Lavoro intenso in casa Yamaha per cercare di alzare il livello in una stagione MotoGP 2026 molto complicata: qualche miglioramento c'è stato, ma per Quartararo non basta.
Fabio Quartararo non vede l'ora che arrivi il 2027: anno nuovo, regolamento nuovo, team nuovo, stimoli nuovi. Questo
campionato è molto frustrante per lui, che vorrebbe lottare per podi e vittorie invece di dover contribuire a un progetto partito da zero come quello Yamaha, che dal 2026 sta adoperando il motore V4 per la prima volta nell'era MotoGP. Un anno quasi di test in vista del prossimo, sul quale la casa di Iwata punta moltissimo per tornare protagonista.
Lunedì a Jerez c'è stato un importante test MotoGP e per Yamaha è stata l'occasione di provare tante cose. Difficile recuperare tutto il gap in un giorno solo, ma era fondamentale comunque trovare una direzione per cercare di migliorare la competitività di una M1 che finora non ha mostrato particolari pregi.
MotoGP Test Jerez: Quartararo e i piccoli miglioramenti Yamaha
Da Jerez il bilancio finale di Quartararo sul test non è stato entusiasmante, pur ammettendo che qualche segnale positivo c'è stato, seppur non in grado di fare una svolta: "Abbiamo testato molte cose: telaio, forcellone, elettronica e aerodinamica, alcune delle quali avevamo già visto durante il weekend. Purtroppo non abbiamo riscontrato miglioramenti significativi. Abbiamo lavorato parecchio sull'elettronica e sembra che abbiamo un po' più di fiducia nell'avantreno, ma non si tratta di un vero e proprio miglioramento delle prestazioni".
Il pilota francese sottolinea che da diverso tempo sta chiedendo di intervenire per migliorare l'anteriore della Yamaha M1, visto che la fase di frenata risulta problematica: "È una cosa che diciamo da settembre dell'anno scorso, è un problema ricorrente per tutti noi. La moto si comporta in modo diverso in frenata, e questo complica tutto".
M1 da migliorare
Quartararo ha provato diverse varianti di aerodinamica, compresa una versione 2025, e non è tutto da buttare: "Ho provato diverse configurazioni - spiega - e l'ultima è stata la più positiva. Per me è molto importante sentirmi sicuro all'anteriore, ma devo ancora capire qual è il limite. C'è ancora molto lavoro da fare. Abbiamo testato cose che, in teoria, avrebbero dovuto avere prestazioni peggiori, ma in alcuni casi hanno funzionato meglio del previsto. Questo significa che ci sono ancora aspetti che non comprendiamo appieno".
Nonostante ci sia stato qualche piccolo passo in avanti, il pilota francese non vuole sbilanciarsi positivamente sul Gran Premio di Francia che si disputerà a Le Mans nel weekend 8-10 maggio: "Non direi di essere ottimista. Penso che andrà un po' meglio, ma non abbiamo riscontrato nulla di veramente significativo. Sono piccoli dettagli che potrebbero essere d'aiuto, ma niente di importante".
Profilo basso, non sente di aver motivo per essere particolarmente fiducioso per il suo GP di casa. Interpellato anche sul nuovo motore Yamaha, ha affermato di non aver avuto l'occasione di testarlo a Jerez: "Speravo di provarlo, ma non è stato possibile".
L'articolo originale con l'intervista in lingua spagnola su
Motosan.es