"Compri la moto cinese? Eh ma quando ti si rompe qualcosa ti metti a piangere". Ogni giorno si sentono questi discorsi. E dire che le Benelli made in China sono le moto più vendute in Italia.
Per anni i motociclisti italiani hanno guardato all'Oriente con un misto di curiosità e terrore. Se da un lato i prezzi risultavano irresistibili, dall'altro aleggiava lo spettro del "pezzo mancante": l’incubo di una leva del freno rotta o di un sensore capriccioso capaci di trasformare una moto nuova in un monumento di arte moderna fermo in garage per mesi. Oggi, nel 2026, il panorama è profondamente mutato.
La vera rivoluzione è passata attraverso la strutturazione di hub logistici europei. I colossi che oggi dominano le classifiche di vendita hanno capito che la battaglia non si vince solo con il design ma con i magazzini. I marchi più blasonati della nuova ondata orientale hanno investito massicciamente in centri di distribuzione situati tra l'Italia, la Spagna e la Germania, portando la disponibilità dei ricambi a livelli paragonabili ai competitor giapponesi. Non è più raro ricevere un componente in pochi giorni, un traguardo che fino a cinque anni fa appariva utopistico per chiunque non cavalcasse una Honda o una BMW.
Marchi come Benelli, CFMOTO, Voge e Keeway hanno ormai magazzini in tutta Europa.
Può essere più complicato reperire i pezzi per case motociclistiche più nuove tuttavia molte delle piattaforme motoristiche cinesi hanno componenti standard. Questo significa che, in caso di emergenza, la compatibilità meccanica è molto più alta di quanto si possa pensare. Inoltre, la scelta dei grandi produttori di attingere a componentistica di primo livello permette di aggirare i canali ufficiali della casa madre, rivolgendosi direttamente al mercato del ricambio universale che garantisce reperibilità immediata in quasi ogni officina meccanica.
Chiaramente lo stesso discorso vale per le auto cinesi. Alcuni sono ancora restii a comprare una
BYD o una Omoda ma temendo di fare fatica a poi a reperire i ricambi ma non è così. Allora perché non si fiondano tutti sul made in China? In molti casi per ragioni d'immagine, di retaggio culturale in particolare nel settore auto. Benelli ha un nome italiano ed ancor oggi "fa figo" averla in garage. Vari brand cinesi di moto sono presenti nel mondo delle competizioni e quindi hanno un certo appeal. Nelle auto è diverso. Se si possiede una Leapmotor in certi ambienti si passa da "sfigati" da persone che non si possono permettere un'auto europea. Ma il vento sta cambiando...
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