La MotoGP si sta preparando ad un cambiamento radicale che entrerà in vigore dal 2027. Da tempo i costruttori sono al lavoro sui nuovi prototipi con motore 850cc e un'aerodinamica nettamente ridimensionata. Ma forse la più grande novità su cui focalizzare l'attenzione è il cambio di fornitore pneumatici, con l'ingresso di
Pirelli al posto della Michelin.
Pirelli opterà per due mescole
Pirelli è entrata nei Campionati del Mondo Moto2 e Moto3 come fornitore di pneumatici nel 2024 sostituendo Dunlop. Debutterà in MotoGP la prossima stagione, con un contratto valido fino al 2031. Sin dal primo anno in classe regina l'obiettivo è di esordire in maniera vincente come avvenuto nelle categorie minori. Giorgio Barbier, Direttore Racing Moto di Pirelli, è pronto alla grande sfida. "Pirelli in MotoGP? Non produrremo pneumatici quadrati", ha dichiarato in maniera ironica e provocatoria in un'intervista ad 'AS'. "I record sono importanti, ma non solo. I nostri concorrenti sono nel paddock in un modo diverso da come saremo noi. Offriamo ai piloti due soluzioni di pneumatici e loro possono usare la gomma che scelgono dalle prove alla gara".
Pirelli rilancia la sfida
Nata nel 1872, Pirelli può vantare una lunga e importante tradizione, sia in strada che su pista, con le due e con le quattro ruote. Nel 1982 il costruttore ha realizzato il primo pneumatico radiale, Michelin ha seguito l'esempio a distanza di pochi mesi. "Siamo come Coca-Cola e Pepsi", ha scherzato Barbier. L'ingresso in MotoGP arriva a pari passo con il cambiamento tecnico e meccanico delle moto.
Una sfida nella sfida che Pirelli non ha esitato ad accettare. "Noi abbiamo un modo diverso di costruire pneumatici e non non seguiremo la stessa filosofia degli altri. Anche se potessi sezionare uno pneumatico Michelin, non lo copierei. Continueremo a lavorare nello stesso posto, nello stabilimento in Germania dove produciamo tutti gli pneumatici da corsa. Si trova a Breuberg, a un'ora da Francoforte."
Aspettando il 2027...
Michelin è stata in classe regina per 11 anni, quindi i costruttori dovranno fare i conti con una gomma differente.
I test privati sono già in corso già da tempo, potendo contare anche sulla lunga esperienza in SBK. "
La chiave ora è conoscere la moto e fare 140 chilometri di gara, ma stiamo già lavorando molto bene con i costruttori", ha proseguito Giorgio Barbier. "
Finora abbiamo effettuato test in condizioni primaverili e invernali e ora, con il caldo, ci aspetta una stagione di test molto importante per preparare gli pneumatici. Questo è il lavoro per ora.Se siano la parte migliore o la più importante, non posso dirlo. Ma ovviamente, capire bene le gomme è fondamentale".
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