A Estoril lo spagnolo si è dimostrato più competitivo rispetto ai round precedenti: era anche vicino a risalire sul podio, ma ha vanificato tutto con un errore che un po' potrebbe rimpiangere.
Il 21 novembre compirà 42 anni, ma
Alvaro Bautista nel recente round Superbike in Portogallo ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dare. La Superpole si è confermata un tallone d'Achille per lo spagnolo, che non è andato oltre il dodicesimo tempo, condannandosi a partire dalla quarta fila. In Gara 1 la sua rimonta si è fermata al nono posto, però in Superpole Race ha conquistato un ottimo quinto posto che gli ha permesso di partire in seconda fila in
Gara 2.
Nell'ultima manche del weekend a Estoril ha sfoderato una prestazione di ottimo livello che gli stava dando la possibilità di tornare sul podio, cosa che gli mancava dal primo round SBK 2026 a Phillip Island. Al diciassettesimo giro, mentre occupava il terzo posto, è caduto in curva 1 e ha buttato via tutto. A caldo, la sua reazione è stata di grande rabbia e disperazione, non si capacitava del fatto di essere finito a terra dopo una gara pressoché perfetta. Alberto Surra era vicino, non sappiamo chi avrebbe avuto la meglio nel finale, però il pilota del Barni Spark Racing Team aveva la sua chance di raggiungere un obiettivo al quale teneva.
Superbike, il rammarico di Bautista
Il due volte campione del mondo Superbike è dispiaciuto per la sua caduta, anche se non ritiene di aver sbagliato qualcosa di specifico: "Non è stato davvero un errore - riporta il sito ufficiale WorldSBK -. Non ho fatto niente di diverso e non mi sentivo al limite, in altri giri ero più al limite. Sono semplicemente caduto perdendo l'anteriore. È un peccato perché abbiamo dimostrato che la velocità c'è e che lottiamo sempre, non ci siamo mai arresi. Questa stagione è stata molto dura per noi. Si vedono solo i risultati, ma in realtà abbiamo riscontrato molti problemi durante l'anno. Fa male, ma onestamente, preferisco cadere così piuttosto che finire ottavo. La moto funzionava più o meno in modo accettabile e abbiamo lottato con gli altri piloti".
Alvaro Bautista: a Jerez ultima apparizione nel WorldSBK?
Nel 2027 non sarà più nel Barni Spark Racing Team, non ha ancora una sistemazione nel Mondiale Superbike o in un altro campionato, ma Bautista è tranquillo: "Non so cosa mi riserverà il futuro. Per fortuna, tornerò in sella venerdì. Spero di ritrovare il feeling con cui abbiamo chiuso a Estoril, di essere competitivo lì e cercare di terminare la stagione nel miglior modo possibile. Non sono preoccupato per il futuro, penso di essere preparato per ogni tipo di situazione. Mi sento forte, mi sento un buon pilota e posso lottare per una buona posizione in campionato. Vorrei essere un pilota da corsa, mi piace correre".
Lo spagnolo si ritiene assolutamente in grado di continuare a correre nel WorldSBK: "Credetemi, se sentissi di non avere la velocità o di non poter essere competitivo, tornerei a casa, ma sento di avere la velocità e di poter ottenere buoni risultati. Ho la velocità e non mollerò mai. Il giorno in cui non sentirò più la grinta dentro di me, resterò a casa".
A Jerez ultimo round da pilota SBK?
A novembre spegnerà 42 candeline, nel WorldSBK ha scritto una pagina di storia importante riportando Ducati a vincere il titolo dopo un digiuno di oltre dieci anni. Nel biennio 2022-2023 ha sconfitto campioni come Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea, prima di essere frenato dalla regola sul peso minimo che lo ha costretto a correre con una zavorra di 6-7 kg che lo ha inevitabilmente condizionato. Non ha più nulla da dimostrare.
Nel weekend ci sarà l'ultimo round del campionato mondiale Superbike 2026. A Jerez, nella sua Spagna, Alvaro potrebbe vivere l'ultima sua apparizione nella categoria. Anche se continua a ripetere di sentirsi competitivo e di voler continuare a correre, ad oggi non ha una sella per il prossimo anno:
la griglia 2027 è sostanzialmente completa, è difficile pensare che possa crearsi spazio per lui. Vedremo se ci saranno colpi di scena. Intanto, Bautista è determinato a chiudere al meglio con la Ducati del team Barni, il resto si vedrà.
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