Marc Marquez e il sesto posto a Mandalika: "Era un sogno", ecco perché ha scelto di non rischiare

MotoGP
MotoGP Indonesia: Marc Marquez sesto e felice
Per Marc Marquez il sesto posto nel Gran Premio d'Indonesia non è una sconfitta, ma il risultato che avrebbe firmato prima ancora di arrivare in pista. Mandalika è il circuito peggiore del calendario per il sette volte campione del mondo, che dal 2022 non era mai riuscito a vedere la bandiera a scacchi di un GP su questo tracciato.
Quella serie negativa si è interrotta: dopo la vittoria nella Sprint del sabato, il pilota Ducati ha chiuso la gara lunga in sesta posizione, a oltre 10 secondi dal vincitore Marco Bezzecchi. Con Jorge Martin terzo, Marquez lascia l'Indonesia come c'era arrivato, a due punti dalla vetta del Mondiale. Della gara dominata da Aprilia abbiamo parlato in MotoGP GP Indonesia: Bezzecchi spaziale, Aprilia padrona, e le Ducati? Cronaca e classifica.

"Lo abbiamo ottenuto sulla pista peggiore"

Il bilancio del numero 93 è netto: "Allora, è facile da spiegare. Se giovedì mi avessi detto che nell'arco di tutto il weekend avrei perso solo tre punti da Bezzecchi e sarei rimasto pari con Martin, era un sogno. E lo abbiamo ottenuto, sulla pista peggiore per noi".
Lo spagnolo non nasconde però le difficoltà della domenica: "Abbiamo fatto un grande weekend, siamo riusciti a essere costanti per tutto il fine settimana. È vero che in gara abbiamo sofferto molto, soprattutto nella seconda parte. Ma sono semplicemente contento di come si chiude il weekend".

Gomma posteriore e la scelta in curva 10

Il limite è stato il calo di grip al posteriore. Nella staccata della curva 10, dove è stato sorpassato più volte, Marquez ha deciso consapevolmente di non forzare: "Il posteriore ha avuto un calo enorme. L'anteriore era perfetto. È vero che alla curva 10 ho mollato un po', ma era la mia strategia".
Una scelta dettata dal passo: "Nessun rischio, perché a 12 giri dalla fine, sentendo il ritmo, sapevo che Acosta e Ogura mi avrebbero superato comunque, e forse anche Di Giannantonio, anche se alla fine DiGia ha mollato. Non frenavo tardi, nessuna fiducia. In alcuni giri singoli delle prove ci ero riuscito, ma oggi sentivo che c'era più da perdere che da guadagnare".

Accettare di non essere il più veloce

Il passaggio più significativo riguarda la mentalità da campionato. Marquez ammette di aver tenuto il ritmo di Martin solo a sprazzi: "Ho spinto per alcuni giri e in alcuni sentivo di riuscire a tenere più o meno lo stesso passo di Martin, ma per 10 giri, come ieri nella Sprint, non per 27. È vero che devo guidare in un altro modo, devo adattarmi a molte cose".
Poi l'analisi sui rivali: "A 12 giri dalla fine sentivo che Acosta giocava con noi perché aveva problemi di pressione delle gomme. Ogura ha avuto un finale di gara fortissimo, e l'unico con cui sono riuscito a lottare è stato Diggia perché abbiamo la stessa moto. Ma gli altri piloti erano più veloci di me. A volte bisogna accettarlo ed è quello che devo fare se voglio lottare per il campionato".
La sfida iridata resta apertissima, come mostra MotoGP 2026: la classifica piloti aggiornata dopo Mandalika. Superato lo scoglio della pista più ostica, Marquez può ripartire con soli due punti da recuperare.
Marc Marquez ha 32 anni
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