Il round a Donington, il futuro di Kawasaki in SBK e SBK, il regolamento: l'intervista di Corsedimoto a Puccetti.
A Misano Adriatico un weekend nero, ma a Donington Park tre top 10 per Garrett Gerloff e il Kawasaki
WorldSBK Team. In Supersport il primo podio 2026 di Jeremy Alcoba, mentre Dominique Aegerter ha continuato a faticare con l'altra Ninja ZX-6R 636. Il team principal Manuel Puccetti ci ha parlato dell'ultimo round disputato prima della lunga pausa e anche di altri argomenti importanti.
Superbike-Supersport, Kawasaki: Corsedimoto intervista Manuel Puccetti
Manuel, come valuti il weekend a Donington Park?
"È stato sicuramente il miglior round della stagione. In Superbike essere arrivati vicino alla top 5 con un livello così alto della Ducati è un ottimo risultato per Kawasaki. Siamo contenti, siamo tornati ai risultati pre-Misano. Siamo soddisfatti anche del primo podio stagione in Supersport. Penso che avremmo potuto ottenere anche il secondo, se un pilota un po' troppo arrembante non avesse buttato fuori Alcoba a metà Gara 2. Penso che il potenziale della Ninja 636 sia ancora tutto da scoprire, ci sono weekend in cui siamo da podio e altri in cui siamo distanti. Purtroppo, corriamo con una punta sola. Speravamo di averne due, ma Aegerter sta vivendo un 2026 difficile".
Sappiamo che uno dei tuoi grandi obiettivi è quello di schierare due Kawasaki Ninja ZX-10RR sulla griglia del campionato mondiale Superbike. Nel 2027 riuscirai a raddoppiare le moto?
"Nel giro di un mese dovrei avere le idee un po' più chiare. Sto cercando di realizzare il progetto, ma non è semplice per motivi di budget. Comunque, non c'è ancora una decisione definitiva, ci sto lavorando".
Manuel Puccetti punta su David Salvador per il Mondiale Supersport 2027
Per il 2027 avete annunciato l'ingaggio di David Salvador in Supersport. Cosa vi aspettate dall'attuale leader del Mondiale Sportbike?
"Sicuramente non gli metteremo pressione all'inizio, dovrà prendersi il tempo necessario per crescere. Ha già fatto un anno in Moto3, due in Supersport 300 e quest'anno corre in Sportbike: è giovane, ma non di primo pelo. Ci aspettiamo che riesca ad adattarsi abbastanza rapidamente, anche perché attualmente utilizza la stessa moto, seppur limitata dal regolamento Sportbike. Kawasaki ha voluto introdurre la Ninja 636 nella nuova categoria dedicata ai giovani proprio aiutarli a fare il salto in Supersport. Salvador è un pilota con grande potenziale, ma dobbiamo aspettare di vederlo all'opera nel 2027 per poterlo valutare concretamente".
Per quanto riguarda la scelta del secondo pilota del team Kawasaki WorldSSP che intenzioni hai?
"Verso settembre avremo le idee un po' più chiare. Al momento, abbiamo in lista circa una decina di piloti che stiamo valutando. Non so se la conferma di Alcoba possa essere una possibilità, perché è alla seconda stagione con noi e ci aspettavamo di fare un po' meglio. Nel 2027 vorremmo ambire a ottenere di più con il nostro pacchetto tecnico".
Tornando alla Superbike, stiamo assistendo a un netto dominio da parte di Ducati, un fatto che scatena nuove discussioni sull'eventualità di cambiare il regolamento tecnico per rendere il campionato un po' più equilibrato. Qual è la tua posizione sul tema?
"Ducati aveva già la moto di riferimento nel 2025 ed è riuscita a migliorare ulteriormente, quindi massimo rispetto per questo costruttore per quello che sta dimostrando sia con il team ufficiale sia con i team privati. Tutti i piloti Ducati sono competitivi. Detto questo, secondo me la FIM dovrebbe aprire a maggiori super concessioni, in modo tale che le moto che oggi sono al massimo possano godere di qualche aiuto in più ed essere un po' più vicine alle Ducati. Dobbiamo anche considerare l'incognita Michelin, le nuove gomme che avremo nel 2027 potrebbero rimescolare le carte".
Quindi, non sei di quelli che spingono per penalizzare Ducati al fine di ottenere un vantaggio.
"Sportivamente non sarebbe giusto castrare Ducati, un costruttore che evidentemente è stato più bravo degli altri. Facendo così si andrebbe anche tarpare anche la motivazione degli altri costruttori a fare modelli nuovi e sviluppi. Penso che sia più sensato dare maggiori concessioni tecniche alle case che devono recuperare terreno. È troppo facile chiedere di rallentare Ducati, devono essere gli altri costruttori a svegliarsi, lavorando in maniera più efficace per migliorare".
Un altro tema di cui si discute tanto è quello relativo all'introduzione in SBK dei dischi freno carboceramici Brembo dal 2027. Ne abbiamo parlato anche con altri tuoi colleghi, abbastanza critici soprattutto per la scarsa comunicazione, tu cosa pensi di questa novità? "È stata una decisione presa dall'organizzatore e ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto. Ne prendiamo atto e dovremo adeguarci. Brembo ha detto che in ottica biennale il costo sarà sostanzialmente uguale a quello che sosteniamo attualmente, perché i dischi freno carboceramici durano molto di più. Dobbiamo lavorarci per avere le idee chiare e capire se effettivamente non ci sarà un aumento della spesa. Al momento, non abbiamo dati ufficiali e non c'è stato un incontro che abbia coinvolto l'organizzatore, i costruttori e i team per darci informazioni precise".
Anche secondo te andrebbe rivisto il modo di comunicare nel Mondiale Superbike?
"Sicuramente ci manca un'IRTA, che in MotoGP è l'associazione dei team. In Superbike non esiste. È partita un'iniziativa per creare un'associazione dei team indipendenti, ma sarebbe importante avere una figura che rappresenti tutte le squadre, non solo quelle private. Che si tratti di team ufficiali o di team indipendenti, purtroppo non c'è coinvolgimento nel processo decisionale. Spero che in Superbike ci possa essere un cambiamento sotto questo aspetto e anche in termini di comunicazione".