massimo a tua disposizione se non guidi sciolto. Sapevo di avere del margine su Gennai, ho preferito controllare onde evitare di commettere errori. Alla fine mi sono buttato... è andata bene. Tutto avrei voluto all'infuori di una caduta, volevamo chiudere definitivamente i giochi. Domani (oggi, ndr) proveremo a replicare il risultato di oggi e concludere in bellezza la stagione".

Hai sentito la pressione dopo la caduta di Cremona?

"No. In questi anni ho imparato a convivere con la pressione. Quando qualcosa dipende da te stesso, non si deve avere paura. Entro in pista sapendo di dover dare il massimo, convinto del mio potenziale".

Quando sbagli finisci puntualmente al centro delle critiche, ti sei dato una spiegazione?

"Tutti si aspettano che vinca ogni gara o che conquisti sempre la pole position. Io non la vedo così: non corro da solo. Insieme a me ci sono altri piloti, anche di fama mondiale, come lo stesso Gennai. Non bado alle critiche che vengono mosse nei miei confronti. Inoltre, ho maturato una mia teoria...".

Ovvero?

"Una parte del paddock mi apprezza, l'altra metà mi detesta".

Una ragione può essere attribuita alla tua prolungata permanenza tra le Moto3?

"Ci può stare. Evidentemente le mie scelte di carriera non sono state ben viste da tutti, ma la ragione è presto spiegata. Quanti soldi ci vogliono per correre in un Mondiale? Ecco. Io provengo da una famiglia umile, non posso permettermi di pagare per le corse. Non mi trovo in Moto3 perché l'ho voluto... ho prolungato la mia militanza in questa categoria perché sin qui non ho potuto cambiare".

Questo trionfo apre nuovi scenari per il tuo futuro?

"Gli addetti ai lavori guardano un po' con riluttanza alla Moto3, ma anche con le piccole cilindrate le velocità del pilota è indicativa. Nella quotidianità mi alleno con un 600cc. Non faccio mistero che, alle giuste condizioni, mi piacerebbe salire di categoria per dimostrare che posso andare forte anche con moto di cilindrata superiore. Ci sto lavorando, spero di trovare un team competitivo con un progetto solido. Ovunque io vada punterò a vincere, non per fare secondo: non è nel mio stile".

Suonano come parole d'addio...

"Ho bisogno di nuovi stimoli. Non continuerò con la Moto3 la prossima stagione. Mi sono ripresentato al via per riprendere un discorso che avevo lasciato in sospeso con 2WP GP Project. Sai, lo scorso anno avevamo vinto le prime due gare stagionali, salvo poi ricevere le proposte per subentrare come sostituto nel Mondiale Moto3 (da MLav e MTA, ndr). Non me la sono sentita di rifiutare, ma così facendo ho finito per lasciare la squadra senza pilota. Avevo un debito nei loro confronti. Volevamo chiudere il cerchio e ci siamo riusciti".

Sono ormai diversi anni che frequenti il CIV, ti senti un po' italiano?

"Molto, infatti sto per prendere la doppia nazionalità (ride, ndr)! L'Italia mi piace, voi italiani non siete troppo diversi da noi spagnoli. Una serie di circostanze mi hanno portato al CIV in passato e, sebbene qualche volta le nostre strade si siano allontanate, anche solo per un po', mi sono sempre sentito a mio agio. Ho conosciuto persone che si sono messe in gioco per me. Ringrazio tutte le squadre con cui ho corso in questi anni, sono stati e continueranno ad essere una seconda famiglia per me".

Malgrado lo scarso numero di adesioni, la Moto3 è destinata a rimanere nel CIV. Sei favorevole?

"È giusto, l'alternativa quale sarebbe? Una sorta di Talent Cup? Non avrebbe molto senso...".

Il CIV Moto3 è terra di conquista degli spagnoli. Oltre a te si sta mettendo in evidenza Victor Cubeles, che cosa pensi di lui?

"Lo stimo tantissimo. Lo attende un bel futuro, ne sono convinto. Le sue qualità sono davvero impressionanti, uno di quei piloti "toccati dalla bacchette magica", che nascono con il talento".
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