Le CBR1000RR-R lontanissime in classifica ad Assen, neppure un campione come Rea può andare oltre i limiti della moto: Honda deve accelerare.
Inizio di stagione Superbike 2026 negativo per Honda, che tra infortuni e risultati deludenti sta ottenendo meno di quanto si aspettasse. Come a Portimao, anche ad Assen c'è
Jonathan Rea a sostituire Jake Dixon, che dovrebbe rientrare nel prossimo round a Balaton Park. Il sei volte iridato non sta riuscendo a fare la differenza con la CBR1000RR-R Fireblade SP, non ci ha percorso abbastanza chilometri e gli serve tempo per essere maggiormente incisivo nello sviluppo. Inoltre, c'è HRC che deve fare la propria parte nel reagire a quelle che sono le sue indicazioni tecniche.
Nelle
prove libere SBK ad Assen la situazione è stata abbastanza desolante: JR65 non è andato oltre il diciannovesimo tempo, appena dietro alla wild card Twan Smits e a 1"437 dal leader Nicolò Bulega. La top 10 è a 652 millesimi. Peggio ha fatto Somkiat Chantra, ventunesimo (terzultimo), in ritardo di 1"556 dalla vetta. Il thailandese ex MotoGP è un rookie e ha avuto un infortunio prima dei test invernali, è tornato solo a Portimao e sta faticando tanto nel suo adattamento alla moto e alla categoria.
Superbike Assen, cosa succede alla Honda? Parla Rea
Rea sta cercando di dare un contributo alla crescita della Honda in Superbike, però la situazione attuale non è semplice: "Quel che è certo è che abbiamo molto lavoro da fare - ha dichiarato - Abbiamo ricevuto molti nuovi componenti elettronici e siamo ripartiti da zero durante l'inverno. Vedo le risorse e l'impegno, percepisco l'ambizione. Vogliono progredire e per questo la base della moto deve migliorare. Mi aspetto di più, ma nonostante i loro sforzi, non sono ancora arrivati in testa. Ecco perché Honda sta investendo così tanto nel programma di sviluppo ora. Ho fatto dei test a Portimão la settimana scorsa e li farò di nuovo dopodomani: stiamo lavorando sodo. Ma spetta a Honda e HRC definire la direzione".
Il 39enne nord-irlandese sta mettendo a disposizione del progetto HRC tutta la sua esperienza e la sua voglia di essere di aiuto. Certamente è stato un danno aver avuto dei test invernali condizionati dal maltempo e aver perso i piloti ufficiali causa infortuni. JR65, che a inizio anno soffriva ancora per l'infortunio rimediato nel round a Jerez a fine campionato 2025, non può fare miracoli. Man mano che percorre più chilometri con la CBR1000RR-R Fireblade SP cerca di dare feedback utili, però poi deve essere Honda a lavorare alle soluzioni necessarie per aumentare la competitività. Un difetto della moto è la mancanza di grip posteriore, già denunciata da Iker Lecuona e Xavi Vierge in passato.
SBK, HRC ha sbagliato con la scelta dei piloti?
A proposito di Lecuona e Vierge, Rea fa intendere che forse confermare almeno uno dei due sarebbe stato meglio per lo sviluppo della moto: "È stato strano che la Honda abbia perso entrambi i piloti dopo la scorsa stagione - spiega - Ora ci manca un punto di riferimento. Come facciamo a sapere se le gare finora sono andate bene o male? Se Xavi o Iker fossero ancora qui, potrebbero dirmi di restare a casa a bere più birra. Oppure ci renderemmo conto che dobbiamo lavorare più intensamente sulla moto 2026 con questa elettronica. Per arrivare dove si trova oggi la Ducati, dobbiamo recuperare. Ma finché non ci saremo riusciti, dove pensate che saranno gli altri?".
Mentre HRC cerca la propria strada, la concorrenza va avanti e il gap può diventare ancora più grande. Il sei volte campione del mondo Superbike sta provando ad essere un leader e a guidare la crescita del progetto, ma al tempo stesso si sente l'assenza di un altro punto di riferimento nel box. Aver puntato su due rookie come Dixon e Chantra è stato un grosso rischio, finora non ha pagato. Forse sarebbe stato meglio scegliere almeno un pilota con esperienza in SBK. Non è un segreto che ci sia stato un
tentativo di ingaggiare Toprak Razgatlioglu e poi l'operazione non si è concretizzata.
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