Quando si parla di
MotorValley il bicchiere è sempre mezzo pieno. E’ la sintesi del rapporto Nomisma presentato dalla Regione Emilia Romagna con la presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un momento di difficoltà estrema per l’economia dell’intero pianeta.
Per la prima volta il celebre istituto di ricerca ha condotto uno studio molto approfondito su questo ecosistema di imprese, analizzando i i fornitori diretti di Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Pagani e Dallara. In totale 2.944 imprese con 210.000 addetti che seppure producano solo 34 mila automobili e oltre 50.000 moto, sul totale di 1,6 milioni di auto immatricolate in Italia nel 2025, genera 10,5 miliardi di euro di fatturato, pari al 25% del totale.
MotorValley è densità di valore
La cifra da sola sintetizza da sola l’eccezionale densità di valore incorporata in ogni singola vettura prodotta in questo territorio: ingegno, materiali, tecnologia, artigianalità e tradizione si traducono in un prezzo medio che non ha eguali nell’industria automobilistica e motociclistica mondiale. «Siamo una terra di gente concreta che guarda con sospetto il settore del lusso – ha detto Andrea Pontremoli, da un anno presidente della MotorValley association- ma oggi è il lusso che ci da da mangiare, pur con tutti i suoi difetti e contraddizioni è ai prodotti ad alto valore aggiunto e all’export che dobbiamo guardare».
Proprio così, la MotorValley esporta il 46% dei sui prodotti e ha un margine operativo utile del 29,45, contro il 10% della media manifatturiera. E anche il motorsport dà un bell’aiuto perché un’impresa che sa lavorare ai vertici dell’industria automobilistica e motociclistica puo’ offrire ad altri clienti, in qualunque settore, in qualsiasi nazione, il meglio della tecnologia disponibile. La capacità competitiva è esaltata dalla presenza di team satellite come Racing Bulls,
Gresini Racing e SIC58 squadra corse che svolgono un fondamentale lavoro di sviluppo.
Il turismo sportivo, che affare!
L’altro fattore che è stato sviscerato è l’indotto turistico generato dai musei e dai circuiti. La MotorValley ha quattro autodromi internazionali, un unicum nel panorama europeo. Imola ha una media di 105.000 spettatori per evento, Misano Adriatico 70.000, Varano de’ Melegari 10.000 e il recente Aerautodromo di Modena vede 2.000/3.000 persone durante gli eventi di valorizzazione dell’heritage e del motorsport. «L’anno scorso abbiamo registrato 2,6 milioni di presenze tra spettatori delle gare e visitatori dei luoghi iconici della MotorValley, - ha spiegato Roberta Frisoni, assessore al Turismo, Commercio e Sport della Regione- il 57% soggiorna almeno una notte, il 43% partecipa ad attività in giornata. Gli arrivi nei Comuni della MotorValley crescono a ritmi significativamente superiori alla media regionale e nazionale, evidenziando una dinamica strutturale e non episodica. Maranello, Modena, Borgo Panigale, Sant’Agata Bolognese, San Cesario sul Panaro, Varano de’Melegari sono luoghi conosciuti in tutto il mondo. Non si tratta di un boom momentaneo ma di una dinamica strutturale».
I prossimi eventi
Il prossimo grande appuntamento di questo sistema sarà il
MotorValleyFest in programma a Modena dal 28 al 31 maggio. Quattro giorni di eventi, esposizioni e attività che celebrano la passione per i motori e l’innovazione. Tra i temi di quest’anno spiccano il centenario Ducati e i 100 anni del Tridente, l’iconico simbolo disegnato da Mario Maserati nel 1926, ispirato alla fontana del Nettuno, al quale saranno dedicate le due serate #Tridente100Talks il 28 e il 29 maggio, nelle quali lo show room disegnato da Ron Arad e l’esclusivo atelier Bottega Fuoriserie si apriranno a visitatori provenienti da tutto il mondo per ascoltare le voci di esperti e creatori del mito.