La Ducati si mette alle spalle l'ostacolo di Mandalika e punta dritto al titolo MotoGP con Marc Marquez. Il campione in carica ha mantenuto invariato il distacco in classifica da Jorge Martin e vede andare via "il peggior circuito" del campionato. Gigi Dall'Igna e
Davide Tardozzi possono dormire sonni tranquilli in vista del prossimo round a Phillip Island...
Il piano "diabolico" di Marc
Ancora una volta Marc Marquez ha saputo fare la differenza in sella alla Desmosedici. Ha saputo mettere pressione sul diretto avversario Jorge Martin, come avvenuto nelle qualifiche. Ha disturbato il ritmo del rivale dell'Aprilia tallonandolo durante il secondo giro lanciato. Marc guarda i tempi sul giro e capisce chi non può permettersi di perdere un giro veloce al secondo tentativo. Poi li prende di mira per sfruttare la scia e confonderli. Jorge ha provato a rallentare per lasciarlo passare, ma Marc si è rifiutato e gli ha messo il fiato sul collo.
Marquez "conquistadores" in difesa
La "genialità" di Marquez ha permesso al campione in carica di conquistare una sorprendente vittoria nella Sprint dopo che le Aprilia si sono messe in difficoltà a vicenda. Raul Fernandez e Marco Bezzecchi si sono scontrati alla curva 1, prima che 'Martinator' registrasse problemi di pressione agli pneumatici. Domenica Aprilia ha poi confermato il pronosticato dominio con una storica tripletta, ma Marc ha limitato i danni, conquistando il sesto posto e rivelandosi il miglior pilota Ducati.
Forse non poteva sperare
in un risultato migliore. Ha stretto i denti e segnato punti preziosi, anche in una posizione difensiva. Chiara la sintesi di Gigi Dall'Igna all'indomani del weekend di MotoGP a Mandalika. "
Abbiamo limitato i danni grazie alla pura abilità ed esperienza, su una pista che sapevamo sarebbe stata difficile, forse la peggiore, e sicuramente una che favoriva i nostri avversari".
La classe di Marc Marquez, ancora una volta, non passa inosservata e conferma la volontà di Borgo Panigale a volersi tenere stretto il proprio campione. "In questo Gran Premio si è vista tutta la genialità di Marc. Essere pronto quando conta di più per conquistare un inaspettato primo posto. E dimostrare l'intelligenza tattica di gestire i momenti critici quando la moto non è la più forte del gruppo, traendo il massimo da ogni situazione, anche dalle più sfavorevoli".
L'evoluzione della Ducati Desmosedici
Ducati si è messa alle spalle un grande ostacolo nel Mondiale MotoGP, Marc Marquez ha stupito nuovamente. Per alcuni il merito va alla Desmosedici GP26, cucita addosso al fenomeno di Cervera. Nessun collega di marca riesce a fare altrettanto... Una teoria che Davide Tardozzi rimanda ai mittenti. "Non è assolutamente vero che Marquez si sia fatto costruire la moto secondo le sue specifiche; sono solo chiacchiere da bar. Chiunque sia coinvolto nello sviluppo della moto sa perfettamente cosa è stato fatto per lui e cosa è stato fatto per gli altri".
In ogni caso le Ducati differiscono da pilota a pilota, in base alle richieste dei singoli. "Pecco ha una carenatura diversa da quella di Marc e per molto tempo ha utilizzato un'aerodinamica diversa sul forcellone rispetto a Marquez. Ciascuno dei piloti ufficiali, compresi Di Giannantonio e Alex Marquez, ha la possibilità di scegliere soluzioni diverse. Non costruiamo la moto per Marc Marquez, non funziona così", ha concluso il team manager di Ducati.
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